Coronavirus, niente aiuti Ue senza sacrifici: Germania e Olanda dicono no a Italia e Spagna

Attivare gli eurobond nell’ambito del controverso Mes, il Meccanismo europeo di stabilità, ma senza i paletti dell’austerity, ossia senza un memorandum che obblighi i Paesi che richiedono il suo aiuto a misure lacrime e sangue. Evitando, in altre parole, scenari simili a quelli visti in Grecia con la Troika. E’ quanto chiedono Italia e Spagna per fronteggiare la nuova crisi economica scatenata dalla pandemia di Covid-19, ma alla prima teleconferenza tra i ministri delle Finanze Ue, Germania e Olanda si sono opposti a questa idea: che siano ‘coronabond’ con o senza Mes, per Berlino e L’Aja non è possibile concedere aiuti senza condizioni. La Germania non si piega neanche d’avanti ai morti.

E’ quanto emerso al termine della riunione ‘virtuale’ dell’Ecofin del 23 marzo. Secondo quanto avrebbe riferito il ministro Roberto Gualtieri dopo l’incontro con i colleghi europei, l’Italia, come la maggior parte dei Paesi e istituzioni Ue, avrebbe chiesto l’uso di tutte le risorse disponibili a livello europeo, comprese (ma non solo) quelle del Mes attraverso l’emissione di eurobond, senza alcuna condizionalità se non il loro uso per contrastare il coronavirus, ma il fronte degli Stati più favorevoli all’austerity, che ha già dovuto cedere su Patto di stabilità e nuovo bazooka della Bce, non è intenzionato a cedere sull’ultimo baluardo di rigore rimasto. “L’Olanda è impegnata ad assicurare che una forma appropriata di condizionalità sia rispettata per ogni strumento utilizzato, come richiesto dall’attuale Trattato del Mes”, ha fatto sapere il ministro olandese, riassumendo la posizione di questo fronte.

“Non siamo intenzionati a utilizzare il Mes sulla base dell’attuale quadro regolatorio, le condizioni attuali non sono accettabili”, avrebbe detto invece il premier Giuseppe Conte, che deve fare i conti anche con le resistenza interne alla sua maggioranza, per la precisione il M5s, che non vuole sentire proprio parlare di Mes. Per i 5 stelle, come per il centrodestra, bisogna puntare al massimo sugli eurobond, ribattezzati per l’occasione ‘coronabond’, ma senza che si passi dal Mes. Una prospettiva che non sembra essere stata neppure presa in considerazione al tavolo delle trattative tra gli Stati membri, se non nel lungo periodo. In ogni caso, una misura del genere, richiederebbe l’emissione di un debito comune, ossia che ogni Paese metta il suo contributo finanziario a garanzia dei bond (anche perché, se l’Italia lo facesse da sola, non avrebbe spazi di bilancio sufficienti a indebitarsi ulteriormente). Anche in questo caso, pero’, Germania e Olanda non intendono aprire i portafogli senza imporre delle condizionalità.

Per Italia e Spagna, le posizioni di austerity non terrebbero conto della situazione di emergenza in cui si trova l’intera Unione europea, e non solo i Paesi attualmente più colpiti dall’epidemia. A differenza di quanto avvenne con la Grecia (e in seguito con la stessa Spagna), il Mes non sarebbe attivato per un solo Stato (o per un gruppo di Stati), ma per tutta l’Unione. E questo perché non siamo di fronte a una crisi dettata da errori interni alla governace economica di un Paese, ma da un fattore esterno, la pandemia di Covid-19, che riguarda tutti. Ecco perché qualsiasi aiuto in tal senso dovrebbe limitarsi a una sola condizione: che le risorse attivate siano usate per fronteggiare le conseguenze ecnomiche del coronavirus. Anche la Francia sarebbe d’accordo con questa visione e starebbe cercando di mediare.

MES: Pericolo default per l’Italia di Luigi Del Giacco

In un’intervista al Financial Time il premier Giuseppe Conte ha chiesto all’Ue di usare “tutta la potenza di fuoco” del fondo di salvataggio da 500 miliardi di euro per affrontare la crisi economica del continente. In un’intervista al Financial Times, Conte mette in evidenza come la “politica monetaria da sola non possa risolvere tutti i problemi” di uno “choc globale senza precedenti”. Secondo Conte è quindi il momento di usare il Meccanismo Europeo di Stabilità per offrire linee di credito di emergenza ai paesi, ma effettivamente come funziona il Meccanismo Europeo di Stabilità? Dovete pensare ad una sorta di banca in cui tutti gli stati convogliano dei versamenti e che, nel momento in cui uno Stato si trova in difficoltà, elargisce una sorta di “prestito” con l’applicazione di condizioni specifiche.

Quando un privato cittadino o un’azienda si reca in banca per un finanziamento, ne viene verificata la solvibilità e vengono chieste delle garanzie, le quali intervengono qual’ora non si riesca a rifondere il prestito. Nel caso del MES le garanzie sono gli obblighi per lo Stato che ne beneficia di attivare tutta una serie di comportamenti di macroeconomia rigorosi, che vanno dal rispetto dei parametri di indebitamento sino ad arrivare a veri e proprie azioni sanzionatorie.

All’art.4 che disciplina il MES è previsto addirittura che nel caso di mancato pagamento nel rifondere il debito siano sospesi “tutti i diritti di voto dello Stato membro “per tutta la durata dell’inadempienza.

Due sono gli aspetti che mi permetto di evidenziare:

  1. Siamo di fronte ad un’assenza completa del Parlamento che è centrale nel controllo del lavoro dell’Esecutivo. Di fatto abbiamo trasformato il nostro ordinamento da Democrazia Parlamentare a Premierato, con una semplice emergenza sanitaria. Quindi l’organismo parlamentare deve immediatamente tornare ad esercitare la propria funzione

  2. Tutte le società di rating danno una previsione ad oggi di un calo del PIL annuo del -3,4% , consegnando di fatto l’Italia alla recessione strutturale, ben diversa da quella congiunturale . Questo dato comporta una necessità di iniezione di svariati miliardi di euro che in caso di attivazione dell’attuale meccanismo del MES, renderebbero di fatto l’Italia ostaggio dei mercati finanziari, ma soprattutto porterebbero alla necessità di appesantimento della pressione fiscale a venire, con aggravio economico. L’Italia è un Paese che ha problemi strutturali pesanti , non pensiamo a crescite negli anni successivi importanti

Questa piccola analisi vuol essere uno spunto nel riflettere bene di quali possano essere le conseguenze di un’azione tale, a meno che il MES attuale non venga modificato ed adattato all’attuale situazione di emergenza.

Le conseguenze potrebbero essere impattanti sulla nostra economia tali per cui un impegno secondo le attuali regole, potrebbe portarci ad una situazione molto simile alla Grecia, entrando in uno stato di default, con tutto ciò che ne consegue.

Mia opinione che si cammini un po’ a ranghi sparsi e che questo coronavirus abbia infettato la struttura europea, mettendo in evidenza tutti gli aspetti deficitari di un’organizzazione entrata in una fase di piena implosione. Il paradosso che la Cina si è subito presentata al nostro capezzale la dice lunga sullo stato dell’Unione Europea e dei nuovi equilibri che si potrebbero instaurare a livello internazionale.

Luigi Del Giacco