Cura Italia, è in vigore il maxi decreto per l’emergenza Coronavirus

Sostegno economico per famiglie, imprese, autonomi e liberi professionisti. Ecco i punti salienti del decreto Cura Italia: ma non sarà l’ultimo. C’è un nuovo modulo di autocertificazione per spostamenti

Articolo pubblicato il 16/3/2020 e aggiornato al 18/3/2020

C’è la firma del presidente Sergio Mattarella al maxi decreto Cura Italia, pubblicato in GU (vedi qui il decreto) e già in vigore. “Lo Stato c’è e le misure che abbiamo varato a favore delle imprese, delle famiglie, dei liberi professionisti e dei lavoratori ne sono una chiara testimonianza. Si tratta di una manovra economica poderosa. Possiamo davvero parlare di Modello Italia”. Così Giuseppe Conte, Presidente del Consiglio, ha presentato il maxi decreto “Cura Italia”. Subito in campo 25 miliardi di euro per arginare l’emergenza sanitaria ed economica che sta interessando il nostro Paese a seguito della pandemia da CoronavirusEcco una panoramica dei principali interventi del Governo.

Segnaliamo che il governo ha messo a punto un nuovo modulo di autocertificazione in cui si dichiara di non essere in quarantena, il modulo è disponibile al download in fondo a questo articolo.

Rinvio della dichiarazione annuale Iva

Il quinto decreto legge da quando è iniziata l’emergenza Coronavirus dedica ampio spazio a famiglie ed aziende, cercando di garantire loro liquidità immediata. Il primo passo è stato sospendere tutti gli adempimenti fiscali e contributivi in scadenza proprio il 16 marzo. L’appuntamento è rinviato a venerdì 20 marzo. Imprese, autonomi e liberi professionisti che sono sotto i 2 milioni di ricavi potranno invece saldare le ritenute, l’Iva annuale e mensile, nonché i contributi previdenziali e quelli Inail, il prossimo 31 maggio. Con pagamento in unica soluzione o rateizzabile in 5 rate.

Il decreto rinvia poi al 30 giugno anche tutti gli adempimenti tributari, diversi dai versamenti e diversi dall’effettuazione delle ritenute alla fonte e delle trattenute relative all’addizionale regionale e comunale, che ricadono dall’8 marzo al 31 maggio 2020. Il caso più lampante è quello della dichiarazione annuale Iva. Restano esclusi dal rinvio le comunicazioni dei dati relativi al 730 precompilato come quelle degli oneri detraibili in scadenza il 31 marzo.

I congedi parentali nel Cura Italia

Importanti anche le misure per le famiglie. Arrivano i congedi per i genitori con figli sotto i 12 anni costretti a casa dalla chiusura delle scuole potranno usufruire di congedi in validità dal 5 marzo. L’indennità sarà di massimo 15 giorni da utilizzare tra mamma e papà non contemporaneamente, per un importo pari al 50% della retribuzione. Nessun limite di età in caso di figli disabili.

Il decreto prevede anche un congedo speciale non retribuito ai dipendenti con figli tra 12 e 16 anni. In alternativa ai congedi parentali, i genitori lavoratori dipendenti con figli sotto i 12 anni potranno richiedere i voucher baby-sitter. Il bonus per l’acquisto di servizi di baby-sitting è previsto nel limite massimo complessivo di 600 euro, da erogare utilizzando il libretto famiglia. Il valore del voucher sale a 1000 euro per medici, infermieri, tecnici sanitari e ricercatori. Sempre per le famiglie, ecco il rinvio del pagamento dei contributi Inps per il lavoro domestico. Il pagamento dei contributi Inps in scadenza dal 23 febbraio al 31 maggio infatti potrà essere effettuato dopo il 10 giugno. Al netto di sanzioni e interessi.

Sospensione delle rate del mutuo

Il provvedimento contempla la sospensione delle rate del mutuo sulla prima casa per chi è in difficoltà economica. Misura che coinvolge anche agli autonomi. In particolare, la sospensione è prevista per le partite Iva che dimostrino di aver perso, in un trimestre successivo al 21 febbraio 2020, oltre il 33% del proprio fatturato rispetto all’ultimo trimestre 2019. La misura sarà in vigore per 9 mesi e non prevede obbligo di presentazione dell’Isee. A disposizione ci sono 500 milioni.

La cassa integrazione in deroga

Il Governo destina quasi 5 miliardi per gli ammortizzatori sociali. Torna la cassa integrazione in deroga per tutti i lavoratori di imprese, comprese le “micro” fino a 5 dipendenti, incluso il settore agricolo. Il sussidio assicurerà fino a nove settimane di integrazione salariale. Si rafforza anche il Fondo di integrazione salariale (il Fis), un altro strumento di sostegno al reddito in caso di cessazione o sospensione dell’attività lavorativa, rivisitato dalla riforma del 2015. Altro capitolo importante, la cassa integrazione ordinaria: introdotta una causale unica speciale, “emergenza Covid-19”, per snellire e velocizzare le procedure di accesso.

Cura Italia e il no ai licenziamenti

Per i prossimi due mesi le aziende non potranno licenziare sulla base del “giustificato motivo oggettivo” (crollo ordini, chiusura di un reparto per casi di contagio eccetera). E ancora: chi assiste persone disabili potrà chiedere fino a 24 giorni in più di permesso, sempre nei prossimi due mesi. I permessi previsti dalla legge 104 potranno aumentare di 12 giorni sia nel mese di marzo che nel mese di aprile. Previsto anche un premio di 100 euro ai lavoratori dipendenti, pubblici e privati, che hanno continuato a lavorare nella sede di lavoro. Il premio, attivo per il mese di marzo, spetterà a chi guadagna sino a 40 mila euro all’anno e sarà esentasse.

In arrivo 3 miliardi per le imprese

Arriva un sostegno concreto per le PMI. Il fondo di garanzia sarà ampliato di 1 miliardo. Ma non solo: nei prossimi 9 mesi, la garanzia massima per singola impresa sarà elevata a 5 milioni di euro. Inoltre, le micro e piccole imprese usufruiranno di una clausola per salvare i fidi e per sospendere il pagamento delle rate di mutui e finanziamenti fino al 30 settembre 2020. Per le aziende più grandi, invece, la Cassa depositi e prestiti garantirà finanziamenti per un importo fino a 10 miliardi. Il tutto, con uno stanziamento pubblico di 500 milioni. Le garanzie statali a sostegno della moratoria delle banche alle imprese toccheranno quota 1,73 miliardi di euro, oltre che un sostegno fiscale alla cessione dei crediti deteriorati.

Risparmiatori e Alitalia

I risparmiatori danneggiati dalle crisi bancarie potranno far slittare al 18 giugno (anziché 18 aprile) la presentazione delle domande per il Fondo di indennizzo. Inoltre, previsto un anticipo del 40% dell’indennizzo concordato per chi ha la pratica già conclusa. Il decreto dà anche il via libera alla creazione di una Newco pubblica per Alitalia. Sul piatto vengono messi 200 milioni per il Fondo di solidarietà per il settore aereo. Risorse che finanzieranno gli ammortizzatori sociali, inclusi quelli per Air Italy.

Cura Italia e i fondi per produrre mascherine

Il decreto stanzia 50 milioni e prevede che Invitalia, in qualità di soggetto gestore delle principali agevolazioni nazionali alle imprese, è autorizzata a erogare finanziamenti a fondo perduto o contributi in conto gestione, nonché finanziamenti agevolati, alle imprese che producono dispositivi di protezione individuale e medicali. Il tutto per assicurarne l’adeguata fornitura nel periodo di emergenza.