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Sicurezza sul lavoro: Aumentano i controlli con rischio chiusura per chi non è in regola

Vediamo chi è soggetto alla normativa in materia di Sicurezza e Salute nei Luoghi di Lavoro, i principali adempimenti e cosa ha stabilito l’ultima circolare dell’ispettorato del Lavoro (n. 4 del 9 dicembre 2021) al fine di uniformare i comportamenti dei vari organi ispettivi.

CHI DEVE RISPETTARE LA NORMATIVA IN MATERIA DI SICUREZZA SUL LAVORO
Le imprese soggette alla normativa in tema di Sicurezza nei luoghi di lavoro (TUSL 81/2008), sono tutte le aziende al cui interno ci siano lavoratori, a prescindere dal settore produttivo e dai rischi presenti.
Ciò che fa scattare l’applicazione della norma è la presenza anche di un solo lavoratore a prescindere dal tipo di rapporto contrattuale. Quindi se hai anche un solo apprendista, un tirocinante, uno stagista, se sei un’associazione di volontariato con persone che prestano come volontari la propria opera, anche tu sei soggetto ad una serie di adempimenti.

COSA DEVONO FARE LE IMPRESE IN MATERIA DI SICUREZZA SUL LAVORO
Ecco le cose fondamentali da fare, per tutte le tipologie di imprese.

1 – Redigere un DVR Documento di Valutazione dei Rischi e certificarne la data di creazione (per esempio mediante l’invio tramite PEC o mediante la sottoscrizione del documento del datore di lavoro, del responsabile del servizio di prevenzione e protezione RSPP, del rappresentante dei lavoratori RLS e del medico competente ove nominato).

2 – Informare, formare e addestrare tutti i lavoratori in materia di sicurezza, e in particolare sui rischi specifici presenti in azienda e sull’uso di attrezzature e dei dispositivi individuali di protezione

3 – Costituire il servizio di prevenzione e protezione nominandone il responsabile (RSPP) e gli addetti alla gestione dell’emergenza incendi e di primo soccorso e formare adeguatamente tutti i componenti.

Questa documentazione di base deve essere disponibile in azienda e consultabile direttamente dagli organi di controllo in fase ispettiva. È, infatti, fondamentale dare evidenza di tutto quello che in azienda è stato fatto in tema di sicurezza.
Questo aspetto è stato fortemente ribadito nell’ultima circolare dell’Ispettorato del Lavoro del 9 dicembre 2021, predisposta per dare indicazioni operative uniformi che porteranno gli organi ispettivi preposti ai controlli all’adozione di un unico provvedimento di sospensione o di un unico provvedimento di revoca.

CHI ESEGUE I CONTROLLI NELLE AZIENDE
I controlli in materia di sicurezza nei luoghi di lavoro possono essere eseguiti da:

Servizio sanitario regionale
Ispettorato del lavoro
Personale militare (ad esempio, Nas)


QUANDO SI RISCHIA LA SOSPENSIONE DELL’ATTIVITA DI IMPRESA
La circolare stabilisce di procedere alla sospensione dell’attività nei seguenti casi:

1 – Mancata elaborazione del DVR (Documento di Valutazione dei Rischi): scatta la sospensione immediata.
Qualora si affermi di custodire il DVR in un luogo diverso rispetto all’unità operativa, la sospensione sarà differita alle ore 12:00 del giorno lavorativo successivo, tempo entro il quale il datore di lavoro dovrà esibire il documento. Il provvedimento di revoca, in questo caso, sarà possibile solo nel caso in cui il DVR esibito abbia data certa anteriore alla data del provvedimento di sospensione.

2 – Per le attività obbligate alla redazione del Piano di emergenza (a titolo esemplificativo e non esaustivo: alberghi con più di 25 posti letto, attività commerciali con superficie superiore ai 400 mq, distributore di carburante) la mancata redazione del Piano di Emergenza ed evacuazione comporta la sospensione immediata dell’attività. Il provvedimento di sospensione sarà revocato solo dopo la relativa redazione ed esibizione del Piano di Emergenza.

3 – Mancata formazione e addestramento dei lavoratori in tutti i casi ove questa sia congiuntamente prevista come ad esempio per l’utilizzo di attrezzature da lavoro (ex. Art. 73 TUSL), o per i lavoratori che fanno movimentazione manuale dei carichi in modo effettivo all’interno dell’impresa. Nel caso in cui venga riscontrata la mancanza di formazione scatta il provvedimento di sospensione dell’attività, che potrà essere revocato solo se si dimostra la prenotazione della formazione. Fino a quando il lavoratore non sarà formato, dovrà comunque essere adibito a mansioni diverse.

4 – La mancata costituzione del Servizio di Prevenzione e Protezione, la mancata nomina del Responsabile del Servizio di Prevenzione e Protezione e la relativa comunicazione al Rappresentante dei Lavoratori per la Sicurezza comportano la sospensione dell’attività. La revoca di tale provvedimento ci sarà solo a seguito della costituzione del Servizio, della nomina dell’RSPP, ovvero della preventiva informazione al Rappresentante dei lavoratori.

5 – L’omessa vigilanza in ordine alla rimozione o modifica dei dispositivi di sicurezza, segnalazione o di controllo porta alla sospensione se in sede di controllo vengono riscontrate la rimozione o la modifica di tali dispositivi. Il provvedimento scatta a prescindere senza la necessità di verificare chi sia il soggetto che li abbia modificati o rimossi.

Attenzione: Oltre alla sospensione dell’attività gli organi ispettivi applicheranno anche le sanzioni specifiche previste per ogni singolo illecito.

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Sicurezza sul lavoro novità

A causa dei sempre più frequenti incidenti, anche mortali, avvenuti sul posto di lavoro, il tema della sicurezza è un tema di cui si discute ampiamente nel dibattito pubblico nazionale. Parleremo dunque della sicurezza sul lavoro novità. Infatti la Legge di conversione del decreto Fisco-Lavoro la si può definire come un mini riforma del Testo Unico sulla Sicurezza. L’intervento, che rivela tutta l’urgenza di un miglioramento delle norme antinfortunistiche, prevede: 1) l’implementazione delle attività formative e di addestramento. 2) La riformulazione del potere di sospensione dell’impresa. 3) la definizione delle funzioni di vigilanza e controllo dei preposti. 4) L’estensione, all’Ispettorato del Lavoro, delle competenze di vigilanza e controllo fin ora appannaggio delle ASL. 5) il rilancio degli organi paritetici.

Formazione e Addestramento

Quanto alla formazione e all’addestramento, uno dei cinque punti elencati prima, il Testo Unico vuole garantire: 1) l’individuazione della durata. 2) I contenuti minimi. 3) Le modalità. Con cui la formazione e l’addestramento alla sicurezza sui luoghi di lavoro debba essere svolta a carico del datore di lavoro. Infine, sempre in tema di formazione, il Testo di riforma indica anche le modalità di esame con le quali valutare i percorsi di addestramento e formazione intrapresi dai lavoratori. Infine, altra importante novità, il datore di lavoro viene equiparato ai dirigenti e ai preposti per quanto riguarda l’obbligo di ricevere formazione adeguata e specifica. Oltre a dover sostenere periodici corsi di aggiornamento in materia di sicurezza e prevenzione degli incidenti sul posto di lavoro.

In tema di sicurezza sul lavoro novità in arrivo anche per quanto riguarda l’addestramento. Il Testo Unico, infatti, stabilisce che per addestramento debba intendersi come una prova pratica. Tale prova deve essere volta all’uso corretto e sicuro di: A) macchinari. B) Attrezzature. C) Impianti. D) Sostanze. E) Dispositivi e dispositivi di protezione individuale. Infine si dispone una prova pratica. Per assicurare che tanto la formazione quanto l’addestramento dei preposti, siano adeguati alle norme di sicurezza, la riforma dispone che le loro attività formative avvengano di presenza. Inoltre queste devono svolgersi con cadenza almeno biennale e, in ogni caso, quando si rendano necessarie a causa dell’evoluzione di rischi preesistenti o per l’insorgerne di nuovi.

Le nuove funzioni del preposto

La mini riforma di cui stiamo parlando in tema di sicurezza sul lavoro novità intende, anche, specificare meglio quali siano le funzioni del preposto. Questa figura, infatti, assume, ora, un ruolo di centralità al pari del dirigente o del datore di lavoro. Nello specifico si stabilisce l’obbligo, per datori di lavoro e dirigenti d’individuare il preposto o i preposti che si occuperanno di svolgere le attività di vigilanza come previsto dall’articolo n°19 del Testo Unico. Gli emolumenti dei preposti fanno riferimento, in questi casi, ai Contratti Collettivi di lavoro di categoria. Infine si determina che il preposto non debba subire alcun pregiudizio durante lo svolgimento della sua specifica attività di vigilanza.

Tale misura di tutele nei confronti dei preposti è, poi, ulteriormente rafforzata dalla previsione della sanzione penale di arresto – da 2 a 4 mesi di reclusione – o con la trasformazione della stessa in sanzione amministrativa. Con un ammenda che può andare da 1.500€ a 6.000€. Inoltre l’articolo 19 si modifica prevedendo che il preposto abbia l’obbligo di: 1) sovrintendere e vigilare sull’osservanza, da parte dei lavoratori, degli obblighi di legge e delle relative disposizioni aziendali, in materia di salute e sicurezza sui i luoghi di lavoro. 2) Vigilare e sovraintendere sul corretto uso dei dispositivi di protezioni individuale e su quelli di protezione collettivi. Infine si stabilisce che, qualora il preposto rilevi comportamenti non conformi sia obbligato a intervenire.

Sospensione dell’impresa

Questo provvedimento viene rafforzato per prevenire e contrastare la diffusione del lavoro irregolare e per aumentare la tutela dei lavoratori in tema di salute e sicurezza sul posto di lavoro. A questo proposito la nuova riforma ripristina la sospensione dell’impresa manche nei casi di mancata comunicazione dei rischi per amianto. L’azienda dunque può incorrere nel provvedimento di sospensione per due ragioni fondamentali: 1) per aver assunto e fatto lavorare personale non regolarmente assunto. 2) Per aver gravemente violato i regolamenti in materia di sicurezza e salute sul posto di lavoro. In questi due casi, in conclusione, si stabilisce anche che il datore di lavoro debba, obbligatoriamente, corrispondere integralmente la retribuzione e i relativi contributi ai lavoratori.

Sempre in tema di sicurezza sul lavoro novità la mini riforma rafforza le tutele prevenzionistiche. Attribuendo all’Ispettorato Nazionale del Lavoro la pienezza dei poteri ispettivi in materia di salute e sicurezza sul posto di lavoro. Il legislatore ha dunque voluto porre sullo stesso piano i poteri ispettivi in materia di sicurezza delle ASL a quelli dei funzionari dell’Ispettorato del lavoro. Un novità veramente molto importante, se consideriamo che, il precedente testo normativo in materia, assegnava in materia esclusiva le funzioni ispettive ai soli funzionari delle Aziende Sanitarie Locali, competenti per territorio. Lasciando agli ispettori dell’INL – Ispettorato Nazionale del Lavoro – solo le competenze inerenti a: alle attività edili, impianti ferroviari, sorgenti naturali di radiazioni ionizzanti, lavori subacquei.

Gli organismi paritetici.

In ultimo la mini riforma prevede l’istituzione del repertorio degli organismi paritetici. In questa modo vengono stabiliti i criteri per l’identificazione e formazione di tali organi. Inoltre, come stabilito dal nuovo articolo 51 comma 8-bis, del Decreto Legislativo n° 81/2008, gli organi paritetici sono obbligati a comunicare, tanto all’INAIL come all’Ispettorato Nazionale del Lavoro, i dati relativi a: 1) Alle imprese che hanno dato la loro adesione al sistema degli organi paritetici e quelle che hanno partecipato all’attività di formazione e addestramento da questi organizzata. 2) Quali siano i rappresentati dei lavoratori preposti alla vigilanza delle misure di sicurezza. 3) al rilascio delle asseverazioni di adozione ed efficace attuazione dei modelli organizzativi e gestionali in materia di sicurezza e salute su in posti di lavoro.

Sicurezza sul lavoro novità

Nei paragrafi precedenti abbiamo visto e Analizzato nel dettaglio quali sono le novità che riguardano la legislazione in materia di salute e sicurezza su i posti di lavoro introdotte dal Testo Unico. Le novità apportate, in effetti, riguardano molti ambiti e prevedono sia migliorie che sanzioni per gli inadempienti. L’intervento legislativo è stato ampio e profondo tanto da poter essere definito come una piccola riforma in materia di sicurezza sul lavoro. Un intervento che evidentemente era più che necessario. La riforma, da una parte, implementa le misure di sicurezza già esistenti, poggiando l’accento sulla formazione e l’addestramento. Valorizzando la prevenzione degli incidenti. E dall’altro intende colpire le aziende restie ad adeguarsi ai nuovi criteri di sicurezza.

La Formazione 4.0 prorogata fino al 2019: Nuove le regole per il calcolo del credito d’imposta

La formazione 4.0 ha porte aperte anche nel 2019. Una vera e propria proroga è stata introdotta, durante l’esame parlamentare del DDL 2019, e adesso è parte integrante della Manovra 2019. L’agevolazione in questione, come noto, prevede un credito d’imposta a favore delle imprese che sostengono spese per la formazione del personale