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Sicurezza sul lavoro novità

A causa dei sempre più frequenti incidenti, anche mortali, avvenuti sul posto di lavoro, il tema della sicurezza è un tema di cui si discute ampiamente nel dibattito pubblico nazionale. Parleremo dunque della sicurezza sul lavoro novità. Infatti la Legge di conversione del decreto Fisco-Lavoro la si può definire come un mini riforma del Testo Unico sulla Sicurezza. L’intervento, che rivela tutta l’urgenza di un miglioramento delle norme antinfortunistiche, prevede: 1) l’implementazione delle attività formative e di addestramento. 2) La riformulazione del potere di sospensione dell’impresa. 3) la definizione delle funzioni di vigilanza e controllo dei preposti. 4) L’estensione, all’Ispettorato del Lavoro, delle competenze di vigilanza e controllo fin ora appannaggio delle ASL. 5) il rilancio degli organi paritetici.

Formazione e Addestramento

Quanto alla formazione e all’addestramento, uno dei cinque punti elencati prima, il Testo Unico vuole garantire: 1) l’individuazione della durata. 2) I contenuti minimi. 3) Le modalità. Con cui la formazione e l’addestramento alla sicurezza sui luoghi di lavoro debba essere svolta a carico del datore di lavoro. Infine, sempre in tema di formazione, il Testo di riforma indica anche le modalità di esame con le quali valutare i percorsi di addestramento e formazione intrapresi dai lavoratori. Infine, altra importante novità, il datore di lavoro viene equiparato ai dirigenti e ai preposti per quanto riguarda l’obbligo di ricevere formazione adeguata e specifica. Oltre a dover sostenere periodici corsi di aggiornamento in materia di sicurezza e prevenzione degli incidenti sul posto di lavoro.

In tema di sicurezza sul lavoro novità in arrivo anche per quanto riguarda l’addestramento. Il Testo Unico, infatti, stabilisce che per addestramento debba intendersi come una prova pratica. Tale prova deve essere volta all’uso corretto e sicuro di: A) macchinari. B) Attrezzature. C) Impianti. D) Sostanze. E) Dispositivi e dispositivi di protezione individuale. Infine si dispone una prova pratica. Per assicurare che tanto la formazione quanto l’addestramento dei preposti, siano adeguati alle norme di sicurezza, la riforma dispone che le loro attività formative avvengano di presenza. Inoltre queste devono svolgersi con cadenza almeno biennale e, in ogni caso, quando si rendano necessarie a causa dell’evoluzione di rischi preesistenti o per l’insorgerne di nuovi.

Le nuove funzioni del preposto

La mini riforma di cui stiamo parlando in tema di sicurezza sul lavoro novità intende, anche, specificare meglio quali siano le funzioni del preposto. Questa figura, infatti, assume, ora, un ruolo di centralità al pari del dirigente o del datore di lavoro. Nello specifico si stabilisce l’obbligo, per datori di lavoro e dirigenti d’individuare il preposto o i preposti che si occuperanno di svolgere le attività di vigilanza come previsto dall’articolo n°19 del Testo Unico. Gli emolumenti dei preposti fanno riferimento, in questi casi, ai Contratti Collettivi di lavoro di categoria. Infine si determina che il preposto non debba subire alcun pregiudizio durante lo svolgimento della sua specifica attività di vigilanza.

Tale misura di tutele nei confronti dei preposti è, poi, ulteriormente rafforzata dalla previsione della sanzione penale di arresto – da 2 a 4 mesi di reclusione – o con la trasformazione della stessa in sanzione amministrativa. Con un ammenda che può andare da 1.500€ a 6.000€. Inoltre l’articolo 19 si modifica prevedendo che il preposto abbia l’obbligo di: 1) sovrintendere e vigilare sull’osservanza, da parte dei lavoratori, degli obblighi di legge e delle relative disposizioni aziendali, in materia di salute e sicurezza sui i luoghi di lavoro. 2) Vigilare e sovraintendere sul corretto uso dei dispositivi di protezioni individuale e su quelli di protezione collettivi. Infine si stabilisce che, qualora il preposto rilevi comportamenti non conformi sia obbligato a intervenire.

Sospensione dell’impresa

Questo provvedimento viene rafforzato per prevenire e contrastare la diffusione del lavoro irregolare e per aumentare la tutela dei lavoratori in tema di salute e sicurezza sul posto di lavoro. A questo proposito la nuova riforma ripristina la sospensione dell’impresa manche nei casi di mancata comunicazione dei rischi per amianto. L’azienda dunque può incorrere nel provvedimento di sospensione per due ragioni fondamentali: 1) per aver assunto e fatto lavorare personale non regolarmente assunto. 2) Per aver gravemente violato i regolamenti in materia di sicurezza e salute sul posto di lavoro. In questi due casi, in conclusione, si stabilisce anche che il datore di lavoro debba, obbligatoriamente, corrispondere integralmente la retribuzione e i relativi contributi ai lavoratori.

Sempre in tema di sicurezza sul lavoro novità la mini riforma rafforza le tutele prevenzionistiche. Attribuendo all’Ispettorato Nazionale del Lavoro la pienezza dei poteri ispettivi in materia di salute e sicurezza sul posto di lavoro. Il legislatore ha dunque voluto porre sullo stesso piano i poteri ispettivi in materia di sicurezza delle ASL a quelli dei funzionari dell’Ispettorato del lavoro. Un novità veramente molto importante, se consideriamo che, il precedente testo normativo in materia, assegnava in materia esclusiva le funzioni ispettive ai soli funzionari delle Aziende Sanitarie Locali, competenti per territorio. Lasciando agli ispettori dell’INL – Ispettorato Nazionale del Lavoro – solo le competenze inerenti a: alle attività edili, impianti ferroviari, sorgenti naturali di radiazioni ionizzanti, lavori subacquei.

Gli organismi paritetici.

In ultimo la mini riforma prevede l’istituzione del repertorio degli organismi paritetici. In questa modo vengono stabiliti i criteri per l’identificazione e formazione di tali organi. Inoltre, come stabilito dal nuovo articolo 51 comma 8-bis, del Decreto Legislativo n° 81/2008, gli organi paritetici sono obbligati a comunicare, tanto all’INAIL come all’Ispettorato Nazionale del Lavoro, i dati relativi a: 1) Alle imprese che hanno dato la loro adesione al sistema degli organi paritetici e quelle che hanno partecipato all’attività di formazione e addestramento da questi organizzata. 2) Quali siano i rappresentati dei lavoratori preposti alla vigilanza delle misure di sicurezza. 3) al rilascio delle asseverazioni di adozione ed efficace attuazione dei modelli organizzativi e gestionali in materia di sicurezza e salute su in posti di lavoro.

Sicurezza sul lavoro novità

Nei paragrafi precedenti abbiamo visto e Analizzato nel dettaglio quali sono le novità che riguardano la legislazione in materia di salute e sicurezza su i posti di lavoro introdotte dal Testo Unico. Le novità apportate, in effetti, riguardano molti ambiti e prevedono sia migliorie che sanzioni per gli inadempienti. L’intervento legislativo è stato ampio e profondo tanto da poter essere definito come una piccola riforma in materia di sicurezza sul lavoro. Un intervento che evidentemente era più che necessario. La riforma, da una parte, implementa le misure di sicurezza già esistenti, poggiando l’accento sulla formazione e l’addestramento. Valorizzando la prevenzione degli incidenti. E dall’altro intende colpire le aziende restie ad adeguarsi ai nuovi criteri di sicurezza.

Corso saldatori Venezia

Fino a 130.000€ per la sicurezza sul lavoro

Al via il Bando ISI 2021 che, con una dotazione di quasi 300 milioni di euro, sostiene i progetti volti al miglioramento delle condizioni di salute e di sicurezza dei lavoratori rispetto alle condizioni preesistenti.

Lo sportello per il caricamento delle domande sarà aperto dal 2 maggio al 16 giugno 2022. 

La misura è rivolta a tutte le imprese, anche individuali, ubicate su tutto il territorio nazionale.

Sono finanziabili le seguenti tipologie di progetto, ricomprese in 5 Assi di finanziamento:

  • Asse di finanziamento 1.1 – Acquisto macchinari con riduzione di un rischio quale rumore, vibrazione, biologico, caduta dall’alto, sismico, spazi confinati oppure sostituzione di macchine ante normativa CE 98 o ante CE 2006.
  • Asse di finanziamento 1.2 – Progetti per l’adozione di modelli organizzativi e di responsabilità sociale 
  • Asse di finanziamento 2 – Progetti per la riduzione del rischio da movimentazione manuale dei carichi (MMC)
  • Asse di finanziamento 3 – Progetti di bonifica da materiali contenenti amianto
  • Asse di finanziamento 4 – Progetti per micro e piccole imprese operanti in specifici settori di attività (Pesca e Fabbricazione di mobili – C31);
  • Asse di finanziamento 5 – Progetti per micro e piccole imprese operanti nel settore della produzione agricola
    primaria dei prodotti agricoli

E’ possibile ottenere un contributo a fondo perduto fino al 65% delle spese ammissibili fino ad un massimo di 130.000€.

Per una prevalutazione gratuita e senza impegno: presidenza@uese.it

Bando ISI 202: Finanziamenti per chi investe nella sicurezza sul lavoro

Al via la decima edizione del bando ISI a sostegno di progetti delle imprese per il miglioramento dei livelli di salute e sicurezza nei luoghi di lavoro. Il budget complessivamente stanziato dall’INAIL ammonta a oltre 251 milioni di euro. Confermati il sub asse dedicato ai progetti di adozione di modelli organizzativi e di responsabilità sociale, introdotto con il bando ISI 2018, e l’Asse 2 per progetti di

Coop, 311 lavoratori irregolari e sottopagati: frode fiscale da 5 milioni

PORDENONE – Una frode fiscale per oltre 5 milioni di euro è stata scoperta dalla Guardia di Finanza del Comando provinciale di Pordenone nel corso di una serie di indagini, coordinate dalla locale Procura, nei confronti di una cooperativa operante in varie province del Friuli Venezia Giulia e del Veneto. Si tratta della cooperativa “Work ambiente” con sede a Fanna, a Pordenone, che

Castellammare – Blitz in pescheria e rivendita pneumatici, sequestrati 10 chili di datteri e oltre 150kg di prodotti ittici

Controlli e sequestri dei Carabinieri e della Capitaneria di Porto.

Comunicato stampa

Questa mattina, 12 militari del Nucleo di Polizia Giudiziaria della Capitaneria di Porto di Castellammare di Stabia congiuntamente a 2 pattuglie dei Carabinieri di Castellammare di Stabia, al Nucleo Operativo dei Carabinieri per la Tutela del Lavoro – Gruppo di Napoli ed a personale veterinario dell’ASL NA3 SUD hanno condotto una vasta operazione di contrasto alla vendita

Mille e non più mille. La mattanza dei morti sul lavoro nel 2019

Un lungo elenco di incidenti e lutti, infortuni e malattie. Oltre 1000 vittime stimate nell’anno, in crescita sul 2018. E il piano annunciato dal Governo ancora non vede la luce
Giuseppe Sabato, 50 anni, travolto da un albero mentre effettuava un intervento di manutenzione, in Basilicata. Loredana Guerra, 53 anni, investita da una rotoballa, in Friuli Venezia Giulia. Kumar Barati Pudota, 25 anni, annegato in una vasca di liquami, nell’azienda dove lavorava, in Veneto. Stefano Strada, 45 anni, rimasto folgorato mentre riparava un guasto in una cabina elettrica ad alta tensione, in Liguria. E Giuseppina Marcinnò, 65 anni, schiacciata da una pressa nello stabilimento di Monticelli – provincia di Piacenza, in Emilia Romagna – che a breve avrebbe lasciato per andare in pensione. Sono gli ultimi morti sul lavoro in Italia – tre solo nel giorno della vigilia di Natale – ma ai loro potrebbero già essersi aggiunti altri nomi, l’elenco essersi allungato ulteriormente. Le notizie di incidenti mortali di lavoratori e lavoratrici, giovani e più avanti in età, nelle fabbriche, nei campi, da Nord a Sud, “continuano a essere quasi quotidiane”, ha detto il 13 ottobre scorso, nel suo messaggio per la 69esima Giornata nazionale per le vittime degli infortuni sul lavoro, il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella.

I numeri della mattanza. Il 2019 – che nel primo semestre, con 482 infortuni mortali sul lavoro conteggiati dall’Inail, ha fatto segnare un record negativo rispetto ai tre anni precedenti – si chiude con 534.314 infortuni denunciati da gennaio a ottobre, dei quali 896 con esito mortale. Dati parziali (per la relazione con i numeri complessivi bisogna aspettare giugno 2020), ma che consentono di delineare l’andamento del fenomeno. Rispetto ai primi dieci mesi – dunque lo stesso lasso di tempo – del 2018, quando si attestavano su 534.074, le denunce di infortunio presentate all’Istituto quest’anno sono state di più, mentre quelle con esito mortale sono state 49 in meno (nel 2018, 945). Flessione “non rassicurante – avvertono dall’Inail – in quanto legata soprattutto agli “incidenti plurimi”, con cui si indicano gli eventi che causano la morte di almeno due lavoratori e possono influenzare l’andamento del fenomeno”. Carta geografica alla mano, nei primi dieci mesi di quest’anno rispetto al medesimo periodo del 2018, le denunce per incidenti mortali risultano diminuite nel Nord-Ovest (da 260 a 232), nel Nord-Est (da 235 a 209) e al Sud (da 203 a 190) ma aumentate al Centro (da 174 a 185) e nelle Isole (da 73 a 80).

Più ammalati per lavoro. Cresconole denunce di malattia professionale protocollate dall’Istituto. Da gennaio a ottobre sono state 51.055, 1295 (pari al 2,6%) in più rispetto allo stesso periodo del 2018: quelle dei lavoratori italiani sono passate da 46.541 a 47.502 (+2,1%), quelle dei lavoratori comunitari, da 1.032 a 1.200 (+16,3%), mentre quelle dei lavoratori extracomunitari da 2.187 a 2.352 (+7,5%).

L’Osservatorio indipendente. Da dodici anni – dal 1 gennaio 2008, all’indomani della tragedia della ThyssenKrupp di Torino, “quando mi resi conto di quanto fosse difficile reperire sul web notizie sul disastro avvenuto” – Carlo Soricelli, tecnico metalmeccanico bolognese in pensione di 70 anni, da oltre 40 pittore e scultore, aggiorna il suo Osservatorio indipendente. Giorno dopo giorno, incidente dopo incidente. Al 20 dicembre scorso i lavoratori morti erano 1382 – compresi quelli deceduti sulle strade e in itinere – di cui 686 sui luoghi di lavoro. “Dall’inizio dell’anno centoquarantuno sono morti nei campi schiacciati dai trattori, ma nessuno ne parla”, fa notare Soricelli, che nell’elenco delle vittime inserisce “tutte le persone che muoiono lavorando. Non posso e non voglio fare distinzioni valutando se abbiano o meno un’assicurazione o se, nel caso in cui la posseggano, sia con l’Inail o di altra tipologia. La questione è innanzitutto culturale” ed è drammatica. “Dal 2008 a oggi – va avanti a Soricelli – i numeri dei morti sul lavoro sono aumentati. Scorrendo i dati ufficiali dell’Inail mi sono reso conto che le cifre sono inferiori rispetto a quelle che registro io e che viene utilizzata la dicitura “con o senza mezzi di trasporto”, formula ambigua che non aiuta la comprensione, alimentando a mio avviso una informazione parziale su un fenomeno che, proprio per la consistenza dei numeri, meriterebbe attenzione diffusa e prioritaria”. Tenendo presente anche il sommerso e dunque i lavoratori in nero, calcolare il numero esatto di quelle che una certa retorica continua a definire “morti bianche” è impossibile. Ma sulla base delle cifre ufficiali – dai dati Inail, come detto, risultano quasi 900 morti da gennaio a ottobre – si può affermare che si tratta di una vera e propria mattanza.

L’allarme di Landini, il monito di Mattarella. Di “strage”, il 13 ottobre scorso, hanno parlato il segretario della Cgil, Maurizio Landini, che ha fatto riferimento alle 17 mila persone morte sul lavoro in Italia negli ultimi dieci anni, e la ministra del Lavoro, Nunzia Catalfo. Mentre il capo dello Stato, sottolineando che “la sicurezza di chi lavora è una priorità sociale e uno dei fattori più rilevanti per la qualità della nostra convivenza”, si è soffermato anche sul calvario di chi resta segnato a vita da un infortunio e sul dolore e la sofferenza di chi sopravvive a un familiare morto sul lavoro. “Alla scomparsa di un congiunto – ha detto Mattarella – segue una grande sofferenza, anche economica e sociale della sua famiglia”.

Sicurezza sul lavoro: i dispositivi antisismici SAFE+ di Fibre Net

I dispositivi antisismici del Sistema SAFE+

Lo scopo dei dispositivi SAFE+ è quello di garantire un efficace vincolo dinamico fra elementi strutturali e non. Inoltre, in caso di sisma, l’obiettivo è assicurare condizioni di sicurezza sia per i lavoratori che i beni presenti nella struttura. La scelta e il loro posizionamento è il risultato di un attenta valutazione delle caratteristiche strutturali