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Superbonus: Rischio insolvenza su progetti già fatti

Oice: ‘sfacelo per chi ha creduto in uno strumento del Governo’. Commercialisti: ‘le banche cedano liberamente i crediti a chiunque’

Lo stop al Superbonus, che alcuni esponenti del Governo, tra cui il Presidente del Consiglio, ritengono auspicabile per motivi di sostenibilità economica e finanziaria, non piace a progettisti e fiscalisti che, dopo aver fatto affidamento su uno strumento dell’Esecutivo, denunciano le difficoltà e il rischio default in cui si trovano.
 
Sotto accusa il meccanismo della cessione del credito, che si è inceppato perché le banche non riescono a disfarsi dei crediti acquisiti e quindi non ne comprano altri. Il blocco sta lasciando in estrema difficoltà professionisti e imprese che hanno praticato gli sconti ai clienti, confidando sulla possibilità di vendere il credito corrispondente allo sconto, ma che adesso non riescono a rientrare dell’investimento sostenuto.
 
L’Associazione delle società di ingegneria e architettura aderente a Confindustria (Oice) e il Consiglio Nazionale dei Commercialisti hanno denunciato il problema, proponendo delle soluzioni per mettere in salvo professionisti e imprese.
 

Oice: rischio insolvenza sui progetti già fatti

L’Oice ha accolto con allarme la notizia dell’esaurimento del plafond di 37 miliardi destinato ai crediti del Superbonus. Il presidente, Gabriele Scicolone, si è allineato alle preoccupazioni espresse dalla neo Presidente Ance, Federica Brancaccio, sui rischi che sta correndo il settore edile per il combinato tra gli effetti della stretta bancaria sul Superbonus e la necessità di rispondere alla poderosa domanda che deriva dagli impegni sul Pnrr, tenuto conto della limitata disponibilità di tecnici da mettere al lavoro rapidamente”.
 
Fabio Tonelli, Coordinatore del Gruppo di Lavoro Oice Superbonus, denuncia che “sono troppe le voci che danno per scontato o giustificabile uno stop immediato al superbonus 110% senza guardare compiutamente allo sfacelo delle conseguenze per chi ha semplicemente creduto in uno strumento del Governo, investendoci in questi anni”.
 



“Di fronte ad un protrarsi dell’attuale posizione delle banche – sottolinea – se è vero che le imprese rischiano il fallimento, i professionisti e le società d’ingegneria stanno molto peggio perché le progettazioni sono propedeutiche alla valutazione di congruità degli advisors delle banche. A sua volta anche quest’attività è propedeutica alla decisione di acquisto dei crediti, pertanto i progetti sono stati fatti e ora le banche non acquistano più crediti, se i cantieri non partono, i progettisti non hanno neanche il diritto al credito d’imposta per i compensi del proprio lavoro già svolto. Si fa fatica solo a pensare all’ipotesi di chiedere il denaro ai condomini. Qui si sta parlando di un elevatissimo rischio di insolvenza per alcuni miliardi di euro per il solo settore professionale, con conseguenze devastanti proprio per questi studi e professionisti che nei prossimi anni dovrebbero essere pronti per le sfide del PNRR. Una tempesta perfetta”.
 
Tonelli chiede di andare a fondo sul comportamento delle banche e sui motivi che hanno portato allo stop degli acquisti rapido e drastico e all’aumento repentino dei costi di cessione che, illustra, “che fino a pochissimi mesi fa erano compresi tra il 7 ed il 9% per un credito diluito in 5 anni, oggi sono al 15/22% per un credito diluito in 4 anni”.
 

Commercialisti: ‘le banche cedano liberamente i crediti a chiunque’

Il Consiglio Nazionale dei Commercialisti propone “un intervento normativo che ripristini per le banche la possibilità di cedere liberamente i crediti acquisiti, indipendentemente dalla natura soggettiva del cessionario” senza sacrificare l’esigenza di prevenire le frodi.
 
Secodo il presidente, Elbano de Nuccio, nell’attuale contesto normativo non c’è il rischio di frodi in quanto, “oltre ai controlli preventivi, come visto di conformità e attestazione di congruità dei costi, e ai presìdi antiriciclaggio già previsti dal D.L. Antifrodi, il sistema bancario offre ampie ed ulteriori garanzie, avendo fin dall’origine implementato procedure subordinate a rigorose e selettive due diligence che, seppur non previste normativamente, sono divenute ormai prassi consolidata”.
 
Secondo de Nuccio “assumono interesse anche le proposte di accordare un maggior termine per la compensazione da parte dei soggetti cessionari dei crediti di imposta, il cui utilizzo in compensazione è attualmente previsto con le stesse modalità con le quali sarebbero stati utilizzati dal soggetto beneficiario-primo cedente”.
 
De Nuccio chiede inoltre di “ribadire ulteriormente, in via normativa o interpretativa, che i cessionari dei crediti d’imposta non possono essere considerati responsabili, salvo i casi di concorso, della mancata sussistenza, anche parziale, dei requisiti che danno diritto alla detrazione d’imposta e rispondono dunque solo per l’eventuale utilizzo dei crediti medesimi in modo irregolare o in misura maggiore rispetto al credito d’imposta ricevuto”.  

In caso contrario, conclude, le misure per uscire per uscire dall’emergenza Covid-19 si trasformerebbero in un “micidiale boomerang economico e sociale”. (fonte: Edilportale.com)

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Superbonus bloccato dalle banche, non sconteranno più le fatture dei lavori: 33mila ditte a rischio default

La lettera inviata ai clienti di Intesa Sp: «Abbiamo finito il nostro plafond fiscale»

I toni sono garbati, ma il contenuto delle lettere che in questi giorni i clienti stanno ricevendo dalle banche non dà adito a dubbi. «A causa delle troppe richieste che stiamo ricevendo», è il succo delle lettere, «non siamo più in grado di scontare i crediti derivanti dai bonus edilizi».

Superbonus bloccato, ditte a rischio default

Intesa Sanpaolo, nella missiva inviata in queste ore ai suoi clienti, spiega che «la norma di legge impone, per tutti gli operatori del mercato, un vincolo di compensazione che prevede che ogni anno i crediti fiscali come quelli edilizi non possano eccedere il livello di imposte e contributi versanti dalla banca e che appunto possono essere oggetto di compensazione. Le comunichiamo pertanto», si legge, «che, al momento, non siamo in grado di procedere con la sottoscrizione del contratto di cessione del credito, a nulla rilevando l’esito delle analisi che eventualmente Deloitte (che fornisce il servizio di valutazione della correttezza e completezza dei documenti) avesse iniziato».

Le imprese sono preoccupate, ma nemmeno le banche dormono sonni tranquilli. Le continue inversioni a «U» delle norme sulla cessione dei crediti e sullo sconto in fattura hanno mandato il settore nel caos. Nei cassetti fiscali ci sono bloccati, secondo i dati rilasciati dal ministero dell’Economia, oltre 5 miliardi di euro. Significa cantieri fermi. O peggio, imprese che hanno effettuato lavori scontando in fattura il credito ma che ora non riescono ad incassare i soldi perché le banche hanno chiuso i rubinetti. Ma se quelle imprese non incassano, rischiano di fallire.

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UESE ITALIA nel capitale della Galileo Innovations

Nel nostro gruppo abbiamo scelto di condividere le esperienze acquisite con alcune realtà industriali, tra cui la Galileo Innovations. La nostra collaborazione duratura, si è trasformata in una partecipazione che vedrà i due gruppi impegnarsi nella ricerca e l’offerta di soluzioni innovative e performati, nei settori di competenza.

‘Abbiamo scelto di lavorare con un gruppo di persone moderne e preparate, rivolte alla continua ricerca di eccellenze nel settore ingegneristico, industriale”, cosi hanno commentato i due amministratori.

2021 Un anno indimenticabile, ricco di soddisfazioni e tanti successi

Guido Grimaldi con Giuseppe Izzo Stati Generali ALIS Roma 2021

Anche il 2021 è ormai alle porte, domani brinderemo con tutti con i propri cari per archiviare questo periodo e per brindare al nuovo che arriva. Nel 2020 il nostro gruppo ha registrato un aumento del fatturato del 220%, grazie alla lungimiranza e alla capacità di adattamento di tutto lo staff di UESE, verso nuovi mercati incrementando l’offerta dei servizi. Il 2021 non è da meno, il gruppo cresce ancora sia in termini di fatturato, ma anche di risorse umane. Molti i profili inseriti, con tante specifiche caratteristiche che consentono di offrire un ventaglio di servizi sempre più verticali e mirati ai nostri clienti.

Siamo partiti dalla vincita di gare d’appalto in diversi settori pubblici, che ci vedono impegnati nella formazione del personale e di dirigenti di molte aziende pubbliche, ad incarichi prestigiosi nel campo della pubblica amministrazione quali D.P.O. e coordinatori per la sicurezza nell’ambito di opere pubbliche, per finire con altrettanti riconoscimenti nell’ambito di alcuni ministeri.

Alla fine del 2021 registro un mutamento di UESE ITALIA che si è realizzato negli ultimi cinque anni, consolidando la presenza nei comparti più significativi, quali consulenza e sicurezza sui luoghi di lavoro, sorveglianza sanitaria, GDPR privacy e protezione dei dati, Cybersecurity, Certificazioni ISO, CE e SOA.

La nostra presenza in ALIS, l’Associazione Logistica dell’Intermodalità Sostenibile, realtà associativa di riferimento del popolo del trasporto e della logistica in Italia e in Europa, è per UESE ITALIA e il suo staff un motivo di orgoglio. ALIS conta 1.700 realtà ed aziende associate, per un totale di oltre 203.000 lavoratori, un parco veicolare di oltre 135.000 mezzi, più di 142.000 collegamenti marittimi annuali, più di 135 linee di Autostrade del Mare, 200.000 collegamenti ferroviari annuali, oltre 160 linee ferroviarie e 34 mld € di fatturato aggregato.

Non di meno importante la nostra partecipazione strategica in UNIPOSTE S.p.A., quali soci storici e sostenitori di un progetto ormai consolidato che vede alla guida della società del gruppo Franco Paduano, a cui vanno tutti i miei più sinceri auguri.

Ancora più motivo d’orgoglio è la partecipazione di UESE ITALIA, in qualità di socia in FSC ITALIA, un’organizzazione internazionale non governativa, indipendente e senza scopo di lucro, nata nel 1993 per promuovere la gestione responsabile di foreste e piantagioni. Include tra i suoi membri ONG e gruppi ambientalisti (WWF, Greenpeace), sociali (National Aboriginal Forestry Association of Canada), proprietari forestali, industrie che commerciano e lavorano il legno e la carta (Tetra Pak, Mondi), gruppi della Grande Distribuzione Organizzata, ricercatori e tecnici, per un totale di quasi 900 membri.

Ultima, ma non per importanza, l’adesione al progetto RETE INNOVA S.p.A. specializzata nella consulenza per lo sviluppo dei contratti di rete d’impresa, che permette alle aziende aderenti alla rete (aziende retiste) di accrescere la propria produttività, competitività, capacità di penetrazione sul mercato, ma anche e soprattutto di ottimizzare i costi di gestione e di struttura. Il management della Rete Innova ha una esperienza pluriennale nel settore, vantando lo sviluppo di numerosi contratti di rete.

UESE non è una società fine a se stessa, ma una filosofia di gruppo e sinergie imprenditoriali capace di offrire soluzioni aziendali concrete e di supporto per le PMI. 

Un 2021 pieno di soddisfazioni e sacrifici che sicuramente saranno la base per un ottimo 2022.

Auguro a tutto il mio staff un felice anno nuovo.

Giuseppe Izzo

 
I Colleghi di UniPoste S.p.A. con il Presidente Francesco Paduano

I magnifici Colleghi di OPN ITALIA LAVORO con il Michele Antonio Eramo

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Green Pass sul lavoro: Linee Guida Confindustria per imprese

l Vademecum di Confindustria per la redazione delle procedure di verifica del Green Pass sul lavoro: come prepararsi e quali sono le criticità.

Green pass e lavoro: Dall’obbligo alle sanzioni, ecco le novità dal 15 ottobre

Domande e risposte sull’obbligo che scatta in tutti i luoghi di lavoro: nelle fabbriche, negli uffici, negli studi professionali. Anche per badanti, colf, idraulici ed elettricisti

Dal 15 ottobre si cambia: green pass obbligatorio per tutti i dipendenti pubblici e privati. L’obbligo scatta in tutti i luoghi di lavoro: nelle fabbriche, negli uffici, negli studi professionali. Lo ha stabilito il decreto legge approvato dal Consiglio dei ministri il 16 settembre. Per i lavoratori privati e pubblici senza green pass la sospensione dello stipendio scatta dal primo giorno. Nelle imprese con meno di 15 dipendenti la sospensione scatta dal quinto giorno.

L’obiettivo è incrementare le vaccinazioni prima che, con l’arrivo dell’inverno, risalga la virulenza del nuovo coronavirus. Il provvedimento sull’estensione dell’obbligo di green pass in tutti i luoghi di lavoro, ha detto il premier Mario Draghi, è «un decreto per continuare ad aprire il Paese». Ecco domande e risposte per conoscere le nuove regole.

L’OBBLIGO DI GREEN PASS

Quando scatta l’obbligo di green pass per il mondo del lavoro?

L’obbligo di ingresso in ufficio con il green pass scatta dal 15 ottobre per tutti i dipendenti pubblici. Vale anche per chiunque svolga una attività lavorativa nel settore privato, per accedere al posto di lavoro è necessario possedere ed esibire su richiesta la certificazione verde.

L’obbligo è previsto anche negli uffici delle Autorità amministrative indipendenti?

Sì, l’obbligo si applica anche alle Autorità amministrative indipendenti, comprese la Commissione nazionale per la società e la borsa e la Commissione di vigilanza sui fondi pensione, Banca d’Italia. Si applica anche agli enti pubblici economici e agli organi di rilievo costituzionale. L’obbligo è esteso anche ai titolari di cariche elettive o di cariche istituzionali di vertice.

Gli organi costituzionali devono adeguare le loro regole all’obbligo di green pass?

C’è l’invito per Quirinale, Camera, Senato e Corte costituzionale ad adeguare il proprio ordinamento alle nuove disposizioni.

Deve avere la certificazione verde anche chi svolge volontariato o formazione?

Il green pass diventa obbligatorio anche per chi svolge, a qualsiasi titolo, la propria attività lavorativa o di formazione o di volontariato nella Pa o da privati, anche con contratti esterni.

Le nuove regole si applicano anche agli esenti?

No, l’obbligo di green pass non si applica ai soggetti esenti in possesso di idonea certificazione.

Negli uffici giudiziari scatta l’obbligo del green pass?

Sì, l’obbligo scatta dal 15 ottobre anche negli uffici giudiziari. Magistrati ordinari, amministrativi, contabili e militari, avvocati e procuratori di Stato, componenti delle commissioni tributarie non potranno accedere agli uffici senza green pass. Le disposizioni si applicano anche ai magistrati onorari, mentre non si applicano agli avvocati e altri difensori, consulenti, periti e altri ausiliari del magistrato estranei alle amministrazioni della giustizia, testimoni e parti del processo.

L’obbligo di pass riguarda colf e baby sitter?

Sì, l’obbligo scatta per tutte le categorie, compresi i collaboratori familiari, dalle colf alle baby sitter.

Green pass obbligatorio anche per l’idraulico e l’elettricista?

L’obbligo di green pass si applica anche all’idraulico o all’elettricista che svolge il suo lavoro nel pubblico e nel privato.

Le partite Iva devono avere il certificato verde?

Sì, è stato stabilito che l’obbligo scatta anche per le partite Iva. Vuol dire che il pass vale anche per gli studi professionali e per i fornitori.

Basta il green pass per accedere al pronto soccorso?

No, con la conversione in legge del primo decreto green pass, anche se muniti di certificato verde, si può entrare in pronto soccorso solo con il risultato negativo di un tampone. Fanno eccezione solo i casi di oggettiva impossibilità dovuta all’urgenza, valutati dal personale sanitario.

Per partecipare a matrimoni e comunioni i minori di 12 anni devono avere il green pass?

I minori di 12 anni sono esentati dall’obbligo di green pass per partecipare a matrimoni e comunioni. Così come per tutte le altre attività per le quali erano già esplicitamente esentati a norma di legge, come i ristoranti e le piscine al chiuso, le palestre, i musei, i teatri, i cinema ecc. Si tratta, infatti, di persone escluse per età dalla campagna vaccinale.

SOSPENSIONE STIPENDIO

Quando scatta la sospensione dello stipendio nel settore pubblico?

Per i dipendenti della Pubblica amministrazione la restribuzione viene sospesa dal primo giorno in cui si presentano al lavoro senza la certificazione verde. Non sono previste conseguenze disciplinari e si mantiene il diritto alla conservazione del posto di lavoro. Non ci sono conseguenze disciplinari e si mantiene il diritto alla conservazione del posto di lavoro.

Quando scatta la sospensione dello stipendio nel settore privato?

I dipendenti privati che comunicheranno di non avere il green pass o che non saranno in grado di esibirlo all’accesso nel luogo di lavoro saranno considerati assenti senza diritto alla retribuzione fino alla presentazione del certificato verde. Non ci sono conseguenze disciplinari e si mantiene il diritto alla conservazione del posto di lavoro. Per le imprese con meno di 15 dipendenti la sospensione dall’attività lavorativa scatta dal quinto giorno di mancata presentazione della certificazione verde e la durata può corrispondere a quella del contratto di lavoro stipulato per la sostituzione. E comunque per un periodo non superiore a 10 giorni e non oltre il termine del 31 dicembre 2021.

Il datore di lavoro può sostituire il lavoratore sospeso?

Solo nelle imprese con meno di 15 dipendenti. Il decreto prevede infatti che la sospensione in caso di mancata presentazione della certificazione verde (che scatta dal quinto giorno) possa corrispondere alla durata del contratto di lavoro per la sostituzione. Comunque per un periodo non superiore a 10 giorni e non oltre il termine del 31 dicembre 2021.

Covid: Johnson&Johnson sospende la sperimentazione per il vaccino

E’ accaduto dopo che uno dei partecipanti si è ammalato. La multinazionale farmaceutica: “Nel volontario malattia con cause da definire”

La sperimentazione del vaccino anti-Covid a cui sta lavorando la Johnson&Johnson è stata sospesa dopo che uno dei partecipanti allo studio si è ammalato senza che gli esperti siano finora riusciti a trovare le cause. La pausa – riportano alcuni media americani – è stata comunicata a tutti i ricercatori che si occupano dei circa 60.000 pazienti sottoposti alla sperimentazione.

“Abbiamo temporaneamente sospeso la somministrazione di ulteriori dosaggi in tutti i nostri studi clinici sul candidato vaccino COVID-19, incluso lo studio di Fase 3 ENSEMBLE, a causa di una malattia, le cui cause sono ancora da definire, manifestata da un partecipante allo studio”. Lo spiega la multinazionale farmaceutica Johnson & Johnson in merito alla sospensione temporanea della sperimentazione del candidato vaccino. “Dobbiamo rispettare la privacy di questo partecipante. Stiamo anche imparando di più sull’evento avverso ed è importante avere chiari tutti i fatti prima di condividere ulteriori informazioni”, afferma Johnson & Johnson.

Emergenza Coronavirus, pubblicato l’elenco dei dispositivi di protezione individuale validati dall’Inail

Il documento, che sarà aggiornato periodicamente, per ciascun dpi riporta la data di validazione, la tipologia di prodotto, il nominativo della ditta produttrice/importatrice e un’immagine, se disponibile. In un mese la task force a cui è stata affidata la procedura ha processato circa 1.700 pratiche

ROMA – È online l’elenco dei dispositivi di protezione individuale (dpi) – occhiali, visiere, semimaschere, indumenti di protezione, guanti e calzari – validati positivamente dall’Inail in attuazione del terzo comma dell’articolo 15 del decreto Cura Italia dello scorso 17 marzo, che ha attribuito questa funzione all’Istituto in via straordinaria, fino al termine dell’emergenza Covid-19. L’elenco, che sarà periodicamente aggiornato con l’inserimento dei nuovi dpi validati, per ciascun dispositivo riporta la data di validazione, la tipologia di prodotto, il nominativo del produttore e/o dell’importatore con la regione/nazione di riferimento, e un’immagine, se disponibile.a

La validazione riguarda solo i singoli modelli presi in considerazione. La lista si riferisce esclusivamente ai dpi validati dall’Inail sulla base della documentazione trasmessa dal produttore/importatore. La validazione in deroga dell’Istituto riguarda, infatti, soltanto i singoli modelli di dpi presi in considerazione e non può essere estesa in alcun modo all’intera produzione/importazione di altri dispositivi, anche della stessa serie, da parte delle imprese presenti nell’elenco.

Più di tremila i messaggi pervenuti all’indirizzo email dedicato. Alla data del 20 aprile, su un totale di 3.012 messaggi di posta elettronica certificata pervenuti all’indirizzo dedicato dpiart15@postacert.inail.it, la task force multidisciplinare dell’Inail, composta da circa 40 persone con diverse professionalità tecniche e amministrative, ha processato a livello tecnico circa 1.700 pratiche, 62 delle quali sono state validate positivamente. I controlli tecnici, in particolare, verificano se il prodotto rientri o meno tra i dpi, se sia stata allegata alla richiesta di validazione tutta la documentazione per l’immissione sul mercato (relazione illustrativa, disegni tecnici, rapporti di prova e relativi risultati, istruzioni di utilizzo), e se il dispositivo sia conforme ai requisiti essenziali di salute e sicurezza necessari per stabilire la relativa classe di protezione, come previsto dalla normativa tecnica di riferimento.

I requisiti di sicurezza prescritti dalle istruzioni operative del 19 marzo. Quasi tutti i dpi sottoposti all’esame dell’Istituto, a partire da quelli delle vie respiratorie, rientrano tra quelli di III categoria e possono essere validati solo se rispettano i requisiti di sicurezza prescritti dalle istruzioni operative dello scorso 19 marzo. Le semimaschere filtranti FFP2 e FFP3, in particolare, devono garantire i requisiti tecnici prescritti dalle norme in vigore (UNI EN 149:2009 o standard internazionali equipollenti), con particolare riferimento a capacità filtrante, perdita di tenuta e resistenza respiratoria, in modo tale da assicurare elevate e affidabili prestazioni di sicurezza per gli operatori che le indossano. Non rientrano in questa tipologia le mascherine chirurgiche o assimilabili, per la cui validazione è competente l’Istituto superiore di sanità, né mascherine destinate a usi differenti dalla protezione dei lavoratori.

Aggiornate anche le risposte alle domande più frequenti. Per chiarire tutti i dubbi legati all’iter di validazione dei dpi, sono state anche aggiornate le Faq che rispondono alle domande più frequenti sulla procedura e sulle caratteristiche dei dispositivi che possono essere validati dall’Inail. Nella sezione Supporto del portale dell’Istituto, inoltre, è disponibile il servizio “Inail risponde”, che consente l’invio di richieste attraverso un form strutturato. Per il corretto invio delle richieste, è necessario selezionare nel campo “Categoria” la voce “Ricerca e tecnologia”, nel campo “Sottocategoria” la voce “Informazioni e normativa” e nel campo “Oggetto” la voce “Medicina, Epidemiologia, Igiene del Lavoro ed ambientale”.

Ancora in calo le intensive, in diminuzione le vittime

Sono i nuovi dati forniti dalla Protezione civile. Prosegue il trend in calo dei ricoveri in terapia intensiva, 2.733, 79 in meno. 107.771 i malati, con un incremento di 809. 23.227 le vittime, 482 in più.
Il dato choc di Arcuri: ‘In Lombardia 5 volte i morti civili della guerra’

Prosegue il trend in calo dei ricoveri in terapia intensiva per coronavirus. Ad oggi sono 2.733, 79 in meno rispetto a ieri. Di questi, 947 sono in Lombardia, 24 in meno rispetto a ieri. Dei 107.771 malati complessivi, 25.007 sono ricoverati con sintomi, 779 in meno rispetto a ieri, e 80.031 sono quelli in isolamento domiciliare. Il dato è stato reso noto dalla Protezione civile.

Sono 23.227 le vittime dopo aver contratto il coronavirus in Italia, con un aumento rispetto a ieri di 482. Ieri l’aumento era stato di 575.

Sono 44.927 le persone guarite in Italia dopo aver contratto il coronavirus, 2.200 più di ieri. Ieri l’aumento dei guariti era stato di 2.563.

Sono complessivamente 107.771 i malati di coronavirus in Italia, con un incremento di 809 rispetto a ieri, quando l’aumento era stato di 355 (il più basso dal 2 marzo). Il dato è stato fornito dalla Protezione civile.

L’incremento dei malati di coronavirus rispetto a ieri si concentra quasi esclusivamente in Lombardia: su 809 in più in tutta Italia ben 761 vengono registrati nella regione più colpita dalla pandemia, oltre il 94%. E’ l’aumento più rilevante in Lombardia dal 12 aprile scorso, quando i nuovi malati erano risultati 1.007 in più.

Intanto dal commissario per l’emergenza Domenico Arcuri arriva un allarme: ‘La ripresa non sarà lunga se non sarà in sicurezza’. Il commissario sottolinea, tra l’altro un dato choc: “Tra l’11 giugno 1940 e il 1 maggio 1945 a Milano sono morti sotto i bombardamenti della seconda guerra mondiale 2 mila civili, in 5 anni; in due mesi in Lombardia per il coronavirus sono morte 11.851 civili, 5 volte di più. Un riferimento numerico clamoroso. Oltre alla solidarietà che dobbiamo ai lombardi e alla consapevolezza della gravità dell’emergenza in quelle terre, dobbiamo anche sapere che stiamo vivendo una grande tragedia, non l’abbiamo ancora sconfitta”. “Dobbiamo continuare ad agire con la cautela e la prudenza di questi mesi, capire – ha evidenziato Arcuri – che è clamorosamente sbagliato comunicare un conflitto tra salute e ripresa economica. Senza la salute e la sicurezza la ripresa economica durerebbe come un battito di ciglia. Bisogna continuare a tenere in equilibrio questi due aspetti, Alleggerire progressivamente le misure di contenimento, garantendo sicurezza e salute di un numero massimo di cittadini possibile. No a improvvisazioni ed estemporaneità”. (Ansa)