giorgetti governo meloni manovra 2023

Nuovo governo Meloni, news. Si tratta sul superbonus, manovra lunedì in Cdm

Dieci anni, anziché quattro, per la cessione dei crediti d’imposta legati al superbonus: questa la soluzione del governo per tentare di sbloccare lo stallo dei cassetti fiscali. Rinviato l’innalzamento del tetto all’uso del contante. Il ministro Giorgetti, intanto, ha annunciato che porterà lunedì la manovra in Cdm. Salvini: “Ci sarà anche Ponte sullo Stretto”. L’obiettivo, ha aggiunto, è “partire con i lavori nell’arco di due anni”.

fondo nuove competenze pubblicato nuovo avviso

Fondo nuove competenze: Pubblicato il nuovo avviso

A partire dal 13 dicembre sarà possibile aderire al nuovo avviso pubblico del Fondo nuovo competenze che presenta una disponibilità finanziaria di 1 miliardo di euro a valere su risorse ReactEU, confluite nel Programma operativo nazionale Sistemi di politiche attive per l’occupazione (Pon Spao).

Rispetto alla precedente edizione del Fondo, sono due le principali novità.

La prima è che gli interventi saranno rivolti quasi integralmente a sostenere le imprese e i lavoratori ad affrontare i cambiamenti connessi alla doppia transizione digitale ed ecologica.
La seconda riguarda il pieno coinvolgimento dei Fondi interprofessionali, a garanzia dell’efficacia e della qualità dei percorsi formativi. I Fondi devono manifestare il proprio interesse a partecipare, finanziando i progetti formativi dei datori di lavoro aderenti, entro il 3 dicembre.

Per quel che riguarda i tempi, gli accordi con le rappresentanze sindacali devono essere sottoscritti entro il 31 dicembre 2022, mentre le domande contenenti i progetti formativi devono essere presentate entro il 28 febbraio 2023 sull’apposita piattaforma informatica MyANPAL.
La gestione e l’istruttoria delle istanze sarà effettuata da Anpal, con il supporto di AnpalServizi e con la collaborazione dell’Inps per le verifiche e le erogazioni finanziarie.

progetti formativi dovranno prevedere per ciascun lavoratore coinvolto una durata minima di 40 ore e massima di 200 ore.
Il contributo massimo complessivo riconoscibile per ciascuna istanza non potrà eccedere i 10 milioni di euro. Il datore di lavoro ammesso a contributo potrà richiedere un’anticipazione nel limite del 40% del contributo concesso, previa presentazione di una fidejussione.

“L’Avviso rende operativa per le imprese la seconda edizione del Fondo nuove competenze – dichiara il commissario Anpal Raffaele Tangorra – e arriva a stretto giro dalla pubblicazione del decreto interministeriale avvenuta lo scorso 3 novembre. Già il giorno successivo abbiamo inviato ai Fondi interprofessionali la comunicazione contenente le condizioni per aderire al Fnc, e qualcuno lo ha già fatto, a testimonianza del grande interesse che riscuote questa iniziativa e della volontà dei Fondi di contribuire strategicamente agli obiettivi dell’intervento. Ora, con la pubblicazione dell’Avviso, c’è la vera messa a terra del Fnc, in questa sua nuova fase di vita. È un’occasione davvero importante per le aziende e per centinaia di migliaia di lavoratori, che potranno riqualificarsi e adeguare le proprie competenze a fronte delle grandi trasformazioni – in primis, quella digitale ed ecologica – in atto nel mercato del lavoro”.

La prima edizione del Fondo nuove competenze ha permesso di finanziare 14.000 aziende, con il coinvolgono di oltre 700 mila lavoratori nei percorsi di formazione.

UESE ITALIA S.p.A. è sempre impegnata ad assisterVi in tutte le fasi: scrivi pure a l.codato@uese.it

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cdm consiglio dei ministri meloni

Governo Meloni, news. Il Cdm dà il via libera al decreto Aiuti quater

Arriva l’ok al provvedimento attraverso cui il governo intende intervenire contro il caro-energia con una cifra complessiva di poco superiore ai 9 miliardi di euro. Definite le composizioni delle commissioni in Senato: Berlusconi è assegnato alla commissione Politiche dell’Unione europea, Calenda all’Industria, commercio, turismo, agricoltura e produzione agroalimentare e Renzi alla commissione Esteri e Difesa.

Riunione del Consiglio dei ministri. All’ordine del giorno il dl Aiuti quater, con misure urgenti di sostegno nel settore energetico e di finanza pubblica, e un decreto legislativo con disposizioni di adeguamento delle procedure di contrattazione per il personale delle forze armate e delle forze di polizia a ordinamento militare, nonché per l’istituzione delle relative aree negoziali per i dirigenti. (LE MISURE PREVISTE)
Definite le composizioni delle commissioni in Senato: Silvio Berlusconi è assegnato alla commissione Politiche dell’Unione europea, Calenda all’Industria, commercio, turismo, agricoltura e produzione agroalimentare, Renzi farà parte, invece, della commissione Esteri e Difesa.
Tra le misure di ritorsione contro l’Italia per la mancata accoglienza dell’Ocean Viking, la Francia assumerà delle misure di “rafforzamento dei controlli alle frontiere” con l’Italia: lo ha annunciato il ministro dell’Interno francese, Gérald Darmanin, aggiungendo che la Francia “trarrà tutte le conseguenze” dell’atteggiamento italiano anche sugli altri aspetti della “relazione bilaterale” tra i due Paesi.

ENERGIA – Arrivano le proroghe, fino alla fine dell’anno, dei crediti di imposta per le imprese energivore e della riduzione delle accise della benzina, che sarebbe scaduto il 18 novembre. Le due misure complessivamente assorbono circa 4,4 miliardi

BOLLETTE A RATE PER IMPRESE – Le imprese potranno chiedere la rateizzazione delle bollette di luce e gas. La misura è destinata alle “imprese residenti in Italia” e concede la possibilità di rateizzare gli importi “eccedenti l’importo medio contabilizzato” nell’intero 2021 per i consumi effettuati dal “1° ottobre 2022 al 31 marzo 2023” e fatturati entro il “31 dicembre 2023”. La rateizzazione decade per inadempimento di due rate anche non consecutive. Prevista la possibilità di ottenere la garanzia di Sace. Cinque i miliardi di euro per la misura.

La garanzia Sace “è rilasciata a condizione che l’impresa richiedente non abbia approvato la distribuzione di dividendi o il riacquisto di azioni nel corso degli anni nei quali si procede al riconoscimento della rateizzazione”. Nel caso in cui “le imprese abbiano già distribuito dividendi o riacquistato azioni al momento della richiesta, l’impegno è assunto dall’impresa per i dodici mesi successivi”.

REVISIONE SUPERBONUS – Spunta anche la revisione del Superbonus nella bozza del decreto aiuti quater: La norma, tra le altre cose, fa scendere nel 2023 la percentuale dello sconto sulla spesa per i lavori di efficientamento energetico dal 110% al 90%. L’agevolazione sarà confermata anche per gli immobili unifamiliari ma con un un limite di reddito (a 15mila euro) variabile in base ad una sorta di quoziente familiare. Si allunga di tre mesi la finestra temporale dentro cui applicare il Superbonus – ancora al 110% – anche alle villette. Spostato il termine, dal 31 dicembre 2022 al 31 marzo 2023, entro cui si può fruire della detrazione, a condizione che al 30 settembre 2022 siano stati effettuati lavori per almeno il 30% dell’intervento complessivo.

TETTO CONTANTE – Sale a 5mila euro la soglia entro cui è possibile pagare in contanti. Sarà quindi modificata l’attuale normativa secondo cui il tetto dal primo gennaio sarebbe stato ridotto da 2.000 a mille euro. Si stanziano poi 80 milioni di euro per il 2023, destinati a contributi per i commercianti obbligati alla trasmissione telematica dei corrispettivi all’Agenzia delle entrate. I contributi sono in credito di imposta pari al 100% della spesa sostenuta, fino a 50 euro per ogni registratore telematico (il registratore di cassa connesso a internet) acquistato.

PREMI AZIENDALI ESENTASSE – Sale da 600 a 3.000 euro la soglia dei premi esentasse che le imprese potranno concedere ai dipendenti come ‘fringe benefit’ per pagare le bollette. Il dl Aiuti quater ricalca, alzandone il tetto, la norma del dl Aiuti bis. Il valore dei beni ceduti e dei servizi prestati al lavoratore dipendente, nonché le somme erogate o rimborsate allo stesso dal datore di lavoro per il pagamento delle utenze domestiche di acqua, luce e gas, non concorreranno dunque a formare il reddito imponibile nel nuovo limite di 3.000 euro.

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Illecita cessione del credito Superbonus

I crediti del cessionario vengono automaticamente sequestrati

Cosa succede ai cessionari (banche, poste, istituti di credito, imprese) nel caso in cui il credito per Superbonus ceduto risulti ‘figlio’ di operazioni illecite e, quindi, venga sequestrato dall’Autorità giudiziaria? Dove arriva la responsabilità del cessionario? Ed esistono tutele in tal senso?

L’argomento scotta, e la Cassazione l’ha trattato, di recente, con cinque sentenze ‘sorelle’, tutte incentrate su ricorsi dei cessionari in casi inerenti truffa, evasione fiscale e falso al fine di beneficiare indebitamente del Superbonus previsto dall’art. 121, del DL 34/2020, nonché dei reati di truffa aggravata ai danni dello Stato, emissione di fatture per operazioni inesistenti ed indebita compensazione tentata.

Superbonus illecito: la detrazione e il credito ceduto come vanno trattati?

Le pronunce, che consigliamo ai lettori di scariscarsi dal sito ufficiale della Cassazione (Italgiure), sono le nn. 40865, 40866, 40867, 40868 e 40869, emesse tutto il 28 ottobre 2022.

Andando a raggruppare le sentenze, si evidenzia che le banche e gli istituti di credito ritengono che non sia corretto considerare in egual modo la detrazione del 110% di cui beneficia il committente dei lavori e l’eventuale credito d’imposta ceduto.

La buona fede del cessionario che non può sapere quali sono i lavori di ristrutturazione

Prendiamo come riferimento la sentenza 40866, dove il ricorrente sostiene che l’errore di impostazione commesso dai
giudici del merito consisterebbe nell’aver considerato alla stessa stregua il diritto alla detrazione sorgente in capo a chi effettua i lavori di ristrutturazione oggetto dell’incentivo ed il credito di imposta che, a seguito di cessione di quel diritto, si genera in capo al terzo cessionario sul presupposto, ovviamente, che si tratti di cessionario di buona fede.

Il cessionario del credito di imposta, nel caso specifico una banca, non riuscirebbe a vedere l’origine del proprio credito e, dunque non sarebbe in grado di effettuare alcun controllo, vedendosi riconosciuto nel proprio cassetto fiscale un importo pari al credito acquistato da portare in compensazione nei tempi stabiliti dalla legge rispetto a qualsiasi tipologia di debito erariale.

Tale impossibilità di ricollegare il credito ai lavori originariamente svolti è ancor più evidente nel caso di cessioni successive (sappiamo che solo le banche possono ‘prendere’ cessioni successive alla prima, da parte di un proprio correntista ‘qualificato’), come sarebbe avvenuto nel caso in esame, laddove l’ultimo cessionario ha, quale unica evidenza disponibile l’identità del proprio dante causa, ma certamente non può identificare i lavori di ristrutturazione.

Secondo la difesa, pertanto, all’infuori delle ipotesi di compartecipazione dolosa nella condotta illecita del primo beneficiario, il terzo cessionario del diritto di credito non può subire gli effetti pregiudizievoli che attengono al primo beneficiario ed a sue eventuali condotte illecite da cui è derivata l’insorgenza del diritto alla detrazione poi trasformato in credito d’imposta.

Quanto sopra sarebbe confermato anche nella circolare n. 24/E/2020 che in maniera chiara afferma come il cessionario che ha acquistato il credito in buona fede non perde il diritto ad utilizzare il credito d’imposta.

Tra l’altro, quindi, si censura l’ordinanza impugnata per le modalità con cui è stato disposto ed eseguito il sequestro e per le peculiarità dei beni su cui è stato applicato, che rischia di tramutare un sequestro impeditivo in sequestro per equivalente dell’asserito prodotto o profitto del reato, non consentito nei confronti del terzo di buona fede. (Fonte Ingenio)

Giuseppe Izzo CEO UESE ITALIA

Fuori dalla pandemia con la consapevolezza del valore di essere certificati

L’Italia è tra i Paesi con le PMI più certificate.

L’elevato numero di certificati di Sistemi di Gestione mostra, anche in Italia, il primato della certificazione Qualità ISO 9001 che tipicamente diventa per le organizzazioni un punto di partenza verso certificazioni più specifiche. Per quanto riguarda i Sistemi di Gestione Ambientale (ISO 14001) l’Italia si pone in seconda posizione, dopo la Cina, così come nel numero di certificazioni di sistema di gestione per la salute e sicurezza dei lavoratori (ISO 45001), prima di Regno Unito e India.

L’industria italiana vanta una forte presenza di piccole e medie imprese, in cui l’elevata integrazione nelle catene del valore internazionali e competitività basata sulla qualità del prodotto o servizio offerto giustificano maggiormente le richieste di certificazione. La qualità in fabbrica è un plus che può snellire e rendere più efficienti i processi produttivi, facilitare la penetrazione nei mercati internazionali e garantire qualità e controllo al consumatore di prodotti italiani.

Analizzando nello specifico le certificazioni di Sistemi di Gestione per la Qualità è significativo notare che l’Italia abbia il doppio dei certificati della Germania e più del quadruplo della Francia.

In Italia, il requisito obbligatorio di possedere un sistema di gestione per la qualità certificato da un organismo accreditato per partecipare ai bandi pubblici nel settore delle costruzioni, ha sicuramente condizionato negli anni la diffusione di tale strumento. (Fonte L’Industriale)

contratto di rete ermes italia

I vantaggi crescenti del contratto di rete tra le imprese

Dopo poco più di dieci anni dall’introduzione nel nostro ordinamento, il contratto di rete sta assumendo sempre di più le vesti di uno strumento molto efficace per lo sviluppo di attività imprenditoriali e di realtà produttive. Ciò è dovuto principalmente in considerazione delle caratteristiche di flessibilità ed adattabilità che lo contraddistinguono e che lo proiettano fra gli istituti preferibili a cui ricorrere per innovare, crescere ed essere competitivi sul mercato.

Il contratto di rete si fa apprezzare per essere uno strumento economico (è pur sempre un contratto il cui costo è ripartito fra i diversi partecipanti) che preserva l’autonomia giuridica e operativa delle diverse imprese coinvolte (aspetto, come noto, assai rilevante per l’imprenditore italiano). Inoltre, la possibilità di prevedere la partecipazione di professionisti nei contratti di rete – come approfondito nel documento “Reti tra professionisti”, realizzato dai membri di Ermes Rete Italia, alla cui realizzazione abbiamo contribuito, permette alle imprese aderenti di ricorrere a competenze e specializzazioni professionali complementari e attinenti a diversi ambiti, ripartendo i costi fra i diversi aderenti al contratto.

È utile altresì ricordare anche che, con la Legge n. 81 del 2017, cd. Jobs Act, è stata prevista la possibilità di adottare il contratto di rete anche tra soli professionisti; in tal caso, tale contratto non potrà ottenere l’iscrizione presso il Registro delle imprese, per effetto delle norme che regolano la pubblicità legale prevista per i soli imprenditori.

Secondo i dati ufficiali del Registro imprese, a oggi, più di 41.606 imprese, operanti nei più differenti rami di attività che spaziano dal settore del commercio, dell’industria/artigianato, dell’agricoltura/pesca, a quelli dei servizi e della manifattura, hanno stipulato e registrato 7.471 contratti di rete di cui 1.194 con soggettività giuridica.

È quindi naturale indagare i motivi per i quali le 41.606 imprese, più tutte quelle “fuori dai radar” che hanno stipulato un “contratto atipico” per volontà o necessità, abbiano proceduto ad aderire a una rete (sia formalmente che informalmente). Sicuramente fra i diversi e molteplici vantaggi che scaturiscono da tale accordi di collaborazione fra imprese si annoverano le economie di scala, la possibilità di ampliare l’offerta dei propri prodotti e servizi, l’acquisizione di know-how e sfruttamento di innovazioni altrui, la maggior facilità nell’accedere a finanziamenti e a contributi a fondo perduto e il raggiungimento di una dimensione adeguata ad affrontare meglio il mercato nazionale e, a maggior ragione, quelli esteri.

Il Comitato di gestione esperto, coeso e snello, rappresentato da GIOVANNI FRANCHINI – GIUSEPPE IZZO – DANIELE GRAMICCIA, è impegnato a selezionare ed accogliere nuove adesioni, anche in vista dei prossimi impegni lavorativi, legati ai progetti del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza che vede, il nostro paese, protagonista europeo.

Il 21 Ottobre, la Sig.ra Luisa Federici in rappresentanza della società GY.FRA. GADGETS S.R.L., il Sig. Massimiliano Scipioni in rappresentanza della società SERVICE PMI S.R.L.S, il Sig. Ivan Coppolino in rappresentanza delle società EMY SERVICE SRLS e SERVICE 2020 SRLS, il Sig. Giovanni Franchini in rappresentanza della società EMY PRODUCTIONS SRL, il Sig. Claudio Cecere in rappresentanza della società SHAI SRLS, il Sig. Massimiliano Montinaro in rappresentanza delle società TUTTO FOOD SRLS e SALSA EN VIVO SRLS, la Sig.ra Viktoriya Maymiskul in rappresentanza della società EMME FOOD SRL, il Sig. Emanuele Morici in rappresentanza della società MERCATO SRLS, hanno accolto le nuove adesioni, tra quali anche quella di UESE ITALIA S.p.A., Sares Srl, Fantasia Service Srl, Italia Service Srl, Lab Srl, Service PMI SRLS, Emy Service Srl, Gi.Fra. Gadgets Srl.

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Concluso accordo con lo Studio Pincis per recupero accise carburanti

Concluso accordo con lo Studio Pincis per recupero accise carburanti

Un importante accordo commerciale e di partnership concluso con lo studio Pincis di Tromello (Pv) ci consentirà di completare il quadro dell’offerta servizi per l’acquisto di gruppi elettrogeni per la generazione di energia con l’utilizzo di gasolio al costo agevolato, visto che è possibile godere della defiscalizzazione delle accise. In un momento storico come questo, con una congiuntura economica negativa, il costo dell’energia troppo variabile e imprevedibile, utilizzare sistemi alternativi per contenere i prezzi di approviggionamento energetico, l’offerta di UESE ITALIA, con i suoi gruppi elettrogeni certificati industria 4.0, è senza dubbio efficace.

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Cosa significa? Che, sia che tu possieda o noleggi i gruppi elettrogeni, puoi recuperare denaro immediatamente, senza rischi e senza compilare complesse domande, semplicemente affidandoti al nostro partners Studio Pincis. Contattaci per saperne di più.

 

Norme armonizzate Regolamento 2016/425/UE (DPI) 10/2022

Norme armonizzate Regolamento 2016/425/UE (DPI) 10/2022

Norme armonizzate Regolamento 2016/425/UE (DPI) 10/2022

Dal 1° dicembre 2018 i riferimenti delle norme armonizzate sono pubblicati e ritirati dalla Gazzetta ufficiale dell’Unione europea non più come “Comunicazioni della Commissione” ma mediante “Decisioni di esecuzione della Commissione”

Pubblicata in GU L 261/60 del 7.10.2022 la Decisione di esecuzione (UE) 2022/1914 che aggiorna l’elenco delle Norme armonizzate per il Regolamento DPI Ottobre 2022.

I riferimenti delle norme armonizzate pubblicati ai sensi del Regolamento 2016/425/UE sono contenuti nelle:

1. Comunicazione 2018/C 209/03 della Commissione nell’ambito dell’applicazione del regolamento (UE) 2016/425 del Parlamento europeo e del Consiglio sui dispositivi di protezione individuale e che abroga la direttiva 89/686/CEE del Consiglio (GUUE  2018/C 209/17 del 15.06.2018)

2. Rettifica della comunicazione della Commissione nell’ambito dell’attuazione del regolamento (UE) 2016/425 del Parlamento europeo e del Consiglio sui dispositivi di protezione individuale e che abroga la direttiva 89/686/CEE del Consiglio (GU C 222/30 del 26.06.2018)

3. Decisione di esecuzione (UE) 2020/668 della Commissione del 18 maggio 2020 relativa alle norme armonizzate per i dispositivi di protezione individuale redatte a sostegno del regolamento (UE) 2016/425 del Parlamento europeo e del Consiglio (GU L 156/13 del 19.05.2020)

4. Decisione di esecuzione (UE) 2021/395 della Commissione del 4 marzo 2021 che modifica la Decisione di esecuzione (UE) 2020/668 per quanto riguarda le norme armonizzate sulle proprietà elettrostatiche degli indumenti di protezione, sugli indumenti di protezione per vigili del fuoco e sugli indumenti protettivi per motociclisti, sugli indumenti di protezione per l’utilizzo nello snowboard, sugli indumenti di protezione indossati da operatori che applicano prodotti pesticidi e lavoratori esposti a questi pesticidi applicati, sull’attrezzatura di visibilità migliorata per situazioni a medio rischio, sull’attrezzatura per alpinismo e sugli indumenti di protezione contro i pericoli termici da arco elettrico. (GU L 77/35 del 5.3.2021)

5. Decisione di esecuzione (UE) 2021/1201 della Commissione del 16 luglio 2021 che modifica la decisione di esecuzione (UE) 2020/668 per quanto riguarda le norme armonizzate sui protettori dell’udito. (GU L 259/8 del 21.7.2021)

6. Decisione di esecuzione (UE) 2022/1914 della Commissione del 6 ottobre 2022 che modifica la decisione di esecuzione (UE) 2020/668 per quanto riguarda le norme armonizzate sui dispositivi individuali di galleggiamento – aiuti al galleggiamento, giubbotti di salvataggio e accessori (GU L 261/60 del 7.10.2022) e devono essere letti insieme, tenendo conto che la decisione modifica alcuni riferimenti pubblicati nella Comunicazione e nelle altre Decisioni già pubblicate.

UNI EN ISO 14001

Companies with environmental certifications have better resilience

Companies with environmental certifications have better resilience”

In economics, resilience is the ability of a company to overcome a difficult period. Independent studies have found that companies or organizations in possession of an environmental certification (Uni En Iso 14001 )or EMAS Regulation) acquire, thanks to this, greater resilience. The ability to adapt to changes, for example, was vital during the Covid 19 pandemic, allowing companies and organizations to maintain the same operational processes while operating in a condition of crisis and exposure to an active threat. The possession of these process and / or product certifications, especially in recent years, has made it possible to strengthen what is called “innovative tension” of companies: a “tension” at the basis of sustainable growth and the green economy and capable of improve both company financial statements and relations with the main stakeholders.

It is now clear that the possession of an environmental certification, for example, has allowed companies in the automation, clothing, home furnishings and food sectors, during the previous crisis period 2009/2013, an average increase in turnover equal to 3.5% compared to an average increase of 2% for non-certified ones.

Furthermore, the same have seen a 4% increase in the employees involved in the production processes compared to 0.2% of the others, also allowing them to significantly increase the share of turnover referred to exports (approximately 86% compared to 57% for those not certified).

An advantage, therefore, on all fronts. Furthermore, it also emerged that these positive factors have affected companies of all sizes, albeit with a marked prevalence for smaller ones (with less than 50 employees) which have obtained greater advantages related to the possession of an environmental certification.

Obtaining an environmental certification is not complicated, just contact companies such as UESE ITALIA S.p.A., a leading company in the sector, which accompanies organizations step by step up to the final certification.

il-pnrr-per-professionisti-e-imprese-singolo

CORSO IN VIDEOCONFERENZA PNRR

Orientarsi nel mondo dei finanziamenti europei

Il PNRR in sintesi

Il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR) è il documento strategico in riposta alla crisi pandemica che, concordato dall’Unione Europea, il Governo Italiano ha predisposto per accedere ai fondi del programma Next Generation EU (NGEU).

È quindi indispensabile per qualsiasi professionista capire cos’è e come funziona il PNRR.

Il corso PNRR per Professionisti e Imprese

Durante il corso, saranno approfondite le linee di intervento di maggiore interesse per i professionisti e le imprese, esaminando le opportunità professionali e di finanziamento collegate all’attuazione delle misure del PNRR.
Verranno affrontati argomenti come:
• Le finalità e le caratteristiche del PNRR, e gli impatti previsti per il nostro paese.
• Le linee di intervento di maggiore interesse per i professionisti e le imprese legate in particolare alla transizione ecologica e digitale.
• Identificare le opportunità professionali derivanti dall’azione del PNRR.
• Risorse e strumenti per l’approfondimento e il monitoraggio delle opportunità.

Crediti Formativi e Attestato

Il corso è accreditato presso il CNI (Ingegneri): 8 cfp.

Al termine del corso, ogni partecipante riceverà un attestato di partecipazione.