Coronavirus, niente aiuti Ue senza sacrifici: Germania e Olanda dicono no a Italia e Spagna

Attivare gli eurobond nell’ambito del controverso Mes, il Meccanismo europeo di stabilità, ma senza i paletti dell’austerity, ossia senza un memorandum che obblighi i Paesi che richiedono il suo aiuto a misure lacrime e sangue. Evitando, in altre parole, scenari simili a quelli visti in Grecia con la Troika. E’ quanto chiedono Italia e Spagna per fronteggiare la nuova crisi economica scatenata dalla pandemia di Covid-19, ma alla prima teleconferenza tra i ministri delle Finanze Ue, Germania e Olanda si sono opposti a questa idea: che siano ‘coronabond’ con o senza Mes, per Berlino e L’Aja non è possibile concedere aiuti senza condizioni. La Germania non si piega neanche d’avanti ai morti.

E’ quanto emerso al termine della riunione ‘virtuale’ dell’Ecofin del 23 marzo. Secondo quanto avrebbe riferito il ministro Roberto Gualtieri dopo l’incontro con i colleghi europei, l’Italia, come la maggior parte dei Paesi e istituzioni Ue, avrebbe chiesto l’uso di tutte le risorse disponibili a livello europeo, comprese (ma non solo) quelle del Mes attraverso l’emissione di eurobond, senza alcuna condizionalità se non il loro uso per contrastare il coronavirus, ma il fronte degli Stati più favorevoli all’austerity, che ha già dovuto cedere su Patto di stabilità e nuovo bazooka della Bce, non è intenzionato a cedere sull’ultimo baluardo di rigore rimasto. “L’Olanda è impegnata ad assicurare che una forma appropriata di condizionalità sia rispettata per ogni strumento utilizzato, come richiesto dall’attuale Trattato del Mes”, ha fatto sapere il ministro olandese, riassumendo la posizione di questo fronte.

“Non siamo intenzionati a utilizzare il Mes sulla base dell’attuale quadro regolatorio, le condizioni attuali non sono accettabili”, avrebbe detto invece il premier Giuseppe Conte, che deve fare i conti anche con le resistenza interne alla sua maggioranza, per la precisione il M5s, che non vuole sentire proprio parlare di Mes. Per i 5 stelle, come per il centrodestra, bisogna puntare al massimo sugli eurobond, ribattezzati per l’occasione ‘coronabond’, ma senza che si passi dal Mes. Una prospettiva che non sembra essere stata neppure presa in considerazione al tavolo delle trattative tra gli Stati membri, se non nel lungo periodo. In ogni caso, una misura del genere, richiederebbe l’emissione di un debito comune, ossia che ogni Paese metta il suo contributo finanziario a garanzia dei bond (anche perché, se l’Italia lo facesse da sola, non avrebbe spazi di bilancio sufficienti a indebitarsi ulteriormente). Anche in questo caso, pero’, Germania e Olanda non intendono aprire i portafogli senza imporre delle condizionalità.

Per Italia e Spagna, le posizioni di austerity non terrebbero conto della situazione di emergenza in cui si trova l’intera Unione europea, e non solo i Paesi attualmente più colpiti dall’epidemia. A differenza di quanto avvenne con la Grecia (e in seguito con la stessa Spagna), il Mes non sarebbe attivato per un solo Stato (o per un gruppo di Stati), ma per tutta l’Unione. E questo perché non siamo di fronte a una crisi dettata da errori interni alla governace economica di un Paese, ma da un fattore esterno, la pandemia di Covid-19, che riguarda tutti. Ecco perché qualsiasi aiuto in tal senso dovrebbe limitarsi a una sola condizione: che le risorse attivate siano usate per fronteggiare le conseguenze ecnomiche del coronavirus. Anche la Francia sarebbe d’accordo con questa visione e starebbe cercando di mediare.

Coronavirus, Meloni: “Comunicazione da regime totalitario”

“Intollerabili i metodi di comunicazione da regime totalitario, utilizzati dal governo per l’emergenza coronavirus: dichiarazioni trasmesse in orari improbabili, con continui ritardi e attraverso la pagina personale di Giuseppe Conte su Facebook, come se in Italia non esistessero le Istituzioni, la televisione di Stato e la stampa”. Così Giorgia Meloni, in un post su Facebook, dopo le comunicazioni del premier Giuseppe Conte. “Tutto questo – accusa la leader di Fratelli d’Italia – non fa che peggiorare il senso di insicurezza, ansia e incomprensione da parte di tutti noi. Gli italiani non sanno quali attività saranno aperte e quali chiuse domani, perché nessuno ha visto uno straccio di decreto. Non sanno nemmeno se devono andare al lavoro oppure no, se devono alzare la serranda della propria azienda oppure no”. “Ma che metodi sono? Non se ne può più! Chiediamo chiarezza e serietà”, conclude Meloni. (Fonte: ADNKRONOS)

Coronavirus, morto operaio di Fincantieri a Muggiano. Il cordoglio dell’azienda e delle tute blu

Un capo officina dello stabilimento Fincantieri del Muggiano è deceduto questa mattina all’ospedale Sant’Andrea della Spezia per coronavirus. La notizia è stata confermata dall’azienda che esprime cordoglio. Il 54enne rappresenterebbe il primo contagiato tra le file delle tute blù dell’azienda cantieristica navale. Un tragico destino che ha colpito al cuore tutte le maestranze impiegate negli stabilimenti della penisola. Da Monfalcone a Palermo, passando per Marghera, Sestri Levante, Riva Trigoso, Muggiano, Ancona e Castellammare di Stabia sono tanti i messaggi di cordoglio e soprattutto lo spirito di solidarietà che ora più che mai unisce tutte le tute blu del più grande complesso della cantieristica navale a livello mondiale.
Lo sfortunato operaio era stato ricoverato nei giorni scorsi, ma le sue condizioni sono peggiorate in pochissimo tempo. Ha lottato in un letto del reperto di terapia intensiva, ma a nulla sono valsi gli sforzi del personale sanitario in questa lotta contro un male oscuro che sta mettendo in ginocchio l’intera Italia.
“Allarme per i lavoratori, tutele per tutti”. questo il grido di allarme lanciato dalla Fiom CGIL alla vigilia della chiusura di tutti gli stabilimenti italiani decisa dalla direzione triestina. Nello stabilimento spezzino, intanto, nei giorni scorsi è scattato il protocollo per analizzare i contatti avuti dalla persona negli ultimi giorni, anche se la stessa non era presente in azienda da circa 13 giorni perché già in malattia. Fincantieri predispose la sanificazione di tutti gli ambienti.
Ma nel frattempo scoppia la protesta per quello che è considerata una vera e propria tragedia annunciata, anche alla luce degli ultimi accadimenti che hanno visto l’azienda chiudere i battenti lo scorso 16 marzo.
Le attività produttive riprenderanno (se possibile) dopo il 29 marzo e fino a quella data gli 8.900 lavoratori del gruppo saranno in ferie collettive. Una decisione presa unilateralmente dal gruppo controllato al 72,3% dalla Cassa depositi e prestiti. Dunque dallo Stato. La scelta era stata annunciata la scorsa settimana , nelle stesse ore in cui le parti sociali predisponevano con il governo il protocollo condiviso che ha fissato le coordinate per comportamento delle fabbriche di fronte a Covid-19 ed a quel documento si appellano la Fiom-Cgil e la Fim-Cisl che hanno scritto a Fincantieri e alla ministra del Lavoro, Nunzia Catalfo. E ribadita mentre da palazzo Chigi il decreto di sostegno a imprese e lavoratori trovava luce, comprensivo degli ammortizzatori sociali. Oltre ai quasi 9000 diretti, il caso coinvolge altri circa 30mila operai delle società dell’appalto e del subappalto, ferme da oggi anche quelle. Almeno sulla carta, perchè l’universo dell’indotto collegato a Fincantieri è da sempre una terra di nessuno dove diritti e tutele dei lavoratori (per lo più extracomunitari) stentano a diffondersi uniformemente. I cantieri del gruppo sono a Monfalcone (Gorizia), Marghera (Venezia), Ancona, Sestri Ponente (Genova), Riva Trigoso (Genova), Muggiano (La Spezia), Castellammare di Stabia (Napoli) e Palermo. Casi di contagio ci sono stati in almeno metà degli stabilimenti.
“Circa l’utilizzo dell’anticipo ferie da parte dei lavoratori a copertura del periodo di fermata – si legge nella lettera – Fiom e Fim chiedono il rispetto del protocollo sottoscritto da sindacati e organizzazioni datoriali su invito del gverno. E nello specifico, di utilizzare in via prioritaria gli ammortizzatori sociali disponibili nel rispetto degli istituti contrattuali (par, rol, banca ore) generalmente finalizzati a consentire l’astensione dal lavoro senza perdita della retribuzione. Nel caso l’utilizzo degli istituti non risultasse sufficiente – prosegue il documento – si utilizzeranno i periodi di ferie arretrati e non ancora fruiti”. A tutt’ora la richiesta dei sindacati non ha avuto riscontri e dalla Fincantieri fanno sapere che fa fede quanto deciso e comunicato venerdì scorso dall’azienda: “Nella consapevolezza – scriveva Fincantieri in una nota – che la sospensione delle attività per un periodo di 14 giorni è coerente con le indicazioni imposte dalle autorità sanitarie in tema di quarantena al fine di ridurre le possibilità di contagio, rispondere alle misure governative di restrizione, nonchè consentire a tutti i lavoratori di porre in essere adeguati comportamenti per affrontare l’emergenza”.
Sempre secondo Fincantieri, la misura adottata consentirà “di ripartire ‘ventre a terra’ per salvaguardare il futuro dell’azienda e del Paese e, peraltro, non si tradurrà in una perdita economica per i lavoratori, salvaguardando la continuità operativa dell’azienda, il mantenimento dei livelli occupazionali e la credibilità guadagnata da Fincantieri con la propria clientela nazionale ed estera e quest’ultima potrà trovare l’assicurazione, a situazione normalizzata, che le consegne successive saranno rispettate adempiendo alle scadenze di contratto”. Il sindacato la pensa diversamente, anche la Uil che pur non firmando la lettera con Fiom e Fim per voce del coordinatore nazionale del settore cantieristico, Michele Paliani, considera “non corretta la scelta di utilizzare le ferie collettive, gravando sui dipendenti”.
Roberto D’Andrea, coordinatore nazionale della Fiom, spiega e articola la posizione dei lavoratori di Fincantieri: “Avevamo proposto all’azienda di procedere ad un periodo iniziale di cassa integrazione per consentire la sanificazione dei cantieri, decidendo poi cosa fermare e cosa far ripartire. Il lavoro a bordo delle navi ovviamente va fermato, ma per gli impiegati, che sono il 55% della forza lavoro diretta, ci sarebbe lo smart working, mentre per l’attività all’aperto, come i bacini dove ad esempio si lavora ai tronconi del ponte Morandi, magari non fermare l’attività”. D’Andrea contesta a Fincantieri anche la tesi dello stop necessario adesso per non compromettere le consegne: “Dicono che in estate si procederà con il lavoro sospeso ora, ma oltre al fatto che i contratti commerciali non prevedono penali in caso di pandemia, vorrei far notare che difficilmente il mercato delle navi da crociera si riprenderà in tempi brevi. Dunque è incomprensibile tutta questa fretta di mettere le mani avanti, scaricando i costi sui lavoratori”. Il danno oltre alla beffa si direbbe. E intanto oggi le tute blu piangono la prima vittima tra le loro fila. Il cordoglio di tutto lo staff UESE ITALIA S.p.A.

Fonte: Stabianews

Cura Italia, è in vigore il maxi decreto per l’emergenza Coronavirus

Sostegno economico per famiglie, imprese, autonomi e liberi professionisti. Ecco i punti salienti del decreto Cura Italia: ma non sarà l’ultimo. C’è un nuovo modulo di autocertificazione per spostamenti

Articolo pubblicato il 16/3/2020 e aggiornato al 18/3/2020

C’è la firma del presidente Sergio Mattarella al maxi decreto Cura Italia, pubblicato in GU (vedi qui il decreto) e già in vigore. “Lo Stato c’è e le misure che abbiamo varato a favore delle imprese, delle famiglie, dei liberi professionisti e dei lavoratori ne sono una chiara testimonianza. Si tratta di una manovra economica poderosa. Possiamo davvero parlare di Modello Italia”. Così Giuseppe Conte, Presidente del Consiglio, ha presentato il maxi decreto “Cura Italia”. Subito in campo 25 miliardi di euro per arginare l’emergenza sanitaria ed economica che sta interessando il nostro Paese a seguito della pandemia da CoronavirusEcco una panoramica dei principali interventi del Governo.

Segnaliamo che il governo ha messo a punto un nuovo modulo di autocertificazione in cui si dichiara di non essere in quarantena, il modulo è disponibile al download in fondo a questo articolo.

Rinvio della dichiarazione annuale Iva

Il quinto decreto legge da quando è iniziata l’emergenza Coronavirus dedica ampio spazio a famiglie ed aziende, cercando di garantire loro liquidità immediata. Il primo passo è stato sospendere tutti gli adempimenti fiscali e contributivi in scadenza proprio il 16 marzo. L’appuntamento è rinviato a venerdì 20 marzo. Imprese, autonomi e liberi professionisti che sono sotto i 2 milioni di ricavi potranno invece saldare le ritenute, l’Iva annuale e mensile, nonché i contributi previdenziali e quelli Inail, il prossimo 31 maggio. Con pagamento in unica soluzione o rateizzabile in 5 rate.

Il decreto rinvia poi al 30 giugno anche tutti gli adempimenti tributari, diversi dai versamenti e diversi dall’effettuazione delle ritenute alla fonte e delle trattenute relative all’addizionale regionale e comunale, che ricadono dall’8 marzo al 31 maggio 2020. Il caso più lampante è quello della dichiarazione annuale Iva. Restano esclusi dal rinvio le comunicazioni dei dati relativi al 730 precompilato come quelle degli oneri detraibili in scadenza il 31 marzo.

I congedi parentali nel Cura Italia

Importanti anche le misure per le famiglie. Arrivano i congedi per i genitori con figli sotto i 12 anni costretti a casa dalla chiusura delle scuole potranno usufruire di congedi in validità dal 5 marzo. L’indennità sarà di massimo 15 giorni da utilizzare tra mamma e papà non contemporaneamente, per un importo pari al 50% della retribuzione. Nessun limite di età in caso di figli disabili.

Il decreto prevede anche un congedo speciale non retribuito ai dipendenti con figli tra 12 e 16 anni. In alternativa ai congedi parentali, i genitori lavoratori dipendenti con figli sotto i 12 anni potranno richiedere i voucher baby-sitter. Il bonus per l’acquisto di servizi di baby-sitting è previsto nel limite massimo complessivo di 600 euro, da erogare utilizzando il libretto famiglia. Il valore del voucher sale a 1000 euro per medici, infermieri, tecnici sanitari e ricercatori. Sempre per le famiglie, ecco il rinvio del pagamento dei contributi Inps per il lavoro domestico. Il pagamento dei contributi Inps in scadenza dal 23 febbraio al 31 maggio infatti potrà essere effettuato dopo il 10 giugno. Al netto di sanzioni e interessi.

Sospensione delle rate del mutuo

Il provvedimento contempla la sospensione delle rate del mutuo sulla prima casa per chi è in difficoltà economica. Misura che coinvolge anche agli autonomi. In particolare, la sospensione è prevista per le partite Iva che dimostrino di aver perso, in un trimestre successivo al 21 febbraio 2020, oltre il 33% del proprio fatturato rispetto all’ultimo trimestre 2019. La misura sarà in vigore per 9 mesi e non prevede obbligo di presentazione dell’Isee. A disposizione ci sono 500 milioni.

La cassa integrazione in deroga

Il Governo destina quasi 5 miliardi per gli ammortizzatori sociali. Torna la cassa integrazione in deroga per tutti i lavoratori di imprese, comprese le “micro” fino a 5 dipendenti, incluso il settore agricolo. Il sussidio assicurerà fino a nove settimane di integrazione salariale. Si rafforza anche il Fondo di integrazione salariale (il Fis), un altro strumento di sostegno al reddito in caso di cessazione o sospensione dell’attività lavorativa, rivisitato dalla riforma del 2015. Altro capitolo importante, la cassa integrazione ordinaria: introdotta una causale unica speciale, “emergenza Covid-19”, per snellire e velocizzare le procedure di accesso.

Cura Italia e il no ai licenziamenti

Per i prossimi due mesi le aziende non potranno licenziare sulla base del “giustificato motivo oggettivo” (crollo ordini, chiusura di un reparto per casi di contagio eccetera). E ancora: chi assiste persone disabili potrà chiedere fino a 24 giorni in più di permesso, sempre nei prossimi due mesi. I permessi previsti dalla legge 104 potranno aumentare di 12 giorni sia nel mese di marzo che nel mese di aprile. Previsto anche un premio di 100 euro ai lavoratori dipendenti, pubblici e privati, che hanno continuato a lavorare nella sede di lavoro. Il premio, attivo per il mese di marzo, spetterà a chi guadagna sino a 40 mila euro all’anno e sarà esentasse.

In arrivo 3 miliardi per le imprese

Arriva un sostegno concreto per le PMI. Il fondo di garanzia sarà ampliato di 1 miliardo. Ma non solo: nei prossimi 9 mesi, la garanzia massima per singola impresa sarà elevata a 5 milioni di euro. Inoltre, le micro e piccole imprese usufruiranno di una clausola per salvare i fidi e per sospendere il pagamento delle rate di mutui e finanziamenti fino al 30 settembre 2020. Per le aziende più grandi, invece, la Cassa depositi e prestiti garantirà finanziamenti per un importo fino a 10 miliardi. Il tutto, con uno stanziamento pubblico di 500 milioni. Le garanzie statali a sostegno della moratoria delle banche alle imprese toccheranno quota 1,73 miliardi di euro, oltre che un sostegno fiscale alla cessione dei crediti deteriorati.

Risparmiatori e Alitalia

I risparmiatori danneggiati dalle crisi bancarie potranno far slittare al 18 giugno (anziché 18 aprile) la presentazione delle domande per il Fondo di indennizzo. Inoltre, previsto un anticipo del 40% dell’indennizzo concordato per chi ha la pratica già conclusa. Il decreto dà anche il via libera alla creazione di una Newco pubblica per Alitalia. Sul piatto vengono messi 200 milioni per il Fondo di solidarietà per il settore aereo. Risorse che finanzieranno gli ammortizzatori sociali, inclusi quelli per Air Italy.

Cura Italia e i fondi per produrre mascherine

Il decreto stanzia 50 milioni e prevede che Invitalia, in qualità di soggetto gestore delle principali agevolazioni nazionali alle imprese, è autorizzata a erogare finanziamenti a fondo perduto o contributi in conto gestione, nonché finanziamenti agevolati, alle imprese che producono dispositivi di protezione individuale e medicali. Il tutto per assicurarne l’adeguata fornitura nel periodo di emergenza.

MES: Pericolo default per l’Italia di Luigi Del Giacco

In un’intervista al Financial Time il premier Giuseppe Conte ha chiesto all’Ue di usare “tutta la potenza di fuoco” del fondo di salvataggio da 500 miliardi di euro per affrontare la crisi economica del continente. In un’intervista al Financial Times, Conte mette in evidenza come la “politica monetaria da sola non possa risolvere tutti i problemi” di uno “choc globale senza precedenti”. Secondo Conte è quindi il momento di usare il Meccanismo Europeo di Stabilità per offrire linee di credito di emergenza ai paesi, ma effettivamente come funziona il Meccanismo Europeo di Stabilità? Dovete pensare ad una sorta di banca in cui tutti gli stati convogliano dei versamenti e che, nel momento in cui uno Stato si trova in difficoltà, elargisce una sorta di “prestito” con l’applicazione di condizioni specifiche.

Quando un privato cittadino o un’azienda si reca in banca per un finanziamento, ne viene verificata la solvibilità e vengono chieste delle garanzie, le quali intervengono qual’ora non si riesca a rifondere il prestito. Nel caso del MES le garanzie sono gli obblighi per lo Stato che ne beneficia di attivare tutta una serie di comportamenti di macroeconomia rigorosi, che vanno dal rispetto dei parametri di indebitamento sino ad arrivare a veri e proprie azioni sanzionatorie.

All’art.4 che disciplina il MES è previsto addirittura che nel caso di mancato pagamento nel rifondere il debito siano sospesi “tutti i diritti di voto dello Stato membro “per tutta la durata dell’inadempienza.

Due sono gli aspetti che mi permetto di evidenziare:

  1. Siamo di fronte ad un’assenza completa del Parlamento che è centrale nel controllo del lavoro dell’Esecutivo. Di fatto abbiamo trasformato il nostro ordinamento da Democrazia Parlamentare a Premierato, con una semplice emergenza sanitaria. Quindi l’organismo parlamentare deve immediatamente tornare ad esercitare la propria funzione

  2. Tutte le società di rating danno una previsione ad oggi di un calo del PIL annuo del -3,4% , consegnando di fatto l’Italia alla recessione strutturale, ben diversa da quella congiunturale . Questo dato comporta una necessità di iniezione di svariati miliardi di euro che in caso di attivazione dell’attuale meccanismo del MES, renderebbero di fatto l’Italia ostaggio dei mercati finanziari, ma soprattutto porterebbero alla necessità di appesantimento della pressione fiscale a venire, con aggravio economico. L’Italia è un Paese che ha problemi strutturali pesanti , non pensiamo a crescite negli anni successivi importanti

Questa piccola analisi vuol essere uno spunto nel riflettere bene di quali possano essere le conseguenze di un’azione tale, a meno che il MES attuale non venga modificato ed adattato all’attuale situazione di emergenza.

Le conseguenze potrebbero essere impattanti sulla nostra economia tali per cui un impegno secondo le attuali regole, potrebbe portarci ad una situazione molto simile alla Grecia, entrando in uno stato di default, con tutto ciò che ne consegue.

Mia opinione che si cammini un po’ a ranghi sparsi e che questo coronavirus abbia infettato la struttura europea, mettendo in evidenza tutti gli aspetti deficitari di un’organizzazione entrata in una fase di piena implosione. Il paradosso che la Cina si è subito presentata al nostro capezzale la dice lunga sullo stato dell’Unione Europea e dei nuovi equilibri che si potrebbero instaurare a livello internazionale.

Luigi Del Giacco

Coronavirus: A picco le Borse. Wall Street -12,94%, giornata peggiore dal 1987. Milano -6%

A Piazza Affari Fca ha segnato un -14,5%, penalizzata dalla chiusura degli impianti in Europa

Lunedì nero per Wall Street, che chiude la peggiore seduta dal 1987. Il Dow Jones chiude perdendo il 12,94%, in quella che è la peggiore seduta della sua storia in termini di punti persi, 2.999,10 punti.

La pandemia da coronavirus può finire negli Stati Uniti a luglio o agosto: lo ha detto il presidente americano Donald Trump. “Ma dobbiamo fare un ottimo lavoro”, ha aggiunto.
Trump ha ammesso per la prima volta, in una conferenza stampa alla Casa Bianca, che la situazione causata dal coronavirus in Usa “non è sotto controllo” e ha definito il Covid-19 un “nemico invisibile”.

Giornata molto nervosa e fortemente negativa per i mercati azionari del Vecchio continente: la Borsa peggiore è stata quella di Madrid, appesantita anche dai dati di impatto del Coronavirus in Spagna, che ha ceduto il 7,9% finale, seguita da Parigi (-5,7%), Francoforte (-5,3%) e Londra, che ha chiuso in perdita del 4,1%.

Profondo rosso per la Borsa di Milano, che riesce comunque a recuperare parte delle perdite accumulate nel pomeriggio quando il Ftse Mib era arrivato a perdere fino all’11,3%. L’indice delle blue chips ha chiuso in calo del 6,11% a 14.980 punti, bruciando circa 18,3 miliardi di euro e di fatto annullando il rimbalzo di venerdì scorso.

A Piazza Affari – la cui capitalizzazione è scesa a 340 miliardi di euro – hanno registrato cali superiori al 10% Fca (-14,5%), penalizzata dalla chiusura degli impianti in Europa, Unicredit (-12,6%), Tim (-12,3%), Leonardo (-12,1%), Mediobanca (-11,6%), Azimut (-11,3%), Ubi Banca (-10,6%), Exor (-10,1%) e Banca Generali (-10,1%). Male tutto il comparto bancario, dopo il taglio dei tassi della Fed e i timori di una gelata dell’economia, con Intesa (-9,7%), Banco Bpm (-7,9%) e Bper (-7,6%). Un altro tonfo per Atlantia (-7,2%) dopo i dati sul traffico, che registrano un crollo sulla rete autostradale e degli aeroporti di Fiumicino e Ciampino. Si salvano dalle vendite Ferragamo (+3,6%) e la Juventus (+2%).(A

Lo spread tra Btp e Bund chiude in netto rialzo a 262 punti base dai 233 della chiusura di venerdì scorso, dopo aver toccato un massimo di seduta di 266. Il tasso di rendimento del decennale italiano è al 2,15%.


La Consob torna a vietare temporaneamente le vendite allo scoperto su 20 titoli azionari quotati a Piazza Affari.
 Il divieto, che ricalca in misura più ridotta quello deciso per venerdì scorso, è valido nell’intera giornata di domani, martedì 17 marzo.

Nella stessa seduta nella quale la Consob ha deciso di vietare le vendite allo scoperto su 20 titoli in Borsa, la Commissione ha anche avviato la procedura per adottare ulteriori misure restrittive. In questo caso si fa riferimento non all’articolo 23 del regolamento europeo, bensì all’articolo 20 che prevede lo stop alle vendite allo scoperto per un periodo più lungo, fino a 90 giorni. I provvedimenti puntano a ripristinare un contesto operativo che garantisca una maggiore trasparenza e stabilità delle negoziazioni di borsa, spiega la Consob.

Borse in picchiata in Asia e Pacifico, con epicentro a Sidney (-9,7%), nonostante l’intervento di ieri sera della Fed. Giù Tokyo (-2,46%), dopo misure della Banca Centrale Giapponese ritenute insufficienti, Shanghai (-3,4%), Taiwan (-4,06%) e Seul (-3,19%). Ancora aperte Hong Kong (-4,01%) e Mumbai (-5,78%). Il nuovo calo del greggio (Wti -4,19%) e lo scivolone dell’oro (-3,19%) hanno pesato sugli estrattivo-minerari Northern Star (-17,13%), Lynas (-16,28%) e Gold Road (-14,36%). In rosso i futures sull’Europa e su Wall Street.

 Shanghai chiude a -3,40%, Shenzhen a -4,83% – La Borse cinesi chiudono con un tonfo dopo che la Fed ha limato i tassi di 100 punti, varando un quantitative easing da 700 miliardi di dollari contro il coronavirus: Shanghai cede il 3,40%, a 2.789,25 punti, mentre Shenzhen il 4,83%, a 1.712,02. La Banca centrale cinese ha deciso venerdì l’iniezione di liquidità da 550 miliardi di yuan (78,8 miliardi di dollari) col taglio di 0,5-1% della riserva obbligatoria; oggi ha immesso 100 miliardi di yuan (14,28 miliardi di dollari) con la linea di credito di medio-termine (Mlf) a un anno e al tasso del 3,15%.(ANSA).

L’euro sale a 1,1147 dollari in primi scambi – L’euro sale sui mercati valutari dopo il taglio del costo del denaro deciso ieri sera a sorpresa dalla Fed. La moneta unica guadagno lo 0,3% sul dollaro portandosi a 1,1147 ed è in rialzo anche nei confronti dello yen a 118,64 nonostante le misure di sostegno annunciate dalla Boj, giudicate insufficienti dai mercati.

Vola l’oro, poi limita guadagni a +0,2% – Le decisioni prese a sorpresa ieri dalla Fed hanno messo le ali al prezzo dell’oro, che ha però poi perso spinta limitando i guadagni a +0,2%. Il metallo prezioso è arrivato a guadagnare 45 dollari l’oncia, salendo fino a 1.575 dollari, scendendo però poi a 1.532 con un rialzo di appena lo 0,2%.

(Ansa)

Coronavirus: Il mercato azionario è in caduta libera. Perchè nessuno lo ferma ?

È incombente una recessione? Quale sarà l’impatto sul lavoratore medio? Stiamo facendo qualcosa per arginare il problema ? E soprattutto, peggiorerà?
Che cosa sta succedendo alla nostra economia in questo momento?
L’economia sta reagendo al coronavirus.
I mercati azionari ci riportano un paio di dati importanti. Quello più importante è che non sanno cosa sta succedendo, e questi sono professionisti che dovrebbero saperlo . Ma questo ha senso perché c’è molta incertezza su come si svolgerà la crisi.
Quello che sappiamo è che il virus si sta diffondendo molto velocemente e chiunque ti dica che sa cosa diavolo sta succedendo … sta mentendo.
I prezzi delle azioni non riflettono ciò che sta accadendo nell’economia di oggi. Non sono dati reali. Le azioni vengono usate in base alle aspettative delle persone. Le azioni si muovono attorno a quello che le persone si aspettano che accada al loro lavoro e al loro reddito.
Niente di tutto questo pero è certo. Queste sono indicazioni di ciò che è più probabile, ma alla fine si riduce al gioco degli indovinelli.

Ci chiediamo in tanti se Il mercato azionario sta causando problemi, o è solo un segnale di problemi già esistenti?
Questa È una domanda molto importante. Questo è il tipo di spirale discendente che porta l’economia in una recessione. L’abbiamo visto più e più volte, soprattutto con disastri naturali .Quando si pensa ad una tempesta che colpisce un paese , disturba l’attività economica, soprattutto dove colpisce , ma poi migliora. È temporaneo. C’è distruzione in una particolare area che causa un sacco di angoscia, ma il coronavirus non è una tempesta . Si è verificato un problema sconosciuto. Si tratta di una malattia che si sta diffondendo e che probabilmente durerà molto piu a lungo di quanto possiamo immaginare.
In questo momento ciò che fa così paura è che non sappiamo chi e quanti si ammaleranno. Le famiglie sono sempre più preoccupate se si ammaleranno, se perderanno gli stipendi, se saranno in grado di provvedere alle loro famiglie. E le cose sono molto più reali di quanto non fossero poche settimane fa. E anche se il virus , in se per se, non risulta essere così grave come pensiamo, gran parte del danno sarà fatto, e non sarà facile riprendersi.
L’abbiamo già visto e può portare ad una recessione. ed è per questo che abbiamo bisogno di una risposta politica immediata e MONDIALE .

Giuseppe Izzo

Protocollo di regolamentazione negli ambienti di lavoro: Privacy & Covid-19

Il 14 marzo 2020, Cgil, Cisl e Uil hanno sottoscritto con il Governo presso la Presidenza del Consiglio un protocollo di regolamentazione delle misure per il contrasto e il contenimento della diffusione del virus Covid-19 negli ambienti di lavoro.

L’adozione di questo protocollo ha importanti implicazioni sul fronte privacy e protezione dei dati personali. Questo, infatti, definisce la possibilità negli ambienti di lavoro di:

  • Misurazione della temperatura corporea

Redazione di una dichiarazione attestante la non provenienza dalle zone a rischio epidemiologico e l’assenza di contatti con soggetti colpiti da COVID-19

Il protocollo di sicurezza definisce, quindi, la possibilità di raccolta e trattamento dei dati personali relativamente a:

  • Stato di salute: il lavoratore deve informare tempestivamente e responsabilmente il datore di lavoro della presenza di qualsiasi sintomo influenzale durante l’espletamento della prestazione lavorativa, avendo cura di rimanere ad adeguata distanza dalle persone presenti.
  • Misurazione temperatura corporea: il personale, i fornitori e gli addetti alle pulizie prima di accedere al luogo di lavoro potranno essere sottoposti al controllo della temperatura corporea. Se tale temperatura risulterà superiore ai 37,5°, non sarà consentito l’accesso al luogo di lavoro. Le persone in tale condizione – nel rispetto delle indicazioni riportate in nota – saranno momentaneamente isolate e dotate di mascherine; non dovranno recarsi al Pronto Soccorso e/o nelle infermerie di sede, ma dovranno contattare nel più breve tempo possibile il proprio medico curante e seguire le sue indicazioni.

Le implicazioni sul fronte privacy

Secondo quanto definito dal protocollo di regolamentazione negli ambienti di lavoro, è possibile rilevare la temperatura corporea a dipendenti, fornitori, manutentori e addetti alla pulizia.

La rilevazione in tempo reale della temperatura corporea costituisce un trattamento di dati personali e, pertanto, deve avvenire ai sensi della disciplina privacy vigente (Regolamento Privacy UE 2016/679 – GDPR).

Ai fini di una maggior tutela degli interessati oggetto del rilevamento dei dati personali, si suggerisce ai titolari del trattamento di:

  • Rilevare la temperatura e non registrare il dato acquisto. È possibile identificare l’interessato e registrare il superamento della soglia di temperatura solo qualora sia necessario a documentare le ragioni che hanno impedito l’accesso ai locali aziendali.
  • Fornire l’informativa sul trattamento dei dati personali. Si ricorda che l’informativa può omettere le informazioni di cui l’interessato è già in possesso e può essere fornita anche oralmente. Quanto ai contenuti dell’informativa, con riferimento alla finalità del trattamento potrà essere indicata la prevenzione dal contagio da COVID-19 e con riferimento alla base giuridica può essere indicata l’implementazione dei protocolli di sicurezza anti-contagio ai sensi dell’art. art. 1, n. 7, lett. d) del DPCM 11 marzo 2020. Con riferimento alla durata dell’eventuale conservazione dei dati si può far riferimento al termine dello stato d’emergenza.
  • Definire le misure di sicurezza e organizzative adeguate a proteggere i dati personali. In particolare, sotto il profilo organizzativo, occorre individuare i soggetti preposti al trattamento e fornire loro le istruzioni necessarie. A tal fine, si ricorda che i dati possono essere trattati esclusivamente per finalità di prevenzione dal contagio da COVID-19 non devono essere diffusi o comunicati a terzi al di fuori delle specifiche previsioni normative (es. in caso di richiesta da parte dell’Autorità sanitaria per la ricostruzione della filiera degli eventuali “contatti stretti di un lavoratore risultato positivo al COVID-19”). È necessario assicurare modalità tali da garantire la riservatezza e la dignità del lavoratore in caso di isolamento momentaneo dovuto al superamento della soglia di temperatura. Tali garanzie devono essere assicurate anche nel caso in cui il lavoratore comunichi all’ufficio responsabile del personale di aver avuto, al di fuori del contesto aziendale, contatti con soggetti risultati positivi al COVID-19 e nel caso di allontanamento del lavoratore che durante l’attività lavorativa sviluppi febbre e sintomi di infezione respiratoria e dei suoi colleghi.

Qualora si richieda il rilascio di una dichiarazione attestante la non provenienza dalle zone a rischio epidemiologico e l’assenza di contatti, negli ultimi 14 giorni, con soggetti risultati positivi al COVID-19, si ricorda di prestare attenzione alla disciplina sul trattamento dei dati personali, poiché l’acquisizione della dichiarazione costituisce un trattamento dati.

A tal fine, fornita idonea informativa, si suggerisce di raccogliere solo i dati necessari, adeguati e pertinenti rispetto alla prevenzione del contagio da COVID-19. Ad esempio, se si richiede una dichiarazione sui contatti con persone risultate positive al COVID-19, occorre astenersi dal richiedere informazioni aggiuntive in merito alla persona risultata positiva.

Oppure, se si richiede una dichiarazione sulla provenienza da zone a rischio epidemiologico, è necessario astenersi dal richiedere informazioni aggiuntive in merito alle specificità dei luoghi.

Va ridotto, per quanto possibile, l’accesso ai visitatori. Qualora fosse necessario l’ingresso di visitatori esterni (impresa di pulizie, manutenzione, ecc.), gli stessi dovranno sottostare a tutte le regole aziendali, ivi comprese quelle per l’accesso ai locali aziendali sopra descritte.

Lavori edilizi, cantiere e Coronavirus: La guida ANCE per affrontare il momento di emergenza

In un vademecum ANCE aggiornato al DPCM 11 marzo 2020, tutte le procedure per tutelare la salute ai tempi del Coronavirus (Covid-19) senza far scadere i titoli abilitativi

L’Associazione nazionale costruttori edili (ANCE) ha redatto una guida completa cui attenersi in cantiere “ai tempi dell’emergenza Coronavirus“. La guida è stata aggiornata al DPCM 11 marzo 2020, l’ultimo emesso dal Governo per far fronte all’emergenza Covid-19, che ha inasprito ulteriormente le restrizioni su tutto il territorio italiano.

Le indicazioni contenute nel documento possono servire per evitare che, dall’eventuale sospensione delle attività di impresa, per i lavori eseguiti in conto proprio o in appalto, derivino conseguenze negative sia per il rispetto degli impegni contrattualmente previsti sia per le procedure edilizie.

E’ importante sottolineare che il DPCM 11 marzo 2020 non ha disposto la sospensione d’ufficio dell’attività dei cantieri edili al contrario, invece, di quanto espressamente indicato per buona parte delle attività commerciali. È comunque opportuno segnalare che in alcuni ambiti locali l’autorità di vigilanza è orientata a disporre la sospensione delle attività soprattutto del settore privato in quanto non ritenute essenziali.

Quindi le considerazioni che seguono riguardano, considerato l’art. 1 del DPCM 9 marzo 2020, i cantieri situati nell’intero territorio nazionale.

Peraltro è opportuno ricordare anche le indicazioni del D.L. 8 marzo 2020 n. 11 relativo all’attività giudiziaria che prevede, da un lato, la sospensione di tutte le udienze civili, amministrative, penali e tributarie sino al 22 marzo 2020 (salvo alcune specifiche eccezioni) e dall’altro l’individuazione (a decorrere dal 23 marzo 2020) da parte dei responsabili degli uffici giudiziari d’intesa con altre autorità sanitarie ed amministrative di una serie di provvedimenti volti a limitare la presenza di persone negli uffici, nonché il possibile rinvio delle udienze (salvo casi specifici) ad una data successiva al 31 maggio 2020. Tali disposizioni dovranno essere coordinate in sede di conversione, soprattutto relativamente ai termini di sospensione dell’attività giudiziaria (23 marzo) con quelle del DPCM 9 marzo 2020, nonché con il successivo DPCM 11 marzo 2020.

Lavori edilizi: sospensione e comunicazione al comune

Le imprese devono presentare al Comune in cui sorge il cantiere una comunicazione finalizzata a rinviare l’inizio dei lavori, sospenderli o chiedere la modifica dei termini per l’eventuale rateizzazione degli oneri urbanizzazione. La richiesta dovrà essere motivata con le difficoltà oggettive riscontrate, ad esempio impossibilità di ricevere i materiali o presenza di misure restrittive.

NB – la sospensione non è automatica, a meno che non intervengano specifici provvedimenti.

Sospensione lavori privati: a chi comunicare

Per i lavori in corso commissionati da un soggetto privato:

  • è necessario comunicare subito l’intenzione di sospendere i lavori alla direzione lavori e al committente ed eventualmente al subappaltatore/i chiedendone l’annotazione sul diario dei lavori o documento assimilabile (ove esistente);
  • nel caso di subappalto la comunicazione di sospensione dei lavori deve essere effettuata dal subappaltatore nei confronti dell’appaltatore e per conoscenza alla direzione dei lavori e al committente.

Nella comunicazione occorre specificare:

  • il periodo di sospensione dei lavori (quanto meno presunto e con riserva di comunicare ulteriori sospensioni sempre dovute a cause non imputabili all’impresa);
    la giusta causa che dimostri l’impossibilità di eseguire la prestazione (es. difficoltà o interdizione nell’accesso al cantiere o difficoltà logistiche dovute a blocchi imposti dalle autorità, impossibilità di ricevere i materiali necessari per l’approvvigionamento del cantiere, provvedimenti amministrativi anche indiretti che hanno riflesso sull’attività del cantiere ecc.).

La comunicazione deve essere effettuata alternativamente nella forma della PEC, della raccomandata a mano con ricevuta di accettazione, della 6 raccomandata con avviso di ricevimento. In ogni caso è opportuno verificare se nel contratto siano state previste particolari modalità di comunicazione.

Per il pagamento dei lavori eseguiti sino alla data di sospensione comunicata alla direzione lavori/committente è opportuno verificare l’esistenza di specifiche clausole contrattuali che dispongano al riguardo. In caso di assenza di tali clausole è consigliabile attivare una procedura di accordo tra le parti volta a consentire la liquidazione delle spettanze nei confronti dell’appaltatore/subappaltatore per i lavori eseguiti fino alla data della sospensione.

Nella guida sono contenuti alcuni facsimile che possono essere utilizzati (con le opportune modifiche e integrazioni) per effettuare le comunicazioni di sospensione dei lavori.

Contratti preliminari di compravendita

Nei contratti preliminari di compravendita di immobili in corso di costruzione o ristrutturazione integrale o nelle altre forme precontrattuali ad esse assimilate (es. promesse unilaterali di acquisto) sono previsti, in genere:

  • un termine entro cui i lavori devono essere terminati o quello entro cui deve essere stipulato;
  • i termini per i pagamenti dei ratei intermedi del prezzo convenuto.

Nel caso di sospensione dei lavori, come sopra descritto, sarà necessario darne immediata comunicazione al promissario acquirente nelle forme indicate nel contratto o, se non espressamente previste, tramite PEC o raccomandata con avviso di ricevimento al fine di definire, non appena possibile, nuovi termini di adempimento.

Terre e rocce da scavo

Le norme sulle terre e rocce da scavo prevedono la presentazione della Dichiarazione di Avvenuto Utilizzo (DAU) al termine delle attività.

Per i cantieri non soggetti a VIA-AIA e per quelli soggetti a VIA-AIA con volumi di scavo sino a 6000 mc, il termine per presentare il DAU può essere prorogato, al massimo per 6 mesi, solo per cause “sopravvenute, impreviste o imprevedibili”. Se la proroga non è concessa il materiale è comunque considerato un rifiuto.

Lavoro e spostamenti

Neppure l’ultimo decreto, il DPCM 11 marzo 2020, sancisce il blocco totale dell’attività lavorativa edile sul territorio nazionale. Il DPCM 9 marzo 2020 però aveva prescritto di evitare gli spostamenti in entrata e uscita, nonché al loro interno, salvo per comprovate esigenze lavorative.

Pertanto, non sono necessarie, né tantomeno richieste, specifiche autorizzazioni preventive per effettuare gli spostamenti per le attività lavorative, che potranno essere giustificati attraverso elementi documentali comprovanti l’effettiva sussistenza di esigenze lavorative anche non differibili.

Nell’ambito dell’attività di controllo sui territori interessati e nella logica di responsabilizzare gli interessati negli spostamenti dovuti per comprovate esigenze lavorative, si dovrà procedere attraverso un’autodichiarazione, che potrà essere resa anche in seduta stante attraverso la compilazione del seguente modulo in dotazione agli operatori delle forze di polizia e della forza pubblica.

Smart working

Al fine di contenere sull’intero territorio nazionale la diffusione del virus COVID-19 è stata prevista l’attivazione della modalità lavorativa “smartworking”.

Sul punto si segnala che, da ultimo, il DPCM 11 marzo 2020, ha nuovamente raccomandato all’art.1 comma 1 n.7) lett.a) la massima attuazione, da parte delle imprese, di modalità di lavoro agile per le attività che possono essere svolte presso il proprio domicilio o in modalità a distanza.

Sul punto, è stato altresì specificato, all’art. 1, co.1, num 9) che dovranno essere favorite, limitativamente alle attività produttive, intese tra organizzazioni datoriali e sindacali.

E’ stata prevista la possibilità per i datori di lavoro di far ricorso alla disciplina del lavoro agile:

  • anche in assenza di un preventivo accordo con il lavoratore;
  • assolvendo agli obblighi di informativa (sui rischi generali per la salute e sicurezza sul lavoro) in via telematica (anche ricorrendo alla documentazione resa disponibile sul sito INAIL).

E’ stata, inoltre, predisposta una modulistica semplificata per l’attivazione dello “smart working”.

Permessi e ferie

Il DPCM 11 marzo 2020 ha nuovamente incentivato, all’art. 1, comma 1, num. 7), lett. b), l’utilizzo delle ferie e dei congedi retribuiti per i dipendenti nonché gli strumenti previsti dalla contrattazione collettiva. Sul punto, è stato altresì specificato, all’art. 1, co.1, num 9) che dovranno essere favorite, limitativamente alle attività produttive, intese tra organizzazioni datoriali e sindacali.

Imprese fornitrici

Le nuove limitazioni imposte dal DPCM non determinano il blocco delle merci sul territorio nazionale.

Pertanto, il personale addetto alla conduzione dei mezzi di trasporto potrà svolgere le operazioni di consegna o prelievo delle merci in cantiere.

Anche in questo caso, le comprovate esigenze di trasferimento potranno essere oggetto di verifica da parte delle Autorità competenti, mediante l’esibizione di idonea documentazione, tra cui i documenti di trasporto o le fatture di accompagnamento. Si suggerisce di far adottare le seguenti misure di prevenzione e cautela nei confronti degli addetti alla fornitura:

  • a) limitare la discesa dai mezzi degli autisti;
  • b) qualora il carico/scarico richieda la discesa dal mezzo rispettare, in aggiunta, la misura di sicurezza della distanza di almeno un metro tra le persone.

Opere pubbliche

Ai sensi del recente DPCM 11 marzo 2020, l’esecuzione degli appalti pubblici non è contemplata tra le attività automaticamente sospese a far data dal 12 marzo e fino al 25 marzo (periodo di efficacia delle nuove disposizioni).

Di conseguenza, quella edile (anche nel settore pubblico) può ritenersi ricompresa, alla luce di quanto disposto dall’articolo 1, commi 7 del DPCM 11 marzo, nell’ambito delle attività produttive che – nell’ambito del predetto arco temporale – possono continuare ad essere svolte, salvo il rispetto di una serie di raccomandazioni e prescrizioni (principalmente, di cui alle lettere a) b) c) d) e d e) del medesimo comma 7), nonchè dei successivi commi 8, 9 e 10).

Per ciò che concerne la pubblica amministrazione, le norme citate prevedono che, sempre a far data dal 12 marzo e fino al 25 marzo, fermo restando l’utilizzo di ferie e congedi, viene assicurato lo svolgimento in via ordinaria delle prestazioni lavorative in forma agile del proprio personale dipendente, e individuano le attività indifferibili da rendere in presenza.

Fiscalità edilizia

Importante: i provvedimenti emanati in materia fiscale (Decreto del MEF 24 febbraio 2020 e del Decreto Legge 9/2020) riguardano, al momento, solo i comuni elencati nell’ Allegato 1 del DPCM 1° marzo 2020 – GU n.52 del 1° marzo 2020, cioè quelli della “prima zona rossa“.

Nella Regione Lombardia: a) Bertonico; b) Casalpusterlengo; c) Castelgerundo; d) Castiglione D’Adda; e) Codogno; f) Fombio; g) Maleo; h) San Fiorano; i) Somaglia; j) Terranova dei Passerini.

Nella Regione Veneto: a.) Vo’

NB – il Governo probabilmente adotterà nelle prossime ore uno specifico provvedimento di estensione dei provvedimenti in materia fiscale a tutto il territorio nazionale. Non appena adottati, pubblicheremo il dettaglio su Ingenio.

Tuttavia i provvedimenti adottati finora contengono già alcune misure applicabili sull’intero territorio nazionale, riguardanti, nello specifico, i termini di presentazione della dichiarazione dei redditi precompilata, nonché gli obblighi relativi alle segnalazioni d’allerta, stabilite dal “Codice della crisi d’impresa e dell’insolvenza” (D.Lgs. 14/2019).

Nello specifico sono stati prorogati, per tutto il territorio nazionale, i termini per la presentazione della dichiarazione dei redditi precompilata, anticipando al 1º gennaio 2020 gli effetti delle disposizioni previste dell’art. 16-bis del DL 124/2019 (convertito nella legge 157/2019) per cui, già da quest’anno, viene posticipata la presentazione della dichiarazione dei redditi precompilata dal 23 luglio al 30 settembre. Questo termine vale anche per la presentazione della dichiarazione dei redditi al proprio sostituto di imposta che presta l’assistenza fiscale, o a un CAF dipendenti.

Sospensione termini versamenti ed adempimenti tributari

Il Decreto MEF 24 febbraio 2020, a fronte dell’emergenza epidemiologica da Covid-2019, ha decretato, per le persone e per le imprese residenti o aventi, al 21 febbraio 2020, la sede operativa o legale in alcuni Comuni della Lombardia e del Veneto, la sospensione dei termini dei versamenti e degli adempimenti tributari, compresi quelli derivanti dalle cartelle di pagamento e da accertamenti esecutivi in scadenza tra il 21 febbraio e il 31 marzo 2020.

È sospeso, altresì, il versamento delle ritenute alla fonte. Gli adempimenti e i versamenti sospesi, dovranno essere versati in unica soluzione entro il mese di aprile.

Coronavirus: Von der Leyen, ‘Sì a massima flessibilità sul Patto. Inefficace il divieto totale di viaggi’

BRUXELLES – La risposta dell’Ue in termini economici alla diffusione del coronavirus. È quanto illustreranno oggi in conferenza stampa a Bruxelles, a partire dalle 13, la presidente della Commissione Ue Ursula von der Leyen, e i vicepresidenti esecutivi della Commissione Valdis Dombrovskis e Margrethe Vestager.  “Massima flessibilità” nell’applicazione del Patto di Stabilità e per gli aiuti di Stato destinati a far fronte alle conseguenze del Coronavirus. E’ quanto assicurato oggi dalla presidente della Commissione Ue Ursula von der Leyen. “Alcuni controlli possono essere giustificati – ha aggiunto – ma un divieto generale di viaggio non è considerato efficace dall’Oms e ha un impatto sociale ed economico notevole, oltre a sconvolgere la vita delle imprese e delle persone. Le misure adottate devono essere proporzionate”