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Visa e Mastercard lasciano completamente la Federazione Russa e interrompono le transazioni

I servizi di pagamento Visa e Mastercard hanno annunciato che smetteranno completamente di funzionare in Russia e interromperanno tutte le transazioni con carta nei prossimi giorni.

Lo riferiscono i servizi stampa delle aziende.

Visa ha detto che la decisione era già entrata in vigore. Le aziende impiegheranno alcuni giorni per interrompere tutte le transazioni. Al termine, tutte le transazioni avviate con carte Visa emesse in Russia non funzioneranno più al di fuori del Paese e tutte le carte Visa emesse da banche al di fuori della Federazione Russa non funzioneranno più nella Federazione Russa.

“Siamo costretti ad agire dopo l’invasione ingiustificata dell’Ucraina da parte della Russia e gli eventi inaccettabili a cui abbiamo assistito”, ha affermato El Kelly, presidente e CEO di Visa Inc. “Ci rammarichiamo per l’impatto che questa decisione avrà sui nostri colleghi, clienti, partner e titolari di carte che serviamo in Russia. Ma questa guerra e la minaccia alla pace richiedono che agiamo in conformità con i nostri valori”.

Mastercard ha anche affermato che le carte emesse dalle banche russe non saranno più supportate dalla rete Mastercard. Tutte le carte emesse al di fuori del paese non funzioneranno presso i venditori russi o gli sportelli automatici.

Allo stesso tempo, la russa Sberbank ha riferito che le carte emesse in Russia continueranno a funzionare nel territorio del paese aggressore.

Ti ricordiamo :

Il giorno prima Mastercard e Visa hanno bloccato l’accesso al sistema di pagamento delle banche russe soggette a sanzioni UE e USA.

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Sicurezza sul lavoro novità

A causa dei sempre più frequenti incidenti, anche mortali, avvenuti sul posto di lavoro, il tema della sicurezza è un tema di cui si discute ampiamente nel dibattito pubblico nazionale. Parleremo dunque della sicurezza sul lavoro novità. Infatti la Legge di conversione del decreto Fisco-Lavoro la si può definire come un mini riforma del Testo Unico sulla Sicurezza. L’intervento, che rivela tutta l’urgenza di un miglioramento delle norme antinfortunistiche, prevede: 1) l’implementazione delle attività formative e di addestramento. 2) La riformulazione del potere di sospensione dell’impresa. 3) la definizione delle funzioni di vigilanza e controllo dei preposti. 4) L’estensione, all’Ispettorato del Lavoro, delle competenze di vigilanza e controllo fin ora appannaggio delle ASL. 5) il rilancio degli organi paritetici.

Formazione e Addestramento

Quanto alla formazione e all’addestramento, uno dei cinque punti elencati prima, il Testo Unico vuole garantire: 1) l’individuazione della durata. 2) I contenuti minimi. 3) Le modalità. Con cui la formazione e l’addestramento alla sicurezza sui luoghi di lavoro debba essere svolta a carico del datore di lavoro. Infine, sempre in tema di formazione, il Testo di riforma indica anche le modalità di esame con le quali valutare i percorsi di addestramento e formazione intrapresi dai lavoratori. Infine, altra importante novità, il datore di lavoro viene equiparato ai dirigenti e ai preposti per quanto riguarda l’obbligo di ricevere formazione adeguata e specifica. Oltre a dover sostenere periodici corsi di aggiornamento in materia di sicurezza e prevenzione degli incidenti sul posto di lavoro.

In tema di sicurezza sul lavoro novità in arrivo anche per quanto riguarda l’addestramento. Il Testo Unico, infatti, stabilisce che per addestramento debba intendersi come una prova pratica. Tale prova deve essere volta all’uso corretto e sicuro di: A) macchinari. B) Attrezzature. C) Impianti. D) Sostanze. E) Dispositivi e dispositivi di protezione individuale. Infine si dispone una prova pratica. Per assicurare che tanto la formazione quanto l’addestramento dei preposti, siano adeguati alle norme di sicurezza, la riforma dispone che le loro attività formative avvengano di presenza. Inoltre queste devono svolgersi con cadenza almeno biennale e, in ogni caso, quando si rendano necessarie a causa dell’evoluzione di rischi preesistenti o per l’insorgerne di nuovi.

Le nuove funzioni del preposto

La mini riforma di cui stiamo parlando in tema di sicurezza sul lavoro novità intende, anche, specificare meglio quali siano le funzioni del preposto. Questa figura, infatti, assume, ora, un ruolo di centralità al pari del dirigente o del datore di lavoro. Nello specifico si stabilisce l’obbligo, per datori di lavoro e dirigenti d’individuare il preposto o i preposti che si occuperanno di svolgere le attività di vigilanza come previsto dall’articolo n°19 del Testo Unico. Gli emolumenti dei preposti fanno riferimento, in questi casi, ai Contratti Collettivi di lavoro di categoria. Infine si determina che il preposto non debba subire alcun pregiudizio durante lo svolgimento della sua specifica attività di vigilanza.

Tale misura di tutele nei confronti dei preposti è, poi, ulteriormente rafforzata dalla previsione della sanzione penale di arresto – da 2 a 4 mesi di reclusione – o con la trasformazione della stessa in sanzione amministrativa. Con un ammenda che può andare da 1.500€ a 6.000€. Inoltre l’articolo 19 si modifica prevedendo che il preposto abbia l’obbligo di: 1) sovrintendere e vigilare sull’osservanza, da parte dei lavoratori, degli obblighi di legge e delle relative disposizioni aziendali, in materia di salute e sicurezza sui i luoghi di lavoro. 2) Vigilare e sovraintendere sul corretto uso dei dispositivi di protezioni individuale e su quelli di protezione collettivi. Infine si stabilisce che, qualora il preposto rilevi comportamenti non conformi sia obbligato a intervenire.

Sospensione dell’impresa

Questo provvedimento viene rafforzato per prevenire e contrastare la diffusione del lavoro irregolare e per aumentare la tutela dei lavoratori in tema di salute e sicurezza sul posto di lavoro. A questo proposito la nuova riforma ripristina la sospensione dell’impresa manche nei casi di mancata comunicazione dei rischi per amianto. L’azienda dunque può incorrere nel provvedimento di sospensione per due ragioni fondamentali: 1) per aver assunto e fatto lavorare personale non regolarmente assunto. 2) Per aver gravemente violato i regolamenti in materia di sicurezza e salute sul posto di lavoro. In questi due casi, in conclusione, si stabilisce anche che il datore di lavoro debba, obbligatoriamente, corrispondere integralmente la retribuzione e i relativi contributi ai lavoratori.

Sempre in tema di sicurezza sul lavoro novità la mini riforma rafforza le tutele prevenzionistiche. Attribuendo all’Ispettorato Nazionale del Lavoro la pienezza dei poteri ispettivi in materia di salute e sicurezza sul posto di lavoro. Il legislatore ha dunque voluto porre sullo stesso piano i poteri ispettivi in materia di sicurezza delle ASL a quelli dei funzionari dell’Ispettorato del lavoro. Un novità veramente molto importante, se consideriamo che, il precedente testo normativo in materia, assegnava in materia esclusiva le funzioni ispettive ai soli funzionari delle Aziende Sanitarie Locali, competenti per territorio. Lasciando agli ispettori dell’INL – Ispettorato Nazionale del Lavoro – solo le competenze inerenti a: alle attività edili, impianti ferroviari, sorgenti naturali di radiazioni ionizzanti, lavori subacquei.

Gli organismi paritetici.

In ultimo la mini riforma prevede l’istituzione del repertorio degli organismi paritetici. In questa modo vengono stabiliti i criteri per l’identificazione e formazione di tali organi. Inoltre, come stabilito dal nuovo articolo 51 comma 8-bis, del Decreto Legislativo n° 81/2008, gli organi paritetici sono obbligati a comunicare, tanto all’INAIL come all’Ispettorato Nazionale del Lavoro, i dati relativi a: 1) Alle imprese che hanno dato la loro adesione al sistema degli organi paritetici e quelle che hanno partecipato all’attività di formazione e addestramento da questi organizzata. 2) Quali siano i rappresentati dei lavoratori preposti alla vigilanza delle misure di sicurezza. 3) al rilascio delle asseverazioni di adozione ed efficace attuazione dei modelli organizzativi e gestionali in materia di sicurezza e salute su in posti di lavoro.

Sicurezza sul lavoro novità

Nei paragrafi precedenti abbiamo visto e Analizzato nel dettaglio quali sono le novità che riguardano la legislazione in materia di salute e sicurezza su i posti di lavoro introdotte dal Testo Unico. Le novità apportate, in effetti, riguardano molti ambiti e prevedono sia migliorie che sanzioni per gli inadempienti. L’intervento legislativo è stato ampio e profondo tanto da poter essere definito come una piccola riforma in materia di sicurezza sul lavoro. Un intervento che evidentemente era più che necessario. La riforma, da una parte, implementa le misure di sicurezza già esistenti, poggiando l’accento sulla formazione e l’addestramento. Valorizzando la prevenzione degli incidenti. E dall’altro intende colpire le aziende restie ad adeguarsi ai nuovi criteri di sicurezza.

Corso saldatori Venezia

Fino a 130.000€ per la sicurezza sul lavoro

Al via il Bando ISI 2021 che, con una dotazione di quasi 300 milioni di euro, sostiene i progetti volti al miglioramento delle condizioni di salute e di sicurezza dei lavoratori rispetto alle condizioni preesistenti.

Lo sportello per il caricamento delle domande sarà aperto dal 2 maggio al 16 giugno 2022. 

La misura è rivolta a tutte le imprese, anche individuali, ubicate su tutto il territorio nazionale.

Sono finanziabili le seguenti tipologie di progetto, ricomprese in 5 Assi di finanziamento:

  • Asse di finanziamento 1.1 – Acquisto macchinari con riduzione di un rischio quale rumore, vibrazione, biologico, caduta dall’alto, sismico, spazi confinati oppure sostituzione di macchine ante normativa CE 98 o ante CE 2006.
  • Asse di finanziamento 1.2 – Progetti per l’adozione di modelli organizzativi e di responsabilità sociale 
  • Asse di finanziamento 2 – Progetti per la riduzione del rischio da movimentazione manuale dei carichi (MMC)
  • Asse di finanziamento 3 – Progetti di bonifica da materiali contenenti amianto
  • Asse di finanziamento 4 – Progetti per micro e piccole imprese operanti in specifici settori di attività (Pesca e Fabbricazione di mobili – C31);
  • Asse di finanziamento 5 – Progetti per micro e piccole imprese operanti nel settore della produzione agricola
    primaria dei prodotti agricoli

E’ possibile ottenere un contributo a fondo perduto fino al 65% delle spese ammissibili fino ad un massimo di 130.000€.

Per una prevalutazione gratuita e senza impegno: presidenza@uese.it