Amministratore di condominio (CN)

811,48

Descrizione

“Abilitante alla professione ai sensi della legge dell’ 11.12.2012 n.220 ed al Decreto del Ministero della Giustizia n.140”

La materia condominiale, già disciplinata nel codice civile del 1942, è stata interessata da un
recente intervento normativo (legge 11 dicembre 2012 n. 220 e Decreto del Ministero della
Giustizia n.140 pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale, che dà attuazione al D.L. n. 145/2013 (art. 1,
co. 9, lett. a) convertito in L. n. 9/2014), il quale ha modificato organicamente gran parte della sua
disciplina originaria. Tale intervento ha richiesto una maggiore specializzazione all’amministratore
di condominio, il quale è tenuto ad operare utilizzando strumenti giuridici di maggiore complessità.
Il mutato contesto normativo impone, quindi, una formazione specialistica per l’amministratore
di condominio, formazione che non può più limitarsi all’analisi della normativa propriamente
condominiale, ma che deve abbracciare trasversalmente tutti gli istituti giuridici che possono
interessare il condominio.
In tale contesto, il corso si struttura idealmente in due parti. Nella prima verranno analiticamente
trattati tutti i profili che sottendono all’amministrazione condominiale, partendo dai profili strutturali
del condominio sino a quelli funzionali che, più direttamente, interessano la gestione condominiale.
La seconda parte del corso verrà invece rivolta allo studio della prospettiva contrattuale, sia in
termini generali che attraverso un’ analisi specifica delle fattispecie contrattuali che maggiormente
interessano il condominio.
Altra tematica affrontata, la cui centralità nell’attuale contesto giuridico è ormai a tutti nota,
riguarda la mediazione civile e commerciale, con specifico riguardo al condominio. La mediazione
costituisce, oggi, un valido strumento di deflazione del contenzioso, in grado di fornire una rapida
soluzione alle controversie tra privati, caratteristica che la rende particolarmente utile in un settore
come quello condominiale che viene tradizionalmente definito ad “alta litigiosità”.