Incarichi

Disponiamo di tecnici abilitati a ricoprire il ruolo di RSPP Responsabile del Servizio di Prevenzione e Protezione all'interno della tua azienda. Chiamaci per avere maggiori informazioni!

Informazioni sul RSPP

Si tratta del professionista esperto in Sicurezza designato dai datori di lavoro per gestire e coordinare le attività del Servizio di Prevenzione e Protezione (SPP), ovvero l'insieme delle persone, sistemi e mezzi esterni o interni all’azienda finalizzati all’attività di prevenzione e protezione dai rischi professionali per i lavoratori. La nomina del RSPP è un obbligo a carico del datore di lavoro sancito dal D.lgs. 81/08 art.17 comma 2 (ex Legge 626).

UESE ITALIA, può offrire il servizio di Responsabile del Servizio di Prevenzione e Protezione esterno (RSPP esterno), ed è in grado di seguirvi in ogni fase del processo di organizzazione della sicurezza dando supporto all'azienda e al datore di lavoro. L'incarico prevede: L’analisi dei rischi e l'individuazione delle misure per la sicurezza e la salubrità degli ambienti di lavoro; Predisposizione, in collaborazione con il datore di lavoro ed il Medico Competente, del Documento di Valutazione dei Rischi; l’elaborazione delle misure di sicurezza preventive e protettive ed i sistemi di controllo di tali misure; l’elaborazione delle procedure di sicurezza per le varie attività aziendali; programmi di informazione e formazione dei lavoratori, come previsto dagli artt.36,37 del D.Lgs.81/08; partecipazione alla riunione periodica in materia di tutela della salute e di sicurezza di cui all'art. 35 del Decreto 81/08

Richiedi la Sorveglianza Sanitaria e la nomina del Medico Competente per la tua azienda! UESE ITALIA offre un servizio completo sulla sorveglianza sanitaria grazie all'ausilio di Medici del lavoro regolarmente iscritti nell'elenco ministeriale. Le visite vengono effettuate sia in sede che presso le aziende.

Prestazioni e servizi di sorveglianza sanitaria:

  • Nomina del Medico Competente
  • Visita medica generale
  • Visita ergoftalmologica
  • Spirometria
  • Analisi ematochimiche
  • Esame audiometrico
  • Elettrocardiogramma
  • Alcool test CDT
  • Drug test
  • Vaccinazioni
  • Corsi di primo soccorso

Informazioni sulla Sorveglianza Sanitaria

La sorveglianza sanitaria rappresenta una delle misure generali di tutela per la protezione della salute dei lavoratori esposti a rischi professionali in grado di determinare l’insorgenza di effetti dannosi. In particolare è l’insieme degli atti medici, finalizzati alla tutela dello stato di salute e sicurezza dei lavoratori, in relazione all’ambiente di lavoro, ai fattori di rischio professionali e alle modalità di svolgimento dell’attività lavorativa, come definito all’art. 2, lettera m del D.Lgs.81/08. Gli obiettivi della sorveglianza sanitaria sono la tutela dello stato di salute e sicurezza dei lavoratori attraverso:

  • Valutazione della compatibilità tra condizioni di salute e compiti lavorativi.
  • Individuazione degli stati di ipersuscettibilità individuale ai rischi lavorativi.
  • Verifica dell’efficacia delle misure di prevenzione dei rischi attuate in azienda.

Il fine del servizio di sorveglianza sanitaria è quindi quello di monitorare e migliorare il benessere dei dipendenti, accertandone periodicamente le condizioni fisiche e, soprattutto, valutando l'idoneità alla mansione alla quale sono destinati. Di norma gli accertamenti periodici del servizio di sorveglianza sanitaria sul lavoro hanno cadenza annuale. Altri accertamenti sono invece preventivi, per controllare l'assenza di controindicazioni per lo svolgimento del lavoro. Ogni esito derivante dalla sorveglianza sanitaria dovrà essere allegato alla cartella sanitaria di rischio, specificando l'idoneità e le eventuali limitazioni e prescrizioni. In ogni caso, il medico competente dovrà informare datore di lavoro e lavoratore di ogni valutazione effettuata. Il medico competente, è quindi la figura indicata nel d.lgs 81/08 che si occupa della sorveglianza sanitaria all’interno dell’azienda; rappresentata da un professionista che svolge un ruolo importantissimo nella diagnosi, prevenzione e cura per la salute e la sicurezza sul lavoro nelle aziende. Viste le sue funzioni e responsabilità, il medico competente deve essere in possesso di un’adeguata formazione, in grado di consentirgli un’attenta valutazione dei rischi come, per esempio, la valutazione del rischio stress lavoro correlato. Sempre secondo quanto disciplinato dal D. lgs. 81/08, il medico competente non può essere un dipendente di strutture pubbliche assegnato a uffici che svolgono attività di vigilanza e deve avere una specializzazione in medicina del lavoro o affini. Il medico competente certifica l’idoneità lavorativa del personale attraverso varie fasi che cominciano con l’istituzione della cartella sanitaria e di rischio (art. 25, comma 1 lettera b, lettera m D.Lgs. 81/08), dove sono annotate le condizioni psicofisiche di ogni lavoratore, compresi i risultati degli accertamenti strumentali, di laboratorio e specialistici, eventuali livelli di esposizione professionale individuali forniti dal Servizio di prevenzione e protezione(come suggerito all’allegato n 3A, nonché il giudizio di idoneità. Accertamenti sanitari specialistici (art. 25, comma 1 lettera b, lettera m D.Lgs. 81/08) Gli accertamenti sanitari specialistici, sono previsti per i lavoratori in funzione dei rischi specifici presenti in azienda e tenendo in considerazione gli indirizzi scientifici più avanzati. Giudizio di idoneità Gli accertamenti sanitari effettuati dal medico competente sono finalizzati ad esprimere un giudizio di idoneità alla mansione specifica assegnata al lavoratore da parte del datore di lavoro.

Il servizio è erogato attraverso nostri partners tra cui annoveriamo PolisMedica

Disponiamo di tecnici abilitati a ricoprire il ruolo di Coordinatore della Sicurezza nei cantieri in fase di progettazione ed esecuzione.

Informazioni sul Coordinatore della Sicurezza

Allo scopo di rendere possibile la pianificazione della sicurezza e quindi integrarla al progetto dell’opera, nonchè per garantire la concreta attuazione delle misure di prevenzione e protezione durante l’esecuzione dei lavori, il D.Lgs. 81/08 prevede l’apporto di professionalità specifiche ed adeguatamente formate: il Coordinatore per la progettazione e il Coordinatore per l’esecuzione. La nomina dei coordinatori è obbligatoria nei cantieri in cui è prevista la presenza di più imprese. I suoi compiti sono:

  • la redazione del PSC (Piano di Sicurezza e Coordinamento)
  • la predisposizione del Fascicolo della Manutenzione Inoltre, deve vigilare, tramite opportune azioni di coordinamento e controllo, l’applicazione da parte delle imprese esecutrici e dei lavoratori autonomi delle disposizioni contenute nel piano di sicurezza e coordinamento. E' praticamente il "Direttore della Sicurezza del cantiere".

Quella del coordinatore della sicurezza è quindi una figura professionale importantissima, che riguarda in dettaglio la sicurezza sul lavoro e la regolarità dei cantieri temporanei e mobili; è una figura chiave, che si trova nella posizione intermedia, di ponte, tra i committenti e i progettisti ai quali spetta la prima e indispensabile pianificazione e organizzazione della sicurezza in cantiere, le ditte sul campo e gli operai. UESE ITALIA, garantisce appunto, l’assunzione di questo incarico fondamentale.

SERVIZI FORNITI CON LA NOMINA

La nomina dei coordinatori è obbligatoria nei cantieri in cui è prevista la presenza di più imprese. I suoi compiti sono:

  • La redazione del PSC (Piano di Sicurezza e Coordinamento)
  • La predisposizione del Fascicolo della Manutenzione Inoltre, deve vigilare, tramite opportune azioni di coordinamento e controllo, l’applicazione da parte delle imprese esecutrici e dei lavoratori autonomi delle disposizioni contenute nel piano di sicurezza e coordinamento. E' praticamente il "Direttore della Sicurezza del cantiere".

APPROFONDIMENTI SULLA FIGURA DEL COORDINATORE

Il Coordinatore, ai sensi dell'art. 92 comma 1 lettere d-e-f, del D.lgs. 81/2008, ha l'obbligo di controllare il rispetto del piano di sicurezza da parte delle Imprese e dei lavoratori autonomi e di proporre al Committente o al responsabile dei lavori (negli appalti pubblici è il responsabile del procedimento) la sospensione dei lavori o addirittura di sospendere direttamente i lavori in caso di pericolo grave ed imminente: il Coordinatore della sicurezza in fase di progettazione e il Coordinatore per l’esecuzione. Il coordinatore della Sicurezza verifica, con opportune azioni di coordinamento e controllo, l'applicazione, da parte delle imprese esecutrici e dei lavoratori autonomi, delle disposizioni loro pertinenti contenute nel piano di sicurezza e di coordinamento. Con riferimento allo sviluppo dei lavori ed agli eventuali cambiamenti pervenuti in corso d’opera, tenendo conto i suggerimenti delle imprese esecutrici volti a migliorare la sicurezza in cantiere, nonché verificare che le imprese esecutrici adattino, se necessario, i propri piani operativi di sicurezza. Il Coordinatore della sicurezza organizza tra i datori di lavoro, ivi compresi i lavoratori autonomi, la cooperazione ed il coordinamento delle attività nonché la loro reciproca informazione, dopo aver verificato in via preliminare i requisiti tecnico-professionali delle imprese affidatarie ed esecutrici. Nel caso in cui il committente o il responsabile dei lavori non adotti alcun provvedimento in merito alla segnalazione, senza fornire idonea motivazione, il coordinatore per l'esecuzione provvede a dare comunicazione dell'inadempienza alla azienda unità sanitaria locale territorialmente competente e alla direzione provinciale del lavoro”.

I nostri tecnici qualificati potranno garantire l'igiene alimentare all'interno della tua attività!

Chiamaci subito per un preventivo e per avere tutte le informazioni sulle procedure HACCP

personale alimentaristaPerché un consulente HACCP?

La figura del consulente Haccp, permette di orientarsi meglio nella normativa che regola la tutta filiera alimentare. È una figura utilissima, nella scelta degli accorgimenti utili alla tutela della sicurezza degli alimenti trattati e venduti nella propria attività, e per la salute dei propri clienti. Il consulente HACCP, può essere quindi una valida guida. UESE ITALIA si offre ad osservare direttamente l’ambiente di lavoro, analizzarne i rischi, individuare i punti critici sui quali agire, scegliere e identificare le migliori misure di reazione e prevenzione, per utilizzare al meglio il proprio manuale HACCP.

Il Data Protection Officer (DPO) o, per meglio dire, il Responsabile della Protezione dei Dati (RPD), è una nuova figura professionale che va ad inserirsi nel panorama dei consulenti aziendali sempre più proiettati ad una totale compliance in materia di sicurezza nelle aziende.

Il DPO (Data Protection Officer) sarà quindi un manager ma anche obbligatoriamente dovrà avere approfondite conoscenze sia in campo normativo sia in materia di sicurezza informatica.

Le attività del DPO potranno comprendere anche le attività già previste per il ruolo di responsabile privacy.

REQUISITI DEL DPO

I requisiti del DPO, Responsabile della protezione dei dati personali, nominato dal titolare del trattamento o dal responsabile del trattamento, dovranno essere:

  • 1. possedere un'adeguata conoscenza della normativa e delle prassi di gestione dei dati personali;
  • 2. adempiere alle sue funzioni in piena indipendenza ed in assenza di conflitti di interesse;
  • 3. operare alle dipendenze del titolare o del responsabile oppure sulla base di un contratto di servizio.

Il titolare o il responsabile del trattamento dovranno mettere a disposizione del Responsabile della protezione dei dati personali le risorse umane e finanziarie necessarie all’adempimento dei suoi compiti.

COME SCEGLIERE UN DPO

Il DPO deve avere esperienza e competenze professionali nella protezione dei dati e una profonda conoscenza del regolamento sulla protezione dei dati.

Il livello richiesto di competenza non è strettamente definito, ma deve essere commisurato con la sensibilità e la quantità di dati organizzativi da processare.

Il DPO ha bisogno di essere abile nello sviluppare e implementare le pratiche di protezione dei dati in ambiti che richiedono un'ottima gestione del cambiamento.

Un DPO riferisce alla direzione, ma deve lavorare in modo indipendente. Egli deve essere coinvolto in tutte le aree di protezione dei dati all'interno dell'organizzazione in cui lavora, e deve essere informato di tutti i problemi di elaborazione dei dati e protezione degli stessi in modo tempestivo.

Il DPO è, ovviamente, la persona che dirige e supervisiona tutte le attività di protezione dei dati all'interno di una società. Egli elabora le politiche e le procedure che portano l'organizzazione ad agire in conformità con il regolamento, controlla l'attuazione di tali politiche, assicura che tutto il personale sia pienamente consapevole per quanto riguarda i dati che si proteggono, assegna le responsabilità e gestisce le richieste degli utenti in materia dei dati personali.

Il DPO ed è il punto di contatto principale per le autorità di vigilanza. Il DPO è anche responsabile per il monitoraggio, la notifica e la comunicazione delle eventuali violazioni dei dati personali (come indicato negli articoli 31 e 32), oltre ad offrire la documentazione pubblica e rispondere allle richieste dei regolatori per quanto riguarda la sottrazione, la distruzione e l'accessibilità dei dati.

COMPITI DEL DPO

I compiti del DPO sono:

  • Informare il titolare e gli incaricati, circa gli obblighi derivanti dai dati trattati;
  • Monitorare l’implementazione ed applicazione delle politiche adottate dal titolare in materia di protezione dei dati, assegnazione delle responsabilità, formazione delle risorse umane (in materia di protezione dei dati) ed in materia di verifiche derivanti da quanto sopra;
  • Assicurare che la “documentazione” di cui ai precedenti punti (l’equivalente del nostro DPS) sia redatta ed efficacemente aggiornata. Vengono riconosciuti importanti principi come l'accountability, ovvero un obbligo del rendiconto delle attività che incidono sulla protezione dei dati personali ma in un'ottica proattiva, per esempio il considerando n. 74 asserisce che "il titolare del trattamento dovrebbe essere tenuto a mettere in atto misure adeguate ed efficaci ed essere in grado di dimostrare la conformità delle attività di trattamento con il presente regolamento, compresa l'efficacia delle misure", inoltre, è previsto che "Per dimostrare che si conforma al presente regolamento, il titolare del trattamento o il responsabile del trattamento dovrebbe tenere un registro delle attività di trattamento effettuate sotto la sua responsabilità" (considerando n. 82 e art. 30). In questo contesto viene quindi previsto un obbligo di tenere un registro delle attività del trattamento dei dati personali, adempimento solo per alcuni limitati profili simile al Documento Programmatico per la Sicurezza (c.d. D.P.S.) previsto fino al 2012 nel Codice della Privacy (disposizioni abrogate all'art. 34 lett. g e punto 19 dell'Allegato B del Codice della Privacy).
  • Monitorare che accessi illeciti ai dati siano notificati (ricordiamo che le violazioni di dati personali o data breach devono essere notificate dal controller, senza ritardo, alle autorità competenti ), nel rispetto della norma, all’autorità Garante. Il Garante per la protezione dei dati personali ha adottato una serie di provvedimenti che fissano per amministrazioni pubbliche e aziende l’obbligo di comunicazione nei casi in cui a seguito di attacchi informatici, accessi abusivi, incidenti o eventi avversi, come incendi o altre calamità si dovesse verificare la perdita, la distruzione o la diffusione indebita di dati personali conservati, trasmessi o comunque trattati. In riferimento agli incidenti informatici, la procedura di garanzia degli interessati (contraenti) coinvolti nella violazione dei dati personali (c.d. Data Breach Notification) non sarà più solo limitata ai soli fornitori di servizi di comunicazioni elettroniche, ma avrà una portata estesa che potrà riguardare sia i diversi operatori dalla sanità che tutti gli operatori di internet e altri.
  • Monitorare l’efficacia, l’adeguatezza e l’applicazione del DPIA (Data protection impact assessment ovvero l’obbligo di effettuare una valutazione d'impatto sulla protezione dei dati personali) nonché la sistematica autorizzazione e consultazione del titolare al trattamento verso il DPO prima di adottare una decisione che coinvolga il trattamento dati e la privacy;
  • Rispondere e cooperare con le richieste dell’autorità Garante per la Privacy;
  • Agire come punto di contatto per le questioni, sollevate dal Garante, correlate ai trattamenti svolti in azienda.
Il nostro D.P.O. Professional è Giuseppe Izzo, iscritto all'AssoDPO con numero di tessera: 101178, Federprivacy, certificato Interteck.

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