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Superbonus: Spuntano nuove modifiche all’incentivo

Superbonus: Spuntano nuove modifiche all’incentivo

Superbonus: Spuntano nuove modifiche all’incentivo .Cosa potrebbe cambiare con gli emendamenti al decreto Milleproroghe su villette e case popolari

Il superbonus potrebbe cambiare ancora. Sono diversi gli emendamenti presentati al decreto-legge 29 dicembre 2022, n. 198, il così detto Milleproroghe, che intervengono sull’incentivo per l’efficientamento energetico degli edifici. Una delle modifiche più importanti interessa i proprietari di villette che potrebbero beneficiare della detrazione al 110% almeno fino al 30 giugno 2023.

Superbonus: Quali sono le leggi in vigore oggi

Andiamo con ordine e vediamo quali sono le regole oggi in vigore e cosa potrebbe cambiare a breve se il Parlamento dovesse dare l’ok alle proposte di modifica del Milleproroghe. Iniziamo col dire che in base alla legislazione vigente, dal 2023 la detrazione è scesa dal 110 al 90%.

In comprensione l’incentivo è stato prorogato per i proprietari di immobili unifamiliari (che dal 2023 sarebbero rimasti esclusi) a condizione che si tratti di prima casa e che i proprietari stessi non raggiungano una determinata soglia di reddito (15mila euro l’anno, innalzati in base al quoziente familiare).

Come detto dal 1° gennaio 2023 la detrazione è scesa al 90%, ma con alcune eccezioni. Per quanto riguarda le “villette”, la legge stabilisce infatti che per gli interventi effettuati su  singole unità immobiliari, il rimborso continuerà ad essere pari al 110% anche per le spese sostenute entro il 31 marzo 2023, “a condizione che alla data del 30 settembre 2022 siano stati effettuati lavori per almeno il 30 per cento dell’intervento complessivo”.

La detrazione continuerà ad essere pari al 110% anche per quei condomini che hanno presentato la Cila entro il 31 dicembre 2022 a patto che l’assemblea abbia deliberato i lavori entro il 18 novembre; lo stesso vale nel caso in cui i lavori siano stati deliberati dal 19 al 24 novembre 2022 e la Cila sia stata presentata entro il 25 novembre. In questi casi, per i condomini, sarà possibile ottenere il 110% dell’importo speso anche nel 2023.

Per gli immobili unifamiliari, le così dette villette, il decreto Aiuti quater ha invece stabilito che i proprietari di singole abitazioni potranno accedere all’incentivo a condizione che si tratti di prima casa e che i proprietari stessi non raggiungano una determinata soglia di reddito (15mila euro l’anno, innalzati in base al “quoziente familiare”).

È stato poi stabilito che la detrazione sarà pari al 110% fino al 31 marzo 2023 per le villette unifamiliari che abbiano completato il 30% dei lavori entro il 30 settembre 2022. Va infine segnalato, dettaglio non certo trascurabile, che nel 2024 la detrazione scenderà al 70% (anche per i condomini) e nel 2025 al 65%.

Cosa potrebbe cambiare col Milleproroghe

La novità più importante riguarda proprio le villette. Ben due emendamenti al Milleproroghe, uno presentato da alcuni senatori di Fratelli d’Italia e un altro firmato dai 5 Stelle, prevedono che per immobili unifamiliari l’agevolazione massima venga estesa fino al 30 giugno 2023.

La proposta del M5s prevede inoltre che l’obbligo di completare il 30% dei lavori entro il 30 settembre, condicio sine qua non per beneficiare della detrazione del 110%, sia spostata al 31 dicembre del 2022. Il fatto che il partito di maggioranza al governo abbia presentato una proposta analoga fa pensare che la proroga sulle villette abbia più di qualche chance di passare, ma non è tutto. Perché sul superbonus ci sono almeno due proposte che riguardano le case popolari (Iacp) e le cooperative edilizie.

La legislazione attuale prevede che per queste categorie di immobili la detrazione al 110% possa essere fruita per le spese sostenute fino al 31 dicembre 2023, a patto che alla data del 30 giugno 2023 siano stati effettuati lavori per un ammontare complessivo pari ad almeno il 60% del totale.

Uno degli emendamenti, targato Pd, prevede di estendere questo termine al 31 dicembre 2024″ con l’obbligo di aver effettuato il 30 per cento dei lavori entro il 31 dicembre 2023. Anche Forza Italia sarebbe in pressing per estendere l’incentivo al 110% per questi immobili.

Certo, bisognerà capire se le risorse saranno sufficienti. Secondo gli ultimi dati Enea alla data del 31 dicembre 2022 gli stanziamenti per il superbonus ammontavano a 62,5 miliardi di euro con una spesa finale prevista per lo Stato di oltre 68 miliardi. Una cifra enorme e pari a più del doppio dello stanziamento iniziale di 33,3 miliardi.

direttiva europea per l’efficientamento energetico

Obbligo ristrutturazione casa, arriva direttiva europea: Chi sarà obbligato a fare lavori e cosa succede se non lo fai

Obbligo ristrutturazione casa, la direttiva europea per l’efficientamento energetico parla chiaro “una vera stangata ai titolari di abitazioni”.

Obbligo ristrutturazione casa, ma non per tutti. Potrebbero arrivare tempi duri per i proprietari di case che con la direttiva europea per l’efficientamento energetico degli edifici rischiano di dover ristrutturare la casa. La direttiva, attaccata subito dai partiti di centro destra, infatti, ha preso forma e il primo via libera dovrebbe arrivare il 24 gennaio con l’approvazione della Commissione energia del Parlamento europeo per poi essere definitivamente varata dal Parlamento entro il 13 marzo. Non è la prima volta che si parla di questo documento, che aveva già sollevato critiche nel 2021, a causa dei paletti introdotti legati all’ efficientamento energetico delle case a partire dal 2027. Ma quali sono le tappe e cosa potrebbe cambiare per i proprietari o acquirenti?

Obbligo ristrutturazione casa, la direttiva europea per l’efficientamento energetico parla chiaro

Nella direttiva si prevede che entro il 2030, tutti gli immobili residenziali debbano essere in classe energetica E. La maggior parte delle case costruite tra gli anni ‘80 e ‘90 fanno parte di questa classe energetica ma non tutte. In Italia, però, almeno il 60% delle abitazioni, si trova tra la classe energetica F e G. Si prevede, poi, un ulteriore salto nel 2033 con l’obbligo di passaggio alla classe D. Tra il 2040 e il 2050 si vorrebbe arrivare alle emissioni O. In pratica, già solo per passare alla classe E serviranno interventi mirati per diminuire i consumi del 25%. Quindi i proprietari dovranno sostituire gli infissi, provvedere all’installazione del cappotto termico interno o esterno e alla sostituzione della caldaia a condensazione.

Per il momento non sono previste sanzioni per chi non possiede il bollino verde europeo per l’immobile.

Con la nuova direttiva europea, però, i proprietari saranno praticamente obbligati a ristrutturare la casa. Guardando all’ultima bozza, si nota che le richieste iniziali facevano capo a tempi ancora più stretti e classi energetiche superiori. Ad esempio il primo step era previsto nel 2027 e nel primo passaggio figurava già la classe D e non la E. Gli Stati membri, insomma, dovranno garantire che il patrimonio edilizio sia del tutto ristrutturato per andare incontro ai nuovi parametri di efficienza energetica. Come anticipato, sono state tolte alcune sanzioni ma ora gli Stati membri dovranno decidere in autonomia quali proporre a chi non si adegua ai nuovi requisiti.

La casa prederà di valore senza i lavori, le deroghe previste

Dal momento che entrerà in vigore la nuova direttiva europea, però, automaticamente sarà ridotto il valore delle case che non rispettano i requisiti. Basti immaginare quante case in classe G e F ci sono nel nostro paese per farsi un’idea. Quando la nuova direttiva sarà approvata i proprietari di immobili o chi decide di acquistare, dovranno sapere che comprando una casa in classe G e F, nel giro di qualche tempo sarà obbligato a ristrutturarla per non rischiare una perdita del valore dell’immobile.

Un aspetto da non sottovalutare anche per chi deve richiedere un mutuo. Nella bozza della direttiva, inoltre, sono state inserite delle deroghe che riguardano gli immobili di interesse storico o quelli che fanno parte della lista degli «ufficialmente protetti». Saranno esentate le chiese e tutti gli altri edifici di culto. Sono previste delle protezioni per le seconde case abitate per meno di 4 mesi all’anno, così come per le abitazioni indipendenti che hanno una superficie inferiore a 50 metri quadrati.

Sushi : arriva la patente da parte di UESE ITALIA S.p.A . Un bollino di qualità certificherà il prodotto e il lavoro di chi lo prepara

Sushi : Arriva la patente da parte di UESE ITALIA S.p.A . Un bollino di qualità certificherà il prodotto e il lavoro di chi lo prepara

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UESE TALIA S.p.A Ente certificatore, con sede a Venezia, ha avuto l’incarico di stabilire le regole e i requisiti dei professionisti del settore e di certificare i processi con cui si realizza il piatto tipico del Sol Levante: il Sushi.

Il bollino di qualità verrà rilasciato entro l’anno e sarà accompagnato da un documentario realizzato anch’esso nel nostro Paese. Un riconoscimento che posizione l’Italia in quanto a sicurezza ed eccellenza, ai primi posti in tutto il mondo. «La norma Uni Cei En Iso/Iec 17024:2012 – spiega Giuseppe Izzo, Ceo di UESE Italia spa, la società veneta che ha ricevuto l’incarico- obbliga di attestare se una determinata persona, valutata da una terza parte indipendente secondo regole prestabilite, possegga i requisiti necessari e sufficienti per operare con competenza e professionalità in un determinato settore di attività.

Uno dei principali vantaggi per le organizzazioni (ristoranti, negozi e così via), è quello di garantire le competenze vantate da parte del professionista, in quanto la certificazione delle competenze permette di creare un sistema unico che facilita il riconoscimento tra professionisti di nazionalità diverse. Sul Sushi, tocca a noi definire le regole e i requisiti dei professionisti del settore e certificare i processi». Il tutto sarà pronto entro l’anno e permetterà di riconoscere il Sushi originale visto che il 55% del Sushi oggi in commercio è in realtà è taroccato.

«Il Sushi originale deve seguire criteri molto rigidi -racconta Daniele Gramiccia. Il processo produttivo prevede una riconciliazione e una rivalutazione dell’esigenza originale per cui nasce il Sushi. Circa duemila anni fa infatti in sushi nasceva in Giappone per il mantenimento del pesce fresco, per questo infatti lo stesso pesce veniva raccolto nel riso fermentato. Da qui si capisce che la scelta delle materie prime e la lavorazione stessa devono seguire quasi un rituale che rispetti le antiche tradizioni. Siamo felici che le piattaforme TATATU e CHILI abbiamo capito e abbracciato la nostra idea, così da poterla diffondere in Italia e nel mondo».

Procedure che rappresenteranno la spina dorsale del processo di certificazione in corso e che verranno raccolte in un documentario anch’esso tutto italiano: «Nella serie distribuita in 36 episodi della durata di 50 min cadauno -afferma Giovanni Franchini, Ceo di Emy Productions, un broadcast con sede a Roma- abbiamo deciso di puntare ad un contenuto che possa portare alla luce la storia del Sushi e non solo. Puntiamo infatti anche a riscoprire la tradizione Giapponese e la sua contaminazione con la nostra. Il Sushi dunque diventa così alla portata di tutti e ancora più familiare rispetto a oggi: “Capire come nasce e come si produce non è elemento secondario -afferma Izzo.

Certo, il consumatore non può fare il detective ma, con il lavoro combinato che stiamo realizzando, avrà comunque gli strumenti per riconoscere quello doc. Ma non solo: certificare i processi e definire le regole e i requisiti dei professionisti del settore significa anche mettere fuorigioco chi quelle regole non le segue. Chi proverà a vendere Sushi che Sushi non è a quel punto verrà penalizzato, mentre chi seguirà le giuste procedure sarà premiato dal mercato.

Questo perché i consumatori sapranno dove trovare prodotti fatti a regola d’arte da professionisti certificati». Giappone chiama, Italia risponde. «Il nostro lavoro -conclude Izzo- avrà molteplici benefici. Per il consumatore, certo, ma non solo. Sulla base della patente che rilasceremo si verrà a contatto con gli chef stellati di tutto il mondo e si avvierà una catena virtuosa rilevante. I controlli verranno infatti moltiplicati in tutti i Paesi e produrranno di fatto occupazione.

Ma soprattutto avremo come italiani una grande soddisfazione, aver dato il bollino di qualità a un prodotto internazionale. Quando si dirà che quel Sushi è fatto ad opera d’arte, la bontà di quello che si sta mangiando sarà anche frutto del nostro lavoro. E di questo, permettetemelo, ne andiamo fieri»

UESE ITALIA partner del gruppo TNV Certification Pvt. Giuseppe Izzo, quale CEO di UESE ITALIA S.p.A. annuncia l’accordo di partnership

UESE ITALIA partner del gruppo TNV Certification Pvt.

UESE ITALIA partner del gruppo TNV Certification Pvt.

UESE ITALIA partner del gruppo TNV Certification Pvt. Giuseppe Izzo, quale CEO di UESE ITALIA S.p.A. annuncia l’accordo di partnership con il gruppo internazionale TNV Certification Pvt indiano.

L’accordo prevede l’erogazione di corsi di formazione e certificazioni delle compentenze. nel rispetto della norma ISO/IEC 17024, nonché la certificazione di modelli di gestione, quali: ISO 9001, 14001, 18001, 27001, 13483, 50001 etc… tutti validi e riconosciuti accreditati IAF, UAF, Exemplar Global.

Nella certezza di offrire, come sempre, servizi alle imprese qualificati e concreti, il presidente Giuseppe Izzo, annuncia una visita imminente ai nuovi partners indiani, con la consapevolezza che la sinergia tra i due gruppi produrrà buoni frutti.

In linea con l’obiettivo India 2022 di SACE e SIMEST l’India si conferma un partner strategico per gli italiani e europei. L’economia indiana è rimbalzata dell’8,2% su base annua nel 2021, dopo una pesante contrazione del 7,0% nel 2020.

In valore assoluto, il Pil Indiano era, nel settembre 2021, circa mezzo punto percentuale più alto rispetto ai livelli pre-pandemia. Sempre secondo le stime del FMI, il rimbalzo dovrebbe continuare nel 2022, con una crescita prevista dell’8,5%.

Le aree che maggiormente spingono l’economia sono l’esportazione, il settore dei servizi e il cosiddetto ‘terziario avanzato’ nonostante ben oltre i due terzi dei cittadini indiani abbiano come fonte di reddito primaria l’agricoltura.

UESE ITALIA partner del gruppo TNV Certification Pvt. Giuseppe Izzo, quale CEO di UESE ITALIA S.p.A. annuncia l’accordo di partnership

L’India è il 2° produttore al mondo di cemento, il 3° di acciaio ed il 1° di ferro ridotto; è tra i maggiori produttori al mondo di pellame, e ha la disponibilità di cotone e grande varietà di tessuti. I settori economici:

  • Settore primario. Si occupa della produzione di materie prime estraendole dal sottosuolo o producendole dalla terra.
  • Settore secondario. Il settore secondario si occupa di lavorare le materie prime realizzando dei prodotti finiti.
  • Settore terziario.
  • Settore quaternario.
  • Settore quinario.UESE ITALIA partner del gruppo TNV Certification Pvt. Giuseppe Izzo, quale CEO di UESE ITALIA S.p.A. annuncia l’accordo di partnership

QUADRO ECONOMICO E POLITICO INDIANO

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PRESENZA ITALIANA IN INDIA E VICEVERSA

UESE ITALIA partner del gruppo TNV Certification Pvt. Giuseppe Izzo, quale CEO di UESE ITALIA S.p.A. annuncia l’accordo di partnership

giorgia meloni nuovo codice degli appalti

Approvato in Cdm il nuovo codice appalti. Meloni: “Volano per la crescita”

“Questo nuovo codice dovrà tagliare sprechi e la burocrazia, viene incontro alle esigenze delle imprese e degli enti locali, permetterà di aprire cantieri in tempi più veloci e creerà più lavoro”, ha detto il Ministro Salvini in conferenza stampa

Nella riunione del Consiglio dei ministri è stato approvato il nuovo codice degli appalti. “Con l’approvazione della riforma del Codice degli appalti il Governo mantiene un altro impegno preso con gli italiani”, ha commentato la premier Giorgia Meloni.

“Un provvedimento organico, equilibrato e divisione, frutto di un lavoro qualificato e approfondito, che permetterà di semplificare le procedure e garantire tempi più veloci. E che rappresenterà anche un volano per il rilancio della crescita economica e l’ammodernamento infrastrutturale della Nazione. Il Governo ringrazia il Consiglio di Stato per il grande lavoro svolto e che ha contribuito al raggiungimento di questo importante risultato”, ha aggiunto la Presidente del Consiglio Meloni.

“È stato un passaggio importante, l’iniziativa più importante da 55 giorni a questa parte da quando abbiamo giurato”. Queste le parole del Vicepremier e Ministro Matteo Salvini durante la conferenza stampa nella Sala Polifunzionale di Palazzo Chigi per illustrare il nuovo codice degli appalti approvato in Consiglio dei ministri.

“È un venerdì pre-natalizio molto bello, significativo e importante. Ringrazio Giorgia Meloni che non è presente per motivi familiari ma che ha accompagnato questo processo, ringrazio tutti i ministri che sono intervenuti in questo Cdm che più unanime di così è difficile pensarlo. È stato fatto un ottimo lavoro”, ha detto Salvini.

“Questo nuovo codice dovrà tagliare sprechi e la burocrazia, viene incontro alle esigenze delle imprese e degli enti locali, permetterà di aprire cantieri in tempi più veloci e creerà più lavoro. È la miglior battaglia alla corruzione e al malaffere”, ha precisato il responsabile del Mit, Matteo Salvini.

Più dell’80% degli appalti, se questo codice fosse in vigore, sarebbe più rapido, veloce, efficace e innovativo”, ha aggiunto il ministro delle Infrastrutture Matteo Salvini.

Salvini ha spiegato che la soglia sotto la quale i Comuni possono procedere per l’appalto in maniera diretta dunque è aumentata.

“Ringrazio il Consiglio di Stato” che “ha recepito” le nostre proposte, “rivendico la necessità della separazione dei poteri: in una cabina di regia si fanno scelte politiche”, l’autorità anti-corruzione “non fa parte” dell’organismo politico, ha poi aggiunto Salvini.

“Dobbiamo prevedere in Cdm un superamento del dissenso qualificato perché non voglio vivere in un Paese dove il singolo contenzioso a livello locale della singola micro associazione blocca opere pubbliche da centinaia di milioni di euro. Al Mit sono affidati 40 miliardi per il Pnrr, se andiamo avanti di Tar in Tar altro che 2026 per finire i cantieri, arriveremo al 2036.La politica ha il dovere di ascoltare e poi decidere il destino di una ferrovia, strada, autostrada o un ponte”, ha sottolineato Salvini.

“Un cantiere sbloccato corrisponde a circa 17.000 posti di lavoro. È una giornata importante per le imprese, i comuni e per i lavoratori”, ha poi precisato Salvini.

Il Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Alfredo Mantovano ha riferito che il lavoro sul Codice Appalti si è svolto “in assoluta concordanza di intenti” tra Consiglio di Stato e governo nella stesura del codice appalti, e poi ha aggiunto “tutti questi conflitti non li vedo” ma “saremo lieti di leggere” i rilevi dell’Anac “una volta che ci invieranno le loro considerazioni”.

Mantovano ha poi aggiunto che l’Anac “ha un ruolo all’interno del codice appalti coerente con la sua funzione, erano previste delle prerogative che poi sono state eliminate nel testo varato dal Cdm. Questa non è l’ultima parola”, durante l’iter parlamentare “tutti quelli che hanno titolo di formulare proposte migliorative” potranno farlo.

La presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, non ha potuto prendere parte alla conferenza stampa al termine del Consiglio dei ministri perché sta partecipando dalle 15 nella cattedrale di Civitavecchia al funerale dell’amica Nicoletta Golisano, una delle donne uccise domenica scorsa da Claudio Campiti durante una riunione condominiale a Roma, nella zona della borgata Fidene.

Uese Italia ottiene la certificazione ISO 13485:2016

Uese Italia ottiene la certificazione ISO 13485:2016

Uese Italia ottiene la certificazione ISO 13485:2016

Uese Italia ottiene la certificazione ISO 13485:2016 . Tra le prime aziende in Italia a raggiungere il traguardo.

La sicurezza dei pazienti e degli operatori sanitari è al centro delle nostre politiche aziendali. Più di qualsiasi altro tipo di prodotto, la qualità dei dispositivi medici ha un impatto diretto sulla loro efficacia, nonché sulla sicurezza dei pazienti, degli utenti e, se del caso, di altre persone.

Per questo motivo, la maggior parte degli schemi normativi nazionali impone ai fabbricanti e ai fornitori di dispositivi medici di stabilire un sistema interno di gestione della qualità che sia stato valutato e verificato in modo indipendente.

Ai dispositivi medici fabbricati o forniti da organizzazioni senza un sistema di gestione della qualità verificato viene regolarmente vietato l’ingresso legale nei principali mercati, di solito con conseguenti ritardi nell’accesso e perdita di opportunità di guadagno.

UESE ITALIA S.p.A. è tra le prime aziende di consulenza e certificazione ad ottenere la certificazione ISO 13485.

“Un traguardo importantissimo per l’azienda e per tutto lo staff” ha voluto precisare AD Giuseppe Izzo.

Perchè è un traguardo importante?

Nell’UE, i requisiti della norma ISO 13485 sono stati armonizzati con i requisiti essenziali della Direttiva UE sui dispositivi medici (93/42 / CEE), della direttiva per i dispositivi medico-diagnostici in vitro (98/79/CE) e della Direttiva sui dispositivi medici impiantabili attivi (90/385/CEE).

La certificazione ISO 13485 da parte di un organismo di certificazione accreditato fornisce una presunzione di conformità ai requisiti essenziali di queste importanti direttive.

Negli Stati Uniti, la Food and Drug Administration (FDA) consente ai fabbricanti di dispositivi di presentare rapporti di audit ISO 13485 in sostituzione della prova della conformità alle normative sui sistemi di qualità (QSR).

Health Canada richiede anche che i fabbricanti di dispositivi medici che commercializzano i loro prodotti in Canada abbiano il loro sistema di gestione della qualità certificato ISO 13485.

UESE ITALIA è da sempre a fianco dei produttori e distributori europei, da oggi potrà anche rappresentarli come mandatari.

Uese Italia ottiene la certificazione ISO 13485:2016

Scopo della certificazione:
Consulenza e Supporto nella Progettazione, Sviluppo, Commercializzazione e Manutenzione in Vitro Dispositivi Medici e Diagnostici (Dispositivi Medici Diagnostici per TAC Imaging e Radiologia Emogasasi Protesi Ortopediche Pacemaker Piastre per Lettura Analisi Sanguigne Kit Emodiagnostici Kit Marcatori Tumorali Software per Analisi Dati Sanitari Kit Odontoiatria , apparecchiature per dialisi, ventilatori polmonari, apparecchiature per la riabilitazione (siringhe e pompe per infusione).

Purpose of the certification:
Consultancy and Support in the Design, Development, Marketing and Maintenance in Vitro Diagnostic and Medical Devices (Medical Devices Diagnostics for CT Imaging and Radiology Blood Gases Orthopedic Prostheses Pacemakers Plates for Reading Blood Analysis Blood Diagnostic Kits Tumor Marker Kits Software for Health Data Analysis Dentistry Kits, Dialysis Equipment, Lung Ventilators, Rehabilitation Equipment Syringes and Infusion Pumps).

Per visualizzare il certificato / To view the certificate, clicca qui!

 

giorgetti governo meloni manovra 2023

Nuovo governo Meloni, news. Si tratta sul superbonus, manovra lunedì in Cdm

Dieci anni, anziché quattro, per la cessione dei crediti d’imposta legati al superbonus: questa la soluzione del governo per tentare di sbloccare lo stallo dei cassetti fiscali. Rinviato l’innalzamento del tetto all’uso del contante. Il ministro Giorgetti, intanto, ha annunciato che porterà lunedì la manovra in Cdm. Salvini: “Ci sarà anche Ponte sullo Stretto”. L’obiettivo, ha aggiunto, è “partire con i lavori nell’arco di due anni”.

fondo nuove competenze pubblicato nuovo avviso

Fondo nuove competenze: Pubblicato il nuovo avviso

A partire dal 13 dicembre sarà possibile aderire al nuovo avviso pubblico del Fondo nuovo competenze che presenta una disponibilità finanziaria di 1 miliardo di euro a valere su risorse ReactEU, confluite nel Programma operativo nazionale Sistemi di politiche attive per l’occupazione (Pon Spao).

Rispetto alla precedente edizione del Fondo, sono due le principali novità.

La prima è che gli interventi saranno rivolti quasi integralmente a sostenere le imprese e i lavoratori ad affrontare i cambiamenti connessi alla doppia transizione digitale ed ecologica.
La seconda riguarda il pieno coinvolgimento dei Fondi interprofessionali, a garanzia dell’efficacia e della qualità dei percorsi formativi. I Fondi devono manifestare il proprio interesse a partecipare, finanziando i progetti formativi dei datori di lavoro aderenti, entro il 3 dicembre.

Per quel che riguarda i tempi, gli accordi con le rappresentanze sindacali devono essere sottoscritti entro il 31 dicembre 2022, mentre le domande contenenti i progetti formativi devono essere presentate entro il 28 febbraio 2023 sull’apposita piattaforma informatica MyANPAL.
La gestione e l’istruttoria delle istanze sarà effettuata da Anpal, con il supporto di AnpalServizi e con la collaborazione dell’Inps per le verifiche e le erogazioni finanziarie.

progetti formativi dovranno prevedere per ciascun lavoratore coinvolto una durata minima di 40 ore e massima di 200 ore.
Il contributo massimo complessivo riconoscibile per ciascuna istanza non potrà eccedere i 10 milioni di euro. Il datore di lavoro ammesso a contributo potrà richiedere un’anticipazione nel limite del 40% del contributo concesso, previa presentazione di una fidejussione.

“L’Avviso rende operativa per le imprese la seconda edizione del Fondo nuove competenze – dichiara il commissario Anpal Raffaele Tangorra – e arriva a stretto giro dalla pubblicazione del decreto interministeriale avvenuta lo scorso 3 novembre. Già il giorno successivo abbiamo inviato ai Fondi interprofessionali la comunicazione contenente le condizioni per aderire al Fnc, e qualcuno lo ha già fatto, a testimonianza del grande interesse che riscuote questa iniziativa e della volontà dei Fondi di contribuire strategicamente agli obiettivi dell’intervento. Ora, con la pubblicazione dell’Avviso, c’è la vera messa a terra del Fnc, in questa sua nuova fase di vita. È un’occasione davvero importante per le aziende e per centinaia di migliaia di lavoratori, che potranno riqualificarsi e adeguare le proprie competenze a fronte delle grandi trasformazioni – in primis, quella digitale ed ecologica – in atto nel mercato del lavoro”.

La prima edizione del Fondo nuove competenze ha permesso di finanziare 14.000 aziende, con il coinvolgono di oltre 700 mila lavoratori nei percorsi di formazione.

UESE ITALIA S.p.A. è sempre impegnata ad assisterVi in tutte le fasi: scrivi pure a l.codato@uese.it

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UESE ITALIA consorziata con il Consorzio stabile EXPAND. PNRR e infrastrutture: Le nuove sfide per l’edilizia

Non potevamo non esserci. Una grande opportunità per il territorio e per le PMI venete. Il nuovo consorzio, con sede in una delle più prolifere aree industriali venete come quella di Santa Maria di Sala, una città industriale alle porte di Venezia, offrirà servizi alle imprese di consulenza, formazione e tanto altro alle imprese consorziate che, insieme, affronteranno le nuove sfide imprenditoriali. Si tratta di una vera è propria organizzazione stabile che già sta raccogliendo l’adesione di tante altre imprese, tra cui UESE ITALIA, ognuna specializzata nella sua area di competenza. Nelle prossime settimane sarà reso noto l’elenco delle imprese aderenti e dei servizi offerti.

Ammontano, quindi, a 107,7 miliardi di euro gli investimenti che interessano il settore, di cui 63,5 miliardi destinati ai nuovi interventi; mentre Francia e Germania hanno destinato risorse pari al 21% e al 23% dei rispettivi piani. Nel periodo 2021-2026 si prevede poi che il PNRR possa determinare per il comparto costruzioni una crescita di 3,3 punti percentuali.

Ma quali sono gli interventi previsti? Riguardano soprattutto l’efficienza energetica e la riqualificazione degli edifici (29,55 miliardi di euro), l’alta velocità di rete e manutenzione stradale 4.0 (28,3 miliardi di euro). Ma, tra gli altri, ci sono anche fondi per la digitalizzazione, la sicurezza sismica e l’edilizia scolastica (con, ad esempio, il “Piano di messa in sicurezza e riqualificazione dell’edilizia scolastica” e il “Piano asili nido e scuole dell’infanzia”). L’alta velocità ferroviaria merita un discorso a parte. Verranno migliorate le infrastrutture che collegano il Nord con il resto d’Europa (la Brescia-Verona-Vicenza, la Liguria-Alpi e la Verona-Brennero) e quelle del Sud (la Napoli-Bari, la Palermo-Catania-Messina e la Salerno-Reggio Calabria). Tutti questi lavori verranno ultimati entro il secondo trimestre 2026 e avranno un impatto diretto sul territorio e sulla vita dei cittadini.

PNRR: gli interventi per l’edilizia

Anche il Superbonus 110% sta contribuendo a rilanciare la filiera edile e a raggiungere gli obiettivi di sicurezza sismica e di efficienza energetica. Secondo i dati Enea-Mise, al 1° luglio 2021, risultano 24.503 interventi legati al Superbonus per un valore di quasi 3,5 miliardi di euro. Un bel passo in avanti rispetto al monitoraggio di maggio con un aumento del +32% in termini di numero e del +39,7% nell’importo.

Il Superbonus 110%

ra le regioni spicca la Lombardia (3.293 interventi per un valore di €507 mln), seguita dal Veneto (3.111; €353 mln) e dal Lazio (2.383; €310 mld). Nella top 10, anche le quattro regioni più popolose del Meridione: Sicilia, Puglia, Campania e Calabria. Secondo l’elaborazione ANCE su dati Enea, il 43% circa del valore degli interventi è su edifici condominiali (caratterizzati da un importo medio che supera i 500mila euro), il 35% su edifici unifamiliari e il 22% unità immobiliari indipendenti.

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Governo Meloni, news. Il Cdm dà il via libera al decreto Aiuti quater

Arriva l’ok al provvedimento attraverso cui il governo intende intervenire contro il caro-energia con una cifra complessiva di poco superiore ai 9 miliardi di euro. Definite le composizioni delle commissioni in Senato: Berlusconi è assegnato alla commissione Politiche dell’Unione europea, Calenda all’Industria, commercio, turismo, agricoltura e produzione agroalimentare e Renzi alla commissione Esteri e Difesa.

Riunione del Consiglio dei ministri. All’ordine del giorno il dl Aiuti quater, con misure urgenti di sostegno nel settore energetico e di finanza pubblica, e un decreto legislativo con disposizioni di adeguamento delle procedure di contrattazione per il personale delle forze armate e delle forze di polizia a ordinamento militare, nonché per l’istituzione delle relative aree negoziali per i dirigenti. (LE MISURE PREVISTE)
Definite le composizioni delle commissioni in Senato: Silvio Berlusconi è assegnato alla commissione Politiche dell’Unione europea, Calenda all’Industria, commercio, turismo, agricoltura e produzione agroalimentare, Renzi farà parte, invece, della commissione Esteri e Difesa.
Tra le misure di ritorsione contro l’Italia per la mancata accoglienza dell’Ocean Viking, la Francia assumerà delle misure di “rafforzamento dei controlli alle frontiere” con l’Italia: lo ha annunciato il ministro dell’Interno francese, Gérald Darmanin, aggiungendo che la Francia “trarrà tutte le conseguenze” dell’atteggiamento italiano anche sugli altri aspetti della “relazione bilaterale” tra i due Paesi.

ENERGIA – Arrivano le proroghe, fino alla fine dell’anno, dei crediti di imposta per le imprese energivore e della riduzione delle accise della benzina, che sarebbe scaduto il 18 novembre. Le due misure complessivamente assorbono circa 4,4 miliardi

BOLLETTE A RATE PER IMPRESE – Le imprese potranno chiedere la rateizzazione delle bollette di luce e gas. La misura è destinata alle “imprese residenti in Italia” e concede la possibilità di rateizzare gli importi “eccedenti l’importo medio contabilizzato” nell’intero 2021 per i consumi effettuati dal “1° ottobre 2022 al 31 marzo 2023” e fatturati entro il “31 dicembre 2023”. La rateizzazione decade per inadempimento di due rate anche non consecutive. Prevista la possibilità di ottenere la garanzia di Sace. Cinque i miliardi di euro per la misura.

La garanzia Sace “è rilasciata a condizione che l’impresa richiedente non abbia approvato la distribuzione di dividendi o il riacquisto di azioni nel corso degli anni nei quali si procede al riconoscimento della rateizzazione”. Nel caso in cui “le imprese abbiano già distribuito dividendi o riacquistato azioni al momento della richiesta, l’impegno è assunto dall’impresa per i dodici mesi successivi”.

REVISIONE SUPERBONUS – Spunta anche la revisione del Superbonus nella bozza del decreto aiuti quater: La norma, tra le altre cose, fa scendere nel 2023 la percentuale dello sconto sulla spesa per i lavori di efficientamento energetico dal 110% al 90%. L’agevolazione sarà confermata anche per gli immobili unifamiliari ma con un un limite di reddito (a 15mila euro) variabile in base ad una sorta di quoziente familiare. Si allunga di tre mesi la finestra temporale dentro cui applicare il Superbonus – ancora al 110% – anche alle villette. Spostato il termine, dal 31 dicembre 2022 al 31 marzo 2023, entro cui si può fruire della detrazione, a condizione che al 30 settembre 2022 siano stati effettuati lavori per almeno il 30% dell’intervento complessivo.

TETTO CONTANTE – Sale a 5mila euro la soglia entro cui è possibile pagare in contanti. Sarà quindi modificata l’attuale normativa secondo cui il tetto dal primo gennaio sarebbe stato ridotto da 2.000 a mille euro. Si stanziano poi 80 milioni di euro per il 2023, destinati a contributi per i commercianti obbligati alla trasmissione telematica dei corrispettivi all’Agenzia delle entrate. I contributi sono in credito di imposta pari al 100% della spesa sostenuta, fino a 50 euro per ogni registratore telematico (il registratore di cassa connesso a internet) acquistato.

PREMI AZIENDALI ESENTASSE – Sale da 600 a 3.000 euro la soglia dei premi esentasse che le imprese potranno concedere ai dipendenti come ‘fringe benefit’ per pagare le bollette. Il dl Aiuti quater ricalca, alzandone il tetto, la norma del dl Aiuti bis. Il valore dei beni ceduti e dei servizi prestati al lavoratore dipendente, nonché le somme erogate o rimborsate allo stesso dal datore di lavoro per il pagamento delle utenze domestiche di acqua, luce e gas, non concorreranno dunque a formare il reddito imponibile nel nuovo limite di 3.000 euro.