Attestazione SOA. Delucidazioni tra deroghe e disposizioni

Attestazione SOA. Delucidazioni tra deroghe e disposizioni

Attestazione SOA. Delucidazioni tra deroghe e disposizioni

Attestazione SOA. Delucidazioni tra deroghe e disposizioni .Il 2023 si è aperto con nuovi obblighi a carico di chi intraprende lavori agevolati con i bonus edilizi. Dal 1° gennaio è infatti in vigore l’obbligo di qualificazione Soa per le imprese chiamate a lavorare nei cantieri incentivati.

L’obbligo riguarda i lavori di importo superiore a 516mila euro e prevede due step successivi: un periodo transitorio fino al 30 giugno e l’entrata in vigore definitiva a partire dal 1° luglio.

Dal 1° gennaio 2023, le imprese devono:
– essere in possesso della qualificazione SOA, prevista dall’articolo 84 del Codice Appalti, al momento della sottoscrizione del contratto di appalto o subappalto;
– essere in possesso, al momento della sottoscrizione del contratto di appalto o subappalto, di un contratto con uno degli organismi di attestazione, finalizzato al rilascio dell’attestazione SOA.

Dal 1° luglio 2023, i lavori incentivati con il Superbonus e gli altri bonus edilizi potranno essere svolti solo da imprese che, al momento della sottoscrizione del contratto di appalto o subappalto, siano in possesso della qualificazione SOA.

Obbligo di Soa, a chi si applica

L’obbligo di qualificazione Soa si applica alle imprese che lavorano nei cantieri agevolati con il superbonus, l’ecobonus, il bonus ristrutturazioni, il sismabonus e le agevolazioni per l’installazione di impianti fotovoltaici, sistemi di accumulo e colonnine per la ricarica dei veicoli elettrici.

L’obbligo non si applica ai lavori già in corso al 21 maggio 2022 (data di entrata in vigore della Legge) e ai contratti stipulati prima di questa data.

Bonus Minori

La nuova disposizione  vale, come prima per il Super Bonus, ma si applica anche ad una serie di BONUS MINORI quando si opta per lo sconto in fattura o per la cessione del credito:

  • ecobonus ordinario;
  • bonus casa e sisma bonus ordinario;
  • bonus facciate;
  • bonus fotovoltaico ordinario;
  • bonus colonnine di ricarica ordinaria;
  • bonus barriere architettoniche 75%.

ISO 9001 PER LA SOA

Invariate rimangono le condizioni in merito a ISO 9001 e SOA

Cioè, per l’ottenimento di una SOA di Classifica III o superiore di una certificazione ISO 9001 è un requisito obbligatorio, in particolare deve essere una certificazione rilasciata per l’edilizia che in gergo tecnico ISO corrisponde al settore “EA28”.

Sushi : arriva la patente da parte di UESE ITALIA S.p.A . Un bollino di qualità certificherà il prodotto e il lavoro di chi lo prepara

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UESE TALIA S.p.A Ente certificatore, con sede a Venezia, ha avuto l’incarico di stabilire le regole e i requisiti dei professionisti del settore e di certificare i processi con cui si realizza il piatto tipico del Sol Levante: il Sushi.

Il bollino di qualità verrà rilasciato entro l’anno e sarà accompagnato da un documentario realizzato anch’esso nel nostro Paese. Un riconoscimento che posizione l’Italia in quanto a sicurezza ed eccellenza, ai primi posti in tutto il mondo. «La norma Uni Cei En Iso/Iec 17024:2012 – spiega Giuseppe Izzo, Ceo di UESE Italia spa, la società veneta che ha ricevuto l’incarico- obbliga di attestare se una determinata persona, valutata da una terza parte indipendente secondo regole prestabilite, possegga i requisiti necessari e sufficienti per operare con competenza e professionalità in un determinato settore di attività.

Uno dei principali vantaggi per le organizzazioni (ristoranti, negozi e così via), è quello di garantire le competenze vantate da parte del professionista, in quanto la certificazione delle competenze permette di creare un sistema unico che facilita il riconoscimento tra professionisti di nazionalità diverse. Sul Sushi, tocca a noi definire le regole e i requisiti dei professionisti del settore e certificare i processi». Il tutto sarà pronto entro l’anno e permetterà di riconoscere il Sushi originale visto che il 55% del Sushi oggi in commercio è in realtà è taroccato.

«Il Sushi originale deve seguire criteri molto rigidi -racconta Daniele Gramiccia. Il processo produttivo prevede una riconciliazione e una rivalutazione dell’esigenza originale per cui nasce il Sushi. Circa duemila anni fa infatti in sushi nasceva in Giappone per il mantenimento del pesce fresco, per questo infatti lo stesso pesce veniva raccolto nel riso fermentato. Da qui si capisce che la scelta delle materie prime e la lavorazione stessa devono seguire quasi un rituale che rispetti le antiche tradizioni. Siamo felici che le piattaforme TATATU e CHILI abbiamo capito e abbracciato la nostra idea, così da poterla diffondere in Italia e nel mondo».

Procedure che rappresenteranno la spina dorsale del processo di certificazione in corso e che verranno raccolte in un documentario anch’esso tutto italiano: «Nella serie distribuita in 36 episodi della durata di 50 min cadauno -afferma Giovanni Franchini, Ceo di Emy Productions, un broadcast con sede a Roma- abbiamo deciso di puntare ad un contenuto che possa portare alla luce la storia del Sushi e non solo. Puntiamo infatti anche a riscoprire la tradizione Giapponese e la sua contaminazione con la nostra. Il Sushi dunque diventa così alla portata di tutti e ancora più familiare rispetto a oggi: “Capire come nasce e come si produce non è elemento secondario -afferma Izzo.

Certo, il consumatore non può fare il detective ma, con il lavoro combinato che stiamo realizzando, avrà comunque gli strumenti per riconoscere quello doc. Ma non solo: certificare i processi e definire le regole e i requisiti dei professionisti del settore significa anche mettere fuorigioco chi quelle regole non le segue. Chi proverà a vendere Sushi che Sushi non è a quel punto verrà penalizzato, mentre chi seguirà le giuste procedure sarà premiato dal mercato.

Questo perché i consumatori sapranno dove trovare prodotti fatti a regola d’arte da professionisti certificati». Giappone chiama, Italia risponde. «Il nostro lavoro -conclude Izzo- avrà molteplici benefici. Per il consumatore, certo, ma non solo. Sulla base della patente che rilasceremo si verrà a contatto con gli chef stellati di tutto il mondo e si avvierà una catena virtuosa rilevante. I controlli verranno infatti moltiplicati in tutti i Paesi e produrranno di fatto occupazione.

Ma soprattutto avremo come italiani una grande soddisfazione, aver dato il bollino di qualità a un prodotto internazionale. Quando si dirà che quel Sushi è fatto ad opera d’arte, la bontà di quello che si sta mangiando sarà anche frutto del nostro lavoro. E di questo, permettetemelo, ne andiamo fieri»

Uese Italia ottiene la certificazione ISO 13485:2016

Uese Italia ottiene la certificazione ISO 13485:2016

Uese Italia ottiene la certificazione ISO 13485:2016

Uese Italia ottiene la certificazione ISO 13485:2016 . Tra le prime aziende in Italia a raggiungere il traguardo.

La sicurezza dei pazienti e degli operatori sanitari è al centro delle nostre politiche aziendali. Più di qualsiasi altro tipo di prodotto, la qualità dei dispositivi medici ha un impatto diretto sulla loro efficacia, nonché sulla sicurezza dei pazienti, degli utenti e, se del caso, di altre persone.

Per questo motivo, la maggior parte degli schemi normativi nazionali impone ai fabbricanti e ai fornitori di dispositivi medici di stabilire un sistema interno di gestione della qualità che sia stato valutato e verificato in modo indipendente.

Ai dispositivi medici fabbricati o forniti da organizzazioni senza un sistema di gestione della qualità verificato viene regolarmente vietato l’ingresso legale nei principali mercati, di solito con conseguenti ritardi nell’accesso e perdita di opportunità di guadagno.

UESE ITALIA S.p.A. è tra le prime aziende di consulenza e certificazione ad ottenere la certificazione ISO 13485.

“Un traguardo importantissimo per l’azienda e per tutto lo staff” ha voluto precisare AD Giuseppe Izzo.

Perchè è un traguardo importante?

Nell’UE, i requisiti della norma ISO 13485 sono stati armonizzati con i requisiti essenziali della Direttiva UE sui dispositivi medici (93/42 / CEE), della direttiva per i dispositivi medico-diagnostici in vitro (98/79/CE) e della Direttiva sui dispositivi medici impiantabili attivi (90/385/CEE).

La certificazione ISO 13485 da parte di un organismo di certificazione accreditato fornisce una presunzione di conformità ai requisiti essenziali di queste importanti direttive.

Negli Stati Uniti, la Food and Drug Administration (FDA) consente ai fabbricanti di dispositivi di presentare rapporti di audit ISO 13485 in sostituzione della prova della conformità alle normative sui sistemi di qualità (QSR).

Health Canada richiede anche che i fabbricanti di dispositivi medici che commercializzano i loro prodotti in Canada abbiano il loro sistema di gestione della qualità certificato ISO 13485.

UESE ITALIA è da sempre a fianco dei produttori e distributori europei, da oggi potrà anche rappresentarli come mandatari.

Uese Italia ottiene la certificazione ISO 13485:2016

Scopo della certificazione:
Consulenza e Supporto nella Progettazione, Sviluppo, Commercializzazione e Manutenzione in Vitro Dispositivi Medici e Diagnostici (Dispositivi Medici Diagnostici per TAC Imaging e Radiologia Emogasasi Protesi Ortopediche Pacemaker Piastre per Lettura Analisi Sanguigne Kit Emodiagnostici Kit Marcatori Tumorali Software per Analisi Dati Sanitari Kit Odontoiatria , apparecchiature per dialisi, ventilatori polmonari, apparecchiature per la riabilitazione (siringhe e pompe per infusione).

Purpose of the certification:
Consultancy and Support in the Design, Development, Marketing and Maintenance in Vitro Diagnostic and Medical Devices (Medical Devices Diagnostics for CT Imaging and Radiology Blood Gases Orthopedic Prostheses Pacemakers Plates for Reading Blood Analysis Blood Diagnostic Kits Tumor Marker Kits Software for Health Data Analysis Dentistry Kits, Dialysis Equipment, Lung Ventilators, Rehabilitation Equipment Syringes and Infusion Pumps).

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