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Nuovo governo Meloni, news. Si tratta sul superbonus, manovra lunedì in Cdm

Dieci anni, anziché quattro, per la cessione dei crediti d’imposta legati al superbonus: questa la soluzione del governo per tentare di sbloccare lo stallo dei cassetti fiscali. Rinviato l’innalzamento del tetto all’uso del contante. Il ministro Giorgetti, intanto, ha annunciato che porterà lunedì la manovra in Cdm. Salvini: “Ci sarà anche Ponte sullo Stretto”. L’obiettivo, ha aggiunto, è “partire con i lavori nell’arco di due anni”.

fondo nuove competenze pubblicato nuovo avviso

Fondo nuove competenze: Pubblicato il nuovo avviso

A partire dal 13 dicembre sarà possibile aderire al nuovo avviso pubblico del Fondo nuovo competenze che presenta una disponibilità finanziaria di 1 miliardo di euro a valere su risorse ReactEU, confluite nel Programma operativo nazionale Sistemi di politiche attive per l’occupazione (Pon Spao).

Rispetto alla precedente edizione del Fondo, sono due le principali novità.

La prima è che gli interventi saranno rivolti quasi integralmente a sostenere le imprese e i lavoratori ad affrontare i cambiamenti connessi alla doppia transizione digitale ed ecologica.
La seconda riguarda il pieno coinvolgimento dei Fondi interprofessionali, a garanzia dell’efficacia e della qualità dei percorsi formativi. I Fondi devono manifestare il proprio interesse a partecipare, finanziando i progetti formativi dei datori di lavoro aderenti, entro il 3 dicembre.

Per quel che riguarda i tempi, gli accordi con le rappresentanze sindacali devono essere sottoscritti entro il 31 dicembre 2022, mentre le domande contenenti i progetti formativi devono essere presentate entro il 28 febbraio 2023 sull’apposita piattaforma informatica MyANPAL.
La gestione e l’istruttoria delle istanze sarà effettuata da Anpal, con il supporto di AnpalServizi e con la collaborazione dell’Inps per le verifiche e le erogazioni finanziarie.

progetti formativi dovranno prevedere per ciascun lavoratore coinvolto una durata minima di 40 ore e massima di 200 ore.
Il contributo massimo complessivo riconoscibile per ciascuna istanza non potrà eccedere i 10 milioni di euro. Il datore di lavoro ammesso a contributo potrà richiedere un’anticipazione nel limite del 40% del contributo concesso, previa presentazione di una fidejussione.

“L’Avviso rende operativa per le imprese la seconda edizione del Fondo nuove competenze – dichiara il commissario Anpal Raffaele Tangorra – e arriva a stretto giro dalla pubblicazione del decreto interministeriale avvenuta lo scorso 3 novembre. Già il giorno successivo abbiamo inviato ai Fondi interprofessionali la comunicazione contenente le condizioni per aderire al Fnc, e qualcuno lo ha già fatto, a testimonianza del grande interesse che riscuote questa iniziativa e della volontà dei Fondi di contribuire strategicamente agli obiettivi dell’intervento. Ora, con la pubblicazione dell’Avviso, c’è la vera messa a terra del Fnc, in questa sua nuova fase di vita. È un’occasione davvero importante per le aziende e per centinaia di migliaia di lavoratori, che potranno riqualificarsi e adeguare le proprie competenze a fronte delle grandi trasformazioni – in primis, quella digitale ed ecologica – in atto nel mercato del lavoro”.

La prima edizione del Fondo nuove competenze ha permesso di finanziare 14.000 aziende, con il coinvolgono di oltre 700 mila lavoratori nei percorsi di formazione.

UESE ITALIA S.p.A. è sempre impegnata ad assisterVi in tutte le fasi: scrivi pure a l.codato@uese.it

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UESE ITALIA consorziata con il Consorzio stabile EXPAND. PNRR e infrastrutture: Le nuove sfide per l’edilizia

Non potevamo non esserci. Una grande opportunità per il territorio e per le PMI venete. Il nuovo consorzio, con sede in una delle più prolifere aree industriali venete come quella di Santa Maria di Sala, una città industriale alle porte di Venezia, offrirà servizi alle imprese di consulenza, formazione e tanto altro alle imprese consorziate che, insieme, affronteranno le nuove sfide imprenditoriali. Si tratta di una vera è propria organizzazione stabile che già sta raccogliendo l’adesione di tante altre imprese, tra cui UESE ITALIA, ognuna specializzata nella sua area di competenza. Nelle prossime settimane sarà reso noto l’elenco delle imprese aderenti e dei servizi offerti.

Ammontano, quindi, a 107,7 miliardi di euro gli investimenti che interessano il settore, di cui 63,5 miliardi destinati ai nuovi interventi; mentre Francia e Germania hanno destinato risorse pari al 21% e al 23% dei rispettivi piani. Nel periodo 2021-2026 si prevede poi che il PNRR possa determinare per il comparto costruzioni una crescita di 3,3 punti percentuali.

Ma quali sono gli interventi previsti? Riguardano soprattutto l’efficienza energetica e la riqualificazione degli edifici (29,55 miliardi di euro), l’alta velocità di rete e manutenzione stradale 4.0 (28,3 miliardi di euro). Ma, tra gli altri, ci sono anche fondi per la digitalizzazione, la sicurezza sismica e l’edilizia scolastica (con, ad esempio, il “Piano di messa in sicurezza e riqualificazione dell’edilizia scolastica” e il “Piano asili nido e scuole dell’infanzia”). L’alta velocità ferroviaria merita un discorso a parte. Verranno migliorate le infrastrutture che collegano il Nord con il resto d’Europa (la Brescia-Verona-Vicenza, la Liguria-Alpi e la Verona-Brennero) e quelle del Sud (la Napoli-Bari, la Palermo-Catania-Messina e la Salerno-Reggio Calabria). Tutti questi lavori verranno ultimati entro il secondo trimestre 2026 e avranno un impatto diretto sul territorio e sulla vita dei cittadini.

PNRR: gli interventi per l’edilizia

Anche il Superbonus 110% sta contribuendo a rilanciare la filiera edile e a raggiungere gli obiettivi di sicurezza sismica e di efficienza energetica. Secondo i dati Enea-Mise, al 1° luglio 2021, risultano 24.503 interventi legati al Superbonus per un valore di quasi 3,5 miliardi di euro. Un bel passo in avanti rispetto al monitoraggio di maggio con un aumento del +32% in termini di numero e del +39,7% nell’importo.

Il Superbonus 110%

ra le regioni spicca la Lombardia (3.293 interventi per un valore di €507 mln), seguita dal Veneto (3.111; €353 mln) e dal Lazio (2.383; €310 mld). Nella top 10, anche le quattro regioni più popolose del Meridione: Sicilia, Puglia, Campania e Calabria. Secondo l’elaborazione ANCE su dati Enea, il 43% circa del valore degli interventi è su edifici condominiali (caratterizzati da un importo medio che supera i 500mila euro), il 35% su edifici unifamiliari e il 22% unità immobiliari indipendenti.

cdm consiglio dei ministri meloni

Governo Meloni, news. Il Cdm dà il via libera al decreto Aiuti quater

Arriva l’ok al provvedimento attraverso cui il governo intende intervenire contro il caro-energia con una cifra complessiva di poco superiore ai 9 miliardi di euro. Definite le composizioni delle commissioni in Senato: Berlusconi è assegnato alla commissione Politiche dell’Unione europea, Calenda all’Industria, commercio, turismo, agricoltura e produzione agroalimentare e Renzi alla commissione Esteri e Difesa.

Riunione del Consiglio dei ministri. All’ordine del giorno il dl Aiuti quater, con misure urgenti di sostegno nel settore energetico e di finanza pubblica, e un decreto legislativo con disposizioni di adeguamento delle procedure di contrattazione per il personale delle forze armate e delle forze di polizia a ordinamento militare, nonché per l’istituzione delle relative aree negoziali per i dirigenti. (LE MISURE PREVISTE)
Definite le composizioni delle commissioni in Senato: Silvio Berlusconi è assegnato alla commissione Politiche dell’Unione europea, Calenda all’Industria, commercio, turismo, agricoltura e produzione agroalimentare, Renzi farà parte, invece, della commissione Esteri e Difesa.
Tra le misure di ritorsione contro l’Italia per la mancata accoglienza dell’Ocean Viking, la Francia assumerà delle misure di “rafforzamento dei controlli alle frontiere” con l’Italia: lo ha annunciato il ministro dell’Interno francese, Gérald Darmanin, aggiungendo che la Francia “trarrà tutte le conseguenze” dell’atteggiamento italiano anche sugli altri aspetti della “relazione bilaterale” tra i due Paesi.

ENERGIA – Arrivano le proroghe, fino alla fine dell’anno, dei crediti di imposta per le imprese energivore e della riduzione delle accise della benzina, che sarebbe scaduto il 18 novembre. Le due misure complessivamente assorbono circa 4,4 miliardi

BOLLETTE A RATE PER IMPRESE – Le imprese potranno chiedere la rateizzazione delle bollette di luce e gas. La misura è destinata alle “imprese residenti in Italia” e concede la possibilità di rateizzare gli importi “eccedenti l’importo medio contabilizzato” nell’intero 2021 per i consumi effettuati dal “1° ottobre 2022 al 31 marzo 2023” e fatturati entro il “31 dicembre 2023”. La rateizzazione decade per inadempimento di due rate anche non consecutive. Prevista la possibilità di ottenere la garanzia di Sace. Cinque i miliardi di euro per la misura.

La garanzia Sace “è rilasciata a condizione che l’impresa richiedente non abbia approvato la distribuzione di dividendi o il riacquisto di azioni nel corso degli anni nei quali si procede al riconoscimento della rateizzazione”. Nel caso in cui “le imprese abbiano già distribuito dividendi o riacquistato azioni al momento della richiesta, l’impegno è assunto dall’impresa per i dodici mesi successivi”.

REVISIONE SUPERBONUS – Spunta anche la revisione del Superbonus nella bozza del decreto aiuti quater: La norma, tra le altre cose, fa scendere nel 2023 la percentuale dello sconto sulla spesa per i lavori di efficientamento energetico dal 110% al 90%. L’agevolazione sarà confermata anche per gli immobili unifamiliari ma con un un limite di reddito (a 15mila euro) variabile in base ad una sorta di quoziente familiare. Si allunga di tre mesi la finestra temporale dentro cui applicare il Superbonus – ancora al 110% – anche alle villette. Spostato il termine, dal 31 dicembre 2022 al 31 marzo 2023, entro cui si può fruire della detrazione, a condizione che al 30 settembre 2022 siano stati effettuati lavori per almeno il 30% dell’intervento complessivo.

TETTO CONTANTE – Sale a 5mila euro la soglia entro cui è possibile pagare in contanti. Sarà quindi modificata l’attuale normativa secondo cui il tetto dal primo gennaio sarebbe stato ridotto da 2.000 a mille euro. Si stanziano poi 80 milioni di euro per il 2023, destinati a contributi per i commercianti obbligati alla trasmissione telematica dei corrispettivi all’Agenzia delle entrate. I contributi sono in credito di imposta pari al 100% della spesa sostenuta, fino a 50 euro per ogni registratore telematico (il registratore di cassa connesso a internet) acquistato.

PREMI AZIENDALI ESENTASSE – Sale da 600 a 3.000 euro la soglia dei premi esentasse che le imprese potranno concedere ai dipendenti come ‘fringe benefit’ per pagare le bollette. Il dl Aiuti quater ricalca, alzandone il tetto, la norma del dl Aiuti bis. Il valore dei beni ceduti e dei servizi prestati al lavoratore dipendente, nonché le somme erogate o rimborsate allo stesso dal datore di lavoro per il pagamento delle utenze domestiche di acqua, luce e gas, non concorreranno dunque a formare il reddito imponibile nel nuovo limite di 3.000 euro.

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Illecita cessione del credito Superbonus

I crediti del cessionario vengono automaticamente sequestrati

Cosa succede ai cessionari (banche, poste, istituti di credito, imprese) nel caso in cui il credito per Superbonus ceduto risulti ‘figlio’ di operazioni illecite e, quindi, venga sequestrato dall’Autorità giudiziaria? Dove arriva la responsabilità del cessionario? Ed esistono tutele in tal senso?

L’argomento scotta, e la Cassazione l’ha trattato, di recente, con cinque sentenze ‘sorelle’, tutte incentrate su ricorsi dei cessionari in casi inerenti truffa, evasione fiscale e falso al fine di beneficiare indebitamente del Superbonus previsto dall’art. 121, del DL 34/2020, nonché dei reati di truffa aggravata ai danni dello Stato, emissione di fatture per operazioni inesistenti ed indebita compensazione tentata.

Superbonus illecito: la detrazione e il credito ceduto come vanno trattati?

Le pronunce, che consigliamo ai lettori di scariscarsi dal sito ufficiale della Cassazione (Italgiure), sono le nn. 40865, 40866, 40867, 40868 e 40869, emesse tutto il 28 ottobre 2022.

Andando a raggruppare le sentenze, si evidenzia che le banche e gli istituti di credito ritengono che non sia corretto considerare in egual modo la detrazione del 110% di cui beneficia il committente dei lavori e l’eventuale credito d’imposta ceduto.

La buona fede del cessionario che non può sapere quali sono i lavori di ristrutturazione

Prendiamo come riferimento la sentenza 40866, dove il ricorrente sostiene che l’errore di impostazione commesso dai
giudici del merito consisterebbe nell’aver considerato alla stessa stregua il diritto alla detrazione sorgente in capo a chi effettua i lavori di ristrutturazione oggetto dell’incentivo ed il credito di imposta che, a seguito di cessione di quel diritto, si genera in capo al terzo cessionario sul presupposto, ovviamente, che si tratti di cessionario di buona fede.

Il cessionario del credito di imposta, nel caso specifico una banca, non riuscirebbe a vedere l’origine del proprio credito e, dunque non sarebbe in grado di effettuare alcun controllo, vedendosi riconosciuto nel proprio cassetto fiscale un importo pari al credito acquistato da portare in compensazione nei tempi stabiliti dalla legge rispetto a qualsiasi tipologia di debito erariale.

Tale impossibilità di ricollegare il credito ai lavori originariamente svolti è ancor più evidente nel caso di cessioni successive (sappiamo che solo le banche possono ‘prendere’ cessioni successive alla prima, da parte di un proprio correntista ‘qualificato’), come sarebbe avvenuto nel caso in esame, laddove l’ultimo cessionario ha, quale unica evidenza disponibile l’identità del proprio dante causa, ma certamente non può identificare i lavori di ristrutturazione.

Secondo la difesa, pertanto, all’infuori delle ipotesi di compartecipazione dolosa nella condotta illecita del primo beneficiario, il terzo cessionario del diritto di credito non può subire gli effetti pregiudizievoli che attengono al primo beneficiario ed a sue eventuali condotte illecite da cui è derivata l’insorgenza del diritto alla detrazione poi trasformato in credito d’imposta.

Quanto sopra sarebbe confermato anche nella circolare n. 24/E/2020 che in maniera chiara afferma come il cessionario che ha acquistato il credito in buona fede non perde il diritto ad utilizzare il credito d’imposta.

Tra l’altro, quindi, si censura l’ordinanza impugnata per le modalità con cui è stato disposto ed eseguito il sequestro e per le peculiarità dei beni su cui è stato applicato, che rischia di tramutare un sequestro impeditivo in sequestro per equivalente dell’asserito prodotto o profitto del reato, non consentito nei confronti del terzo di buona fede. (Fonte Ingenio)

Giuseppe Izzo CEO UESE ITALIA

Fuori dalla pandemia con la consapevolezza del valore di essere certificati

L’Italia è tra i Paesi con le PMI più certificate.

L’elevato numero di certificati di Sistemi di Gestione mostra, anche in Italia, il primato della certificazione Qualità ISO 9001 che tipicamente diventa per le organizzazioni un punto di partenza verso certificazioni più specifiche. Per quanto riguarda i Sistemi di Gestione Ambientale (ISO 14001) l’Italia si pone in seconda posizione, dopo la Cina, così come nel numero di certificazioni di sistema di gestione per la salute e sicurezza dei lavoratori (ISO 45001), prima di Regno Unito e India.

L’industria italiana vanta una forte presenza di piccole e medie imprese, in cui l’elevata integrazione nelle catene del valore internazionali e competitività basata sulla qualità del prodotto o servizio offerto giustificano maggiormente le richieste di certificazione. La qualità in fabbrica è un plus che può snellire e rendere più efficienti i processi produttivi, facilitare la penetrazione nei mercati internazionali e garantire qualità e controllo al consumatore di prodotti italiani.

Analizzando nello specifico le certificazioni di Sistemi di Gestione per la Qualità è significativo notare che l’Italia abbia il doppio dei certificati della Germania e più del quadruplo della Francia.

In Italia, il requisito obbligatorio di possedere un sistema di gestione per la qualità certificato da un organismo accreditato per partecipare ai bandi pubblici nel settore delle costruzioni, ha sicuramente condizionato negli anni la diffusione di tale strumento. (Fonte L’Industriale)