Coronavirus, Pressing di quattro Regioni. ‘Riapertura il 4 maggio’

Coronavirus, Pressing di quattro Regioni. ‘Riapertura il 4 maggio’

Per la riapertura Veneto, Sicilia, Piemonte e Lombardia. Fontana: ‘Sabato o domenica cabina di regia per riapertura’. Di Maio: ‘Riprendere in sicurezza’

E’ “fondamentale che venga mantenuto un forte presidio e una regia nazionale sulla sicurezza e tutela massima della salute per tutti i lavoratori e le lavoratrici”. Lo affermano Cgil, Cisl e Uil, dopo aver chiesto un incontro al premier Giuseppe Conte sulla fase due, dicendosi “preoccupati delle iniziative di singole regioni o realtà territoriali perché crediamo che in tal modo si possano pregiudicare gli sforzi che tutto il Paese ha messo in campo. Non è il momento delle fughe in avanti o dei protagonismi. Occorrono linee guida omogenee” e “condivise”. “L’idea di lasciare a casa più a lungo degli altri gli anziani non convince ed è una misura discriminatoria nei confronti di una parte molto consistente della popolazione che ha già sofferto tanto a causa dell’emergenza sanitaria da coronavirus”. Lo affermano in in una nota congiunta i sindacati dei pensionati Spi-Cgil, Fnp-Cisl, Uilp-Uil insieme alle rispettive associazioni del volontariato Auser, Anteas, Ada sottolineando che “una prolungata assenza di attività fisica e sociale può avere inoltre conseguenze molto gravi sul benessere psicofisico delle persone anziane, soprattutto di chi è molto anziano e di chi ha più di una patologia”.

In sicurezza e quando la comunità scientifica ce lo dirà è auspicabile che le attività produttive riprendano ma dobbiamo farlo con attenzione per non trovarci come alcuni Stati all’estero che per la fretta di riaprire tutto hanno dovuto chiudere tutto“. Lo ha detto il ministro degli Esteri Luigi Di Maio in un’audizione congiunta Camera-Senato sul coronavirus.

La task force lavora a griglia di rischi per attività  – La suddivisione delle attività produttive a seconda del rischio contagio, associando a ciascun codice Ateco una “classe di rischio integrato”: è questa una delle prime griglie a cui, in queste ore, sta lavorando la task force guidata da Vittorio Colao in vista delle riunioni plenarie per la fase 2. Uno schema della tabella, che associa ad ogni codice di attività produttiva un rischio basso, medio o alto ricordando se la stessa attività è stata sospesa o meno a causa dell’emergenza Covid, circola in queste ore nella maggioranza e potrebbe essere una delle basi su cui il governo potrebbe lavorare nei prossimi giorni.

La tabella, per ogni attività produttiva, assegna una classe di aggregazione sociale – in ordine numerico crescente – e una classe di rischio integrato. Si va ad esempio dalle industrie alimentari, che prevedono una classe di aggregazione sociale pari a 1 e un codice di rischio integrato basso, al settore del trasporto aereo, con un’aggregazione sociale pari a 3 e un codice di rischio integrato alto. Tra le attività con rischio alto, nello schema di lavoro che è ancora ad fase transitoria, c’è quella dell’assistenza sanitaria e quella dell’assistenza sociale non residenziale. Rischio “medio-alto” per attività riguardanti lotterie, giochi e scommesse mentre per le attività di ristorazione, secondo la tabella, il rischio sarebbe “medio-basso”. Non sempre ad un tasso di aggregazione sociale alto corrisponde un rischio contagio elevato. Le attività sportive, di intrattenimento o di divertimento presentano una classe di aggregazione sociale pari a 4 (il massimo previsto) ma una classe di rischio integrato “medio-basso”.

La fase 2 dovrà considerare le differenze tra le regioni. Parola di Fabrizio Starace, membro della task force di Colao.

Ripartire prima possibile? Io non dico prima possibile, la cosa fondamentale con cui tutti si misurano è il quando, credo invece che un dato centrale sia il come”. Così all’ANSA Fabrizio Starace, membro della task force di Colao. “Nel ‘come’ ci sono tutte le misure che devono essere assunte per garantire la popolazione in generale. Ma il come deve confrontarsi con le situazioni molto differenziate che ci sono sul territorio nazionale, anche rispetto alla tenuta del settore sanitario e sociale. Su questo si gioca la vera partita nella fase 2 e in quelle successive”. Nel ‘come’ – ha ribadito Starace – ci sono tutte le misure che devono essere assunte per garantire alla popolazione in generale, e ai gruppi che saranno coinvolti nella ripresa, il massimo delle protezioni per non dare luogo alla diffusione dell’epidemia”. “Le misure? Quelle riportate dalla stampa sono sostanzialmente le tematiche generali, sulle quali non dobbiamo tanto dare risposte ma stabilire uno scenario di riferimento sulla base delle conoscenze attuali – afferma Starace -. Riaperture scaglionate? Tutte le ipotesi vengono attentamente vagliate”.

Registro presenze pub e medico virtuale, le app della fase 2  (Ansa)

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