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Superbonus: Rischio insolvenza su progetti già fatti

Oice: ‘sfacelo per chi ha creduto in uno strumento del Governo’. Commercialisti: ‘le banche cedano liberamente i crediti a chiunque’

Lo stop al Superbonus, che alcuni esponenti del Governo, tra cui il Presidente del Consiglio, ritengono auspicabile per motivi di sostenibilità economica e finanziaria, non piace a progettisti e fiscalisti che, dopo aver fatto affidamento su uno strumento dell’Esecutivo, denunciano le difficoltà e il rischio default in cui si trovano.
 
Sotto accusa il meccanismo della cessione del credito, che si è inceppato perché le banche non riescono a disfarsi dei crediti acquisiti e quindi non ne comprano altri. Il blocco sta lasciando in estrema difficoltà professionisti e imprese che hanno praticato gli sconti ai clienti, confidando sulla possibilità di vendere il credito corrispondente allo sconto, ma che adesso non riescono a rientrare dell’investimento sostenuto.
 
L’Associazione delle società di ingegneria e architettura aderente a Confindustria (Oice) e il Consiglio Nazionale dei Commercialisti hanno denunciato il problema, proponendo delle soluzioni per mettere in salvo professionisti e imprese.
 

Oice: rischio insolvenza sui progetti già fatti

L’Oice ha accolto con allarme la notizia dell’esaurimento del plafond di 37 miliardi destinato ai crediti del Superbonus. Il presidente, Gabriele Scicolone, si è allineato alle preoccupazioni espresse dalla neo Presidente Ance, Federica Brancaccio, sui rischi che sta correndo il settore edile per il combinato tra gli effetti della stretta bancaria sul Superbonus e la necessità di rispondere alla poderosa domanda che deriva dagli impegni sul Pnrr, tenuto conto della limitata disponibilità di tecnici da mettere al lavoro rapidamente”.
 
Fabio Tonelli, Coordinatore del Gruppo di Lavoro Oice Superbonus, denuncia che “sono troppe le voci che danno per scontato o giustificabile uno stop immediato al superbonus 110% senza guardare compiutamente allo sfacelo delle conseguenze per chi ha semplicemente creduto in uno strumento del Governo, investendoci in questi anni”.
 



“Di fronte ad un protrarsi dell’attuale posizione delle banche – sottolinea – se è vero che le imprese rischiano il fallimento, i professionisti e le società d’ingegneria stanno molto peggio perché le progettazioni sono propedeutiche alla valutazione di congruità degli advisors delle banche. A sua volta anche quest’attività è propedeutica alla decisione di acquisto dei crediti, pertanto i progetti sono stati fatti e ora le banche non acquistano più crediti, se i cantieri non partono, i progettisti non hanno neanche il diritto al credito d’imposta per i compensi del proprio lavoro già svolto. Si fa fatica solo a pensare all’ipotesi di chiedere il denaro ai condomini. Qui si sta parlando di un elevatissimo rischio di insolvenza per alcuni miliardi di euro per il solo settore professionale, con conseguenze devastanti proprio per questi studi e professionisti che nei prossimi anni dovrebbero essere pronti per le sfide del PNRR. Una tempesta perfetta”.
 
Tonelli chiede di andare a fondo sul comportamento delle banche e sui motivi che hanno portato allo stop degli acquisti rapido e drastico e all’aumento repentino dei costi di cessione che, illustra, “che fino a pochissimi mesi fa erano compresi tra il 7 ed il 9% per un credito diluito in 5 anni, oggi sono al 15/22% per un credito diluito in 4 anni”.
 

Commercialisti: ‘le banche cedano liberamente i crediti a chiunque’

Il Consiglio Nazionale dei Commercialisti propone “un intervento normativo che ripristini per le banche la possibilità di cedere liberamente i crediti acquisiti, indipendentemente dalla natura soggettiva del cessionario” senza sacrificare l’esigenza di prevenire le frodi.
 
Secodo il presidente, Elbano de Nuccio, nell’attuale contesto normativo non c’è il rischio di frodi in quanto, “oltre ai controlli preventivi, come visto di conformità e attestazione di congruità dei costi, e ai presìdi antiriciclaggio già previsti dal D.L. Antifrodi, il sistema bancario offre ampie ed ulteriori garanzie, avendo fin dall’origine implementato procedure subordinate a rigorose e selettive due diligence che, seppur non previste normativamente, sono divenute ormai prassi consolidata”.
 
Secondo de Nuccio “assumono interesse anche le proposte di accordare un maggior termine per la compensazione da parte dei soggetti cessionari dei crediti di imposta, il cui utilizzo in compensazione è attualmente previsto con le stesse modalità con le quali sarebbero stati utilizzati dal soggetto beneficiario-primo cedente”.
 
De Nuccio chiede inoltre di “ribadire ulteriormente, in via normativa o interpretativa, che i cessionari dei crediti d’imposta non possono essere considerati responsabili, salvo i casi di concorso, della mancata sussistenza, anche parziale, dei requisiti che danno diritto alla detrazione d’imposta e rispondono dunque solo per l’eventuale utilizzo dei crediti medesimi in modo irregolare o in misura maggiore rispetto al credito d’imposta ricevuto”.  

In caso contrario, conclude, le misure per uscire per uscire dall’emergenza Covid-19 si trasformerebbero in un “micidiale boomerang economico e sociale”. (fonte: Edilportale.com)

Consulenza UESE ITALIA per il Bando Isi Inail fondo perduto

Consulenza UESE ITALIA per il Bando Isi Inail

Riduzione Premio INAIL & Certificazione del SGSL secondo la ISO 45001:18 (Ex 18001)
L’INAIL, con Delibera n. 79/10 del 21 aprile 2010, ha aumentato le percentuali di riduzione del premio INAIL per le organizzazioni che mettono in atto interventi tesi al miglioramento delle condizioni di sicurezza e di igiene nei luoghi di lavoro, proponendo una modifica dell’art. 24 del D.M. del 12 dicembre 2000 (Ministero del lavoro e delle politiche sociali).

L’ente assicurativo nazionale grazie a tale riforma ha sancito una riarticolazione del tasso di sconto, realizzato per agevolare le PMI, che potranno godere di riduzioni, commisurate al numero di lavoratori dipendenti dell’azienda, che possono arrivare fino al 28% del premio INAIL annuale. Queste sono andate a sostituire le precedenti percentuali di sconto del 10% e 5%, incrementando il risparmio per le imprese.

Le imprese per poter beneficiare di tali sgravi fiscali devono certificare di essere in possesso dei requisiti di regolarità contributiva e assicurativa; inoltre, devono aver effettuato nell’anno precedente alla domanda di riduzione, interventi volti al miglioramento delle condizioni di sicurezza attuando le disposizioni del decreto legislativo 81 del 9 aprile 2008 e le sue successive integrazioni.

Il riferimento più autorevole (citato anche dall’art 30 del D.lgs 81/08 e s.m.i.) contemplato come opportunità per usufruire di tali agevolazioni, è la certificazione secondo la ISO 45001:18 (Ex 18001) il cui costo, alla luce di tale incentivazione, nella gran parte dei casi sarà inferiore al risparmio che si otterrà grazie alla riduzione del premio INAIL.

Lavoratori

 

Fino a 10

Da 11  a 50

Da 51 a 200

Oltre 200

Riduzione

 

28%

18%

10%

5%

Simulazioni

 

·  Un’azienda di trasporti con 9 dipendenti con attività di autista  che paga un premio annuo di circa € 10.000, ottiene uno sconto del  28% pari ad € 2800 annui.

·  Un’azienda del terziario (es. raccolta RSU), con 105 dip., di cui 10 lavoratori addetti agli uffici e 95 operai, che paga € 110.000 ottiene uno sconto del  10% pari a circa € 11000 (annui).

·  Un’azienda edile con 10 operai che paga un premio annuo di circa € 20.000 ottiene uno sconto del  18% pari ad € 3.600 annui.

Inoltre il D.Lgs. 231 prevede sanzioni pesantissime a carico delle società, che possono incorrere anche nella sospensione temporanea delle attività o addirittura nella interdizione definitiva.

L’art.lo 30 del Testo Unico riconosce l’idoneità del Sistema di Gestione definito in base alla ISO 45001:18 (Ex 18001), come esimente per la responsabilità amministrativa delle persone giuridiche e delle società. Ciò significa che in caso di infortunio grave il giudice contesterà al Datore di Lavoro i reati previsti dal codice penale, ma non contesterà all’impresa quelli previsti dal D.Lgs. 231.

Di conseguenza, oggi, la ISO 45001:18 (Ex 18001) consente di rappresentare una testimonianza dell’impegno e dell’attenzione del datore di lavoro verso la sicurezza dei propri lavoratori, da far valere anche in sede legale, con un investimento abbondantemente compensato dal risparmio dei costi assicurativi.

CERTIFICAZIONE ISO 45001:18 (Ex 18001)

LO STANDARD

La Occupational Health and Safety Assessment Series stabilisce i requisiti necessari per l’implementazione di un Sistema di Gestione della salute e della sicurezza che consenta ad un’ Organizzazione di controllare i propri rischi e di migliorare il livello di salute e sicurezza sul lavoro.

I DESTINATARI

La ISO 45001:18 è una norma generica progettata per essere applicabile ad Organizzazioni di tutti i settori e di tutte le dimensioni.

LA CERTIFICAZIONE

La certificazione attesta nei confronti di tutte le parti interessate (clienti, istituzioni, banche, cittadini, consumatori, ecc.) che l’Organizzazione opera in conformità ai requisiti stabiliti nello standard di riferimento. Essa, pertanto, rappresenta un elemento di garanzia spendibile nei confronti di terzi.

LA PROCEDURA

Il processo di certificazione è condotto secondo fasi definite e coerenti con gli obblighi derivanti dal rispetto delle normative e dei regolamenti tecnici applicabili.

I VANTAGGI DELLA CERTIFICAZIONE

La certificazione consente di ottenere i seguenti vantaggi:

Valutazione conformità legislativa sulla sicurezza della propria organizzazione, certificata da ente terzo indipendente
Sistema di gestione in grado di tenere sotto controllo gli adempimenti in materia di sicurezza
Possibilità di attivare un sistema di deleghe interne per disimpegnare il datore di lavoro e sgravarlo di alcune responsabilità;
Maggiori opportunità di concorrere in aste pubbliche e maggiori chance di aggiudicazione;
Riduzione del premio assicurativo inail;
Possibilità di offrire maggiori garanzie ai clienti in merito alla capacità dell’organizzazione di rispettare la legislazione vigente in materia di sicurezza;
Dare evidenza dell’ attenzione dell’ organizzazione sulle tematiche della sicurezza sui luoghi di lavoro;
Possesso di un requisito utilizzato dalle maggiori aziende internazionali per qualificare i propri fornitori;
Motivare e coinvolgere il personale attraverso la soddisfazione delle aspettative di miglioramento;
Referenza riconosciuta in tutto il mondo.
SANZIONI

Sanzioni previste per l’impresa dal D.Lgs.231/2001 e dal D.Lgs. 81/2008:

– Sanzioni pecuniarie: la sanzione pecuniaria decisa dal giudice in caso di violazione, va da un minimo di circa 250.000 € fino a circa 1.500.000 €. Non è ammesso il pagamento in misura ridotta.

– Sanzioni interdittive: risultano essere l’interdizione dall’esercizio dell’attività, la sospensione o la revoca delle autorizzazioni, licenze o concessioni funzionali alla commissione dell’illecito, il divieto di contrattare con la Pubblica Amministrazione (salvo che per ottenere le prestazioni di un pubblico servizio), l’esclusione da agevolazioni, finanziamenti, contributi o sussidi e l’eventuale revoca di quelli già concessi, il divieto di pubblicizzare beni o servizi.

– Confisca: può essere disposta l’interdizione definitiva dell’esercizio delle attività se l’ente ha tratto dal reato un profitto di rilevante entità ed è già stato condannato almeno tre volte negli ultimi sette anni all’interdizione temporanea all’attività, in questo caso viene disposta la liquidazione coatta dell’impresa e l’eventuale confisca dei relativi beni.

Per maggiori informazioni sugli interventi finanziabili, consultare o scaricare l’allegato.

Consulenza al bando

UESE ITALIA S.p.A. si occupa di consulenza completa del bando INAIL, a partire dalla prima fase di analisi del progetto e invio domanda di contributo, per poi passare al clickday (supportati da circa 1000 cliccatori adeguatamente formati ed allenati attraverso la piattaforma informatica presente sul nostro sito https://www.clickinail.it/) e infine alla rendicontazione. Con il bando inail del 2021 sono stati finanziati progetti per conto dei nostri clienti per oltre Euro 3.000.000 su tutto il territorio nazionale.

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La supertassa coprirà il bonus da 200 euro

31,5 milioni di italiani sono i destinatari dell’indennità una tantum da 200 euro. Servirà per mitigare il rialzo dei prezzi e costerà allo Stato 6,3 miliardi di euro. I 200 euro arriveranno anche ai lavoratori autonomi e ai professionisti, ma le modalità e la platea saranno definite entro 30 giorni da un decreto del ministero del Lavoro. È quanto prevede il decreto Aiuti, che è stato bollinato dalla Ragioneria dello Stato e che sarà pubblicato in Gazzetta Ufficiale. Il contributo straordinario a carico dei produttori, importatori e rivenditori di energia elettrica, di gas e di prodotti petroliferi viene aumentato dal 10% al 25%, con un acconto pari al 40% da versare entro il 30 giugno e il saldo entro il 30 novembre 2022. La tassa darà un gettito di 6,5 miliardi nel 2022. Il dl punta forte sui rigassificatori galleggianti per la diversificazione dell’approvvigionamento. Essi «costituiscono interventi strategici, indifferibili e urgenti» e per la loro realizzazione saranno nominati uno o più commissari straordinari di governo. Il Fondo del ministero dell’Economia per l’avvio di opere indifferibili avrà una dotazione di 7,5 miliardi fino al 2026. Allo stanziamento potranno accedere anche gli interventi previsti dal Pnrr. Questi aiuti potranno essere erogati pure al commissario straordinario per il Giubileo 2025 di Roma, alla società Infrastrutture Milano Cortina 2020-2026 per le olimpiadi invernali e all’Agenzia per la coesione territoriale per i Giochi del Mediterraneo di Taranto 2026.

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Sicurezza sul lavoro: Aumentano i controlli con rischio chiusura per chi non è in regola

Vediamo chi è soggetto alla normativa in materia di Sicurezza e Salute nei Luoghi di Lavoro, i principali adempimenti e cosa ha stabilito l’ultima circolare dell’ispettorato del Lavoro (n. 4 del 9 dicembre 2021) al fine di uniformare i comportamenti dei vari organi ispettivi.

CHI DEVE RISPETTARE LA NORMATIVA IN MATERIA DI SICUREZZA SUL LAVORO
Le imprese soggette alla normativa in tema di Sicurezza nei luoghi di lavoro (TUSL 81/2008), sono tutte le aziende al cui interno ci siano lavoratori, a prescindere dal settore produttivo e dai rischi presenti.
Ciò che fa scattare l’applicazione della norma è la presenza anche di un solo lavoratore a prescindere dal tipo di rapporto contrattuale. Quindi se hai anche un solo apprendista, un tirocinante, uno stagista, se sei un’associazione di volontariato con persone che prestano come volontari la propria opera, anche tu sei soggetto ad una serie di adempimenti.

COSA DEVONO FARE LE IMPRESE IN MATERIA DI SICUREZZA SUL LAVORO
Ecco le cose fondamentali da fare, per tutte le tipologie di imprese.

1 – Redigere un DVR Documento di Valutazione dei Rischi e certificarne la data di creazione (per esempio mediante l’invio tramite PEC o mediante la sottoscrizione del documento del datore di lavoro, del responsabile del servizio di prevenzione e protezione RSPP, del rappresentante dei lavoratori RLS e del medico competente ove nominato).

2 – Informare, formare e addestrare tutti i lavoratori in materia di sicurezza, e in particolare sui rischi specifici presenti in azienda e sull’uso di attrezzature e dei dispositivi individuali di protezione

3 – Costituire il servizio di prevenzione e protezione nominandone il responsabile (RSPP) e gli addetti alla gestione dell’emergenza incendi e di primo soccorso e formare adeguatamente tutti i componenti.

Questa documentazione di base deve essere disponibile in azienda e consultabile direttamente dagli organi di controllo in fase ispettiva. È, infatti, fondamentale dare evidenza di tutto quello che in azienda è stato fatto in tema di sicurezza.
Questo aspetto è stato fortemente ribadito nell’ultima circolare dell’Ispettorato del Lavoro del 9 dicembre 2021, predisposta per dare indicazioni operative uniformi che porteranno gli organi ispettivi preposti ai controlli all’adozione di un unico provvedimento di sospensione o di un unico provvedimento di revoca.

CHI ESEGUE I CONTROLLI NELLE AZIENDE
I controlli in materia di sicurezza nei luoghi di lavoro possono essere eseguiti da:

Servizio sanitario regionale
Ispettorato del lavoro
Personale militare (ad esempio, Nas)


QUANDO SI RISCHIA LA SOSPENSIONE DELL’ATTIVITA DI IMPRESA
La circolare stabilisce di procedere alla sospensione dell’attività nei seguenti casi:

1 – Mancata elaborazione del DVR (Documento di Valutazione dei Rischi): scatta la sospensione immediata.
Qualora si affermi di custodire il DVR in un luogo diverso rispetto all’unità operativa, la sospensione sarà differita alle ore 12:00 del giorno lavorativo successivo, tempo entro il quale il datore di lavoro dovrà esibire il documento. Il provvedimento di revoca, in questo caso, sarà possibile solo nel caso in cui il DVR esibito abbia data certa anteriore alla data del provvedimento di sospensione.

2 – Per le attività obbligate alla redazione del Piano di emergenza (a titolo esemplificativo e non esaustivo: alberghi con più di 25 posti letto, attività commerciali con superficie superiore ai 400 mq, distributore di carburante) la mancata redazione del Piano di Emergenza ed evacuazione comporta la sospensione immediata dell’attività. Il provvedimento di sospensione sarà revocato solo dopo la relativa redazione ed esibizione del Piano di Emergenza.

3 – Mancata formazione e addestramento dei lavoratori in tutti i casi ove questa sia congiuntamente prevista come ad esempio per l’utilizzo di attrezzature da lavoro (ex. Art. 73 TUSL), o per i lavoratori che fanno movimentazione manuale dei carichi in modo effettivo all’interno dell’impresa. Nel caso in cui venga riscontrata la mancanza di formazione scatta il provvedimento di sospensione dell’attività, che potrà essere revocato solo se si dimostra la prenotazione della formazione. Fino a quando il lavoratore non sarà formato, dovrà comunque essere adibito a mansioni diverse.

4 – La mancata costituzione del Servizio di Prevenzione e Protezione, la mancata nomina del Responsabile del Servizio di Prevenzione e Protezione e la relativa comunicazione al Rappresentante dei Lavoratori per la Sicurezza comportano la sospensione dell’attività. La revoca di tale provvedimento ci sarà solo a seguito della costituzione del Servizio, della nomina dell’RSPP, ovvero della preventiva informazione al Rappresentante dei lavoratori.

5 – L’omessa vigilanza in ordine alla rimozione o modifica dei dispositivi di sicurezza, segnalazione o di controllo porta alla sospensione se in sede di controllo vengono riscontrate la rimozione o la modifica di tali dispositivi. Il provvedimento scatta a prescindere senza la necessità di verificare chi sia il soggetto che li abbia modificati o rimossi.

Attenzione: Oltre alla sospensione dell’attività gli organi ispettivi applicheranno anche le sanzioni specifiche previste per ogni singolo illecito.

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Società Autostrade iscrive UESE ITALIA all’albo fornitori

La direzione di UESE ITALIA ha ricevuto un’altro accredito importante, che si aggiunge ai tanti degli ultimi mesi. Sempre di più orientata e a supporto di grandi gruppi industriali, la versalità dell’azienda veneta consente di assistere clienti di piccole e grandi dimensioni, aziende pubbliche e private, garantendo lo stello livello e standard qualitativi per tutti. “UESE ITALIA vuole essere ancor di più un punto di riferimento per le aziende del Nord-Est, ma anche per i grandi gruppi industriali italiani ed esteri”, gli ultimi impegni e successi internazionali, posizionano la società in più nazioni a fianco di piccoli e medi imprenditori, ma anche di strutture pubbliche garantendo loro digitalizzazione, informazione e formazione, internazionalizzazione.

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UESE ITALIA acquista il controllo della società leader italiana della gestione e monitoraggio dei buoni pasti nella pubblica amministrazione

Siglato l’accordo per l’acquisizione fino al 100% delle quote societarie della società veneta Mens Mensae Srl, proprietaria del marchio “B.P.S. – Pastel” leader nella gestione del rilevamento presenza ai pasti, presente sia nel pubblico che nel privato. UESE ITALIA S.p.A., già di supporto per la Mens Mensae, quale Ente di certificazione dei processi e della qualità del servizio erogato, ha concluso l’acquisizione per meglio posizionarsi nell’ambito dei servizi al pubblico, ma anche perché da anni è impegnata nella ricerca e offerta di soluzioni di pagamento alternative. Con 8 milioni di buoni pasto gestiti nel 2021 e circa 10 milioni previsti per il 2022, il software “B.P.S. – Pastel” di Valentino Callegari è l’unico ad aver ottenuto la certificazione ISO/IEC 27001:2013, lo standard internazionale che descrive le best practice per un ISMS (sistema di gestione della sicurezza delle informazioni, anche detto SGSI, in italiano). Utilizzato già dai maggiori gruppi Italiani, come COOP, SISAL e Lottomatica è ormai collaudatissimo e apprezzato da migliaia di famiglie italiane. “La semplicità è il comun denominatore di tutti i servizi che offriamo, siano essi principali (rilevamento presenze ai pasti) che secondari (trasporto, rette scolastiche, campi estivi, pre e post scuola, ecc.) hanno voluto sottolineare i due manager che hanno concluso la vendita Giuseppe Izzo e Valentino Callegari, i rispettivi amministratori delle società coinvolte. “Noi offriamo servizi costruiti sulle esigenze specifiche della pubblica amministrazione e ci facciamo carico del 100% dell’operatività ormai da anni con successo” orgoglioso del lavoro svolto ha commentato Callegari. Da sempre il cliente principale di  Mens Mensae è la pubblica amministrazione, ma il servizio è stato acquistato da società di catering, Banche per migliorare il servizi di Tesoreria, Comitati genitori etc…. Con l’acquisizione di UESE ITALIA della società si punterà all’integrazione dei servizi di B.P.S. – Pastel con i micropagamenti, anche attraverso l’uso di strumenti finanziari e di pagamento. Servizi, tesi a migliorare e consolidare il rapporto degli utenti con la pubblica amministrazione.

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Visa e Mastercard lasciano completamente la Federazione Russa e interrompono le transazioni

I servizi di pagamento Visa e Mastercard hanno annunciato che smetteranno completamente di funzionare in Russia e interromperanno tutte le transazioni con carta nei prossimi giorni.

Lo riferiscono i servizi stampa delle aziende.

Visa ha detto che la decisione era già entrata in vigore. Le aziende impiegheranno alcuni giorni per interrompere tutte le transazioni. Al termine, tutte le transazioni avviate con carte Visa emesse in Russia non funzioneranno più al di fuori del Paese e tutte le carte Visa emesse da banche al di fuori della Federazione Russa non funzioneranno più nella Federazione Russa.

“Siamo costretti ad agire dopo l’invasione ingiustificata dell’Ucraina da parte della Russia e gli eventi inaccettabili a cui abbiamo assistito”, ha affermato El Kelly, presidente e CEO di Visa Inc. “Ci rammarichiamo per l’impatto che questa decisione avrà sui nostri colleghi, clienti, partner e titolari di carte che serviamo in Russia. Ma questa guerra e la minaccia alla pace richiedono che agiamo in conformità con i nostri valori”.

Mastercard ha anche affermato che le carte emesse dalle banche russe non saranno più supportate dalla rete Mastercard. Tutte le carte emesse al di fuori del paese non funzioneranno presso i venditori russi o gli sportelli automatici.

Allo stesso tempo, la russa Sberbank ha riferito che le carte emesse in Russia continueranno a funzionare nel territorio del paese aggressore.

Ti ricordiamo :

Il giorno prima Mastercard e Visa hanno bloccato l’accesso al sistema di pagamento delle banche russe soggette a sanzioni UE e USA.